Che Giochi a Lago di Tesero: dai sei ori di Klaebo al doppio bronzo azzurro, lo sci di fondo risplende in Val di Fiemme

Barp e Pellegrino all'attacco dei norge (con Klaebo a caccia del cinquina): le startlist della team sprint TL a Lago di Tesero
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Che Giochi a Lago di Tesero: dai sei ori di Klaebo al doppio bronzo azzurro, lo sci di fondo risplende in Val di Fiemme

Le sfide sugli sci stretti dei Giochi di Milano Cortina 2026 hanno visto il fuoriclasse norge ripetere l'impresa iridata di Trondheim 2025, volando definitivamente nella leggenda dello sport. Protagoniste anche le ragazze svedesi, con Frida Karlsson, Linn Svahn ed Ebba Andersson che hanno ottenuto i primi ori olimpici della carriera, pur fallendo la staffetta. Torna a sorridere anche l'Italia, grazie alle due medaglie nelle prove a squadre maschili, capitanata da un monumentale Chicco Pellegrino. Promossa a pieni voti la sede di gara, che si è dimostrata all'altezza della situazione sotto tutti i punti di vista. Il nostro riepilogo completo.

Se per lo sci di fondo, le edizioni di Sochi 2014, PyeongChang 2018 e Pechino 2022, non erano state particolarmente esaltanti per diversi motivi (poco pubblico, località che non avevano esperienza con eventi di alto livello e tracciati banali), lo stesso non si può dire per i Giochi di Milano Cortina 2026.

Sono state due settimane ricche di emozioni e di gare avvincenti, con lo Stadio del fondo "Fabio Canal" di Lago di Tesero che ha superato brillantemente l'esame a cinque cerchi, dimostrandosi ancora una volta all'altezza della situazione. L'impianto fiemmese, punto fermo del Tour de Ski da vent'anni a questa parte, è stato reso ancor più all'avanguardia e funzionale con i lavori di riammodernamento in chiave olimpica, che hanno subito riscosso grandi consensi da parte di atleti e addetti ai lavori. Anche le modifiche effettuate sulla pista hanno reso il tracciato ancor più duro e spettacolare.

Partendo dal settore maschile, andiamo a fare una riepilogo gara per gara, con i podi e risultati azzurri nel dettaglio. La prima prova del programma maschile è stato lo skiathlon, domenica 8 febbraio: come da previsione i norge hanno tenuto sin da subito un ritmo altissimo, con cinque atleti che sono arrivati a giocarsi le medaglie nel finale. L'ha spuntata il favoritissimo Johannes Klaebo, mentre l'argento è andato al classe 2002 transalpino Mathis Desloges, mentre in casa Norvegia è arrivato il bronzo anche per Martin Nyenget. Menzione anche per un altro transalpino, Hugo Lapalus, 4°, e per il "neutrale" Savelii Korostelev, 5°. Gli azzurri faticano in classico, ma nella sezione a skating scalano numerose posizioni, con Davide Graz 8°, Elia Barp 14° e Chicco Pellegrino 20°.

Due giorni dopo c'è stata la sprint individuale in classico, dove Klaebo ha confermato il titolo per la terza edizione consecutiva dopo PyeongChang 2018 e Pechino 2022, con una sgasata da paura sulla salita finale "Zorzi". Gran argento per lo statunitense Ben Ogden, bronzo per il norvegese Oskar Vike. Tre azzurri si fermano alle porte della finale: Simone Mocellini, Simone Daprà e Pellegrino.

La terza gara del programma maschile, andata in scena venerdì 13 gennaio, è stata la 10 km a skating. Una sfida tiratissima, con Klaebo ancora protagonista, in un format dove non aveva mai vinto capace di un ultimo settore pazzesco, che gli ha consegnato il terzo oro dopo skiathlon e sprint TC. Ancora argento uno splendido Desloges, mentre Einar Hedegart, sempre in casa Norvegia, ha colto la medaglia di bronzo, dopo aver toccato la vittoria sino al km conclusivo. Per l'Italia grande prestazione del classe 2003 piemontese Martino Carollo, 7°, bene anche Daprà, 17°.

Nella domenica centrale dei Giochi, invece, è stata la volta di una delle gare regine delle Olimpiadi invernali: la staffetta maschile 4x7,5 km. Una battaglia di altissimo livello, resa ancor più combattuta dal duro tracciato della Val di Fiemme. La Norvegia, con il quartetto Emil Iversen-Martin Nyenget-Einar Hedegart-Johannes Klaebo, domina la gara, la Francia prova a resistere, ma si deve accontentare dell'argento, nonostante due ottime frazioni a skating di Desloges e Victor Lovera, dopo un avvio faticoso di Theo Schely e Lapalus.

E l'Italia? Graz parte benissimo, poi Barp, seppur con qualche problema, tiene sino al cambio, dove Carollo prova a raggiungere Desloges, ma va fuori giri e lascia il testimone a Pellegrino, in ultima frazione, con più di 20" di ritardo dal podio: un'impresa quasi impossibile. Ma il classe '90 valdostano aveva questa gara come obiettivo principale dei Giochi, e recupera in appena 3 km il divario sul finnico Niko Anttola, saltandolo poi nel giro finale, riportando così gli azzurri sul podio in questo format vent'anni dopo il trionfo di Torino 2006.

Mercoledì 18, invece, si è presa la scena la seconda prova a squadre, la team sprint a skating. Le previsioni della vigilia erano tutte per la Norvegia, con Hedegart affiancato a Klaebo, e sono state puntualmente rispettate. Nel giorno del simpatico siparietto dell'invasione di pista da parte di un lupo cecoslovacco, l'argento è andato agli Stati Uniti, con la coppia Ogden e Gus Schumacher.

Il bronzo, ancora una volta, è stato tutto azzurro, con Lago di Tesero nuovamente in tripudio, per Barp e l'eterno Pellegrino (grandioso nella frazione finale in una gara andata via su ritmi altissimi), che con questo metallo ha raggiunto quota quattro medaglie ai Giochi, in un'altra giornata dove i nostri due portacolori hanno lottato in ogni metro del percorso, in una sfida veramente agguerrita.

L'ultima prova del programma, la mass start 50 km TC, sabato 21, ha consegnato il nome di Klaebo alla storia dello sci di fondo e dello sport: il classe '96 di Trondheim ha conquistato il sesto oro in sei gare, in una giornata dominata dai norge, con i soli Schely e Korostelev che hanno provato a restare in gara fin che hanno avuto le energie. Argento per Nyenget e bronzo per Iversen, per una tripletta vichinga, e con Klaebo che è riuscito a confermare l'en plein iridato di Trondheim 2025: una doppia impresa leggendaria.

In casa Italia, con l'amaro forfait di Pellegrino per un virus influenzale, chiude 18° Daprà, mentre Barp appena fuori dalla top 20. Gara da dimenticare per il norge Harald Amundsen e il finnico Iivo Niskanen, out dopo 15 km.

In ambito femminile, la prova ibrida (prima gara del programma olimpico dello sci di fondo, sabato 7 febbraio) ha visto il primo oro in carriera a livello individuale per la svedese Frida Karlsson, in un dominio a tinte gialloblu, con la connazionale Ebba Andersson argento; il bronzo, invece, è andato alla norvegese Heidi Weng. Per le azzurre discreta prova di Martina Di Centa, in top 30.

Nella sprint ancora svedesi assolute protagoniste, con l'oro di Linn Svahn, alla prima medaglia olimpica della carriera, argento per Jonna Sundling, che non conferma il titolo di Pechino 2022, bronzo per Maja Dahlqvist. Bella prova delle azzurre, con Caterina Ganz e Federica Cassol out in semifinale, dopo due ottime prestazioni nei quarti di finale, su un tracciato molto tosto.

La 10 km a skating ha visto un'altra impresa di Karlsson, debordante come nello skiathlon, oro davanti alla connazionale Andersson. Lotta e porta a casa un bronzo la statunitense Jessie Diggins, che nella sua ultima Olimpiade conquista un altro metallo. Per l'Italia buon 19° posto di Martina Di Centa, in una giornata difficile per la giovane promessa Maria Gismondi.

Se per la staffetta 4x7,5 km, la Svezia risultava come naturale favorita alla vigilia, un contesto di gara molto particolare ha cambiato le carte in tavola. Pioggia, caldo e neve molle, equilibrio tra le due potenze scandinave sino alla seconda frazione, quando Andersson incappa in due cadute, rompendo lo sci nella seconda.

La Norvegia va in fuga è può festeggiare l'oro con Heidi Weng, Astrid Slind, Kristin Fosnaes e Karoline Simpson-Larsen. La Svezia si deve accontentare dell'argento con Svahn, Andersson, Kalrsson e Sundling. La sfida per il bronzo va alla Finlandia, con il quartetto formato da Johanna Matintalo, Kerttu Niskanen, Vilma Ryytty e Jasmi Joensuu. L'Italia sogna una clamorosa medaglia sino all'ultima frazione, grazie a tre buonissime prove di De Martin Pinter, Ganz e Di Centa, ma Cassol non riesce a tenere il ritmo delle avversarie, chiudendo comunque con un buon 6° posto.

Svezia che si è ampiamente rifatta nella team sprint TL, dove Sundling e Dahlqvist hanno vinto con netto margine sulle avversarie, bissando l'oro del 2022. Bellissimo argento per le elvetiche Nadja Kaelin e Nadine Faehndrich, con quest'ultima autrice di un ultimo giro di altissimo livello. Il bronzo va in volata alla Germania di Laura Gimmler e Coletta Rydzek, beffate le norvegesi Julie Drivenes e Slind. Ottava piazza per le azzurre De Martin Pinter e Ganz.

La prima storica 50 km femminile a cinque cerchi, andata in scena nella domenica di chiusura dei Giochi, ha regalato la prima vittoria individuale ai Giochi a Ebba Andersson, che ha cancellato così l'onta della staffetta. Attacco da lontano della classe '97 svedese, con la sola Weng che ha tenuto fino al 30° km, ma si è dovuta accontentare dell'argento. Distacchi abissali anche per la medaglia di bronzo, a più di 6', con Kaelin a sorpresa ancora sul podio, affermandosi come vera e propria rivelazione dello sci di fondo a Milano Cortina 2026.

Tante atlete in difficoltà, come Slind che ha abbandonato dopo 10 km, e tante non partenze a causa di malanni, come Karlsson (che sarebbe stata la principale favorita) e Sundling. L'unica azzurra in gara, Anna Comarella, ha chiuso al 16° posto.

Il medagliere olimpico dello sci di fondo vede chiaramente la Norvegia vincitrice con sette ori, due argenti e cinque bronzi, trainata da un imperioso Klaebo con il 6/6. Seconda piazza per la Svezia (cinque titoli, tutti tra le donne, quattro argenti e un bronzo), 3° posto per la Francia, con tre argenti (con Desloges assoluto protagonista). Quarta posizione per gli Stati Uniti (due argenti e un bronzo), quinta la Svizzera (un argento e un bronzo, con Kaelin che esce dalla Val di Fiemme con due clamorose medaglie), sesta l'Italia, con due terzi posti. Settima piazza ex-aequo per Germania e Finlandia, che torna a casa solo con il bronzo della staffetta femminile.

Dopo due settimane, dunque, lo sci di fondo saluta Lago di Tesero, per un'edizione dei Giochi che ha visto tanto spettacolo e soprattutto tanto pubblico anche sulle nevi fiemmesi. Milano Cortina 2026 sarà ricordata come l'Olimpiade di Klaebo, ma anche l'Italia può essere soddisfatta delle due medaglie, che ai Giochi mancavano da Torino 2006. Infine abbiamo visto delle gare su un tracciato vero, che ha finalmente reso giustizia a questa disciplina.

Ora riparte la CdM, con la tappa di Falun (sede iridata del 2027), in Svezia: sabato 28 andrà in scena una sprint TL, mentre domenica sarà la volta del secondo skiathlon stagionale.

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