Sabato 25 Novembre, 10:51
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Le tendenze del Turismo invernale al debutto della stagione 2014/2015

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La sensazione che aleggia nelle località di montagna è soprattutto il Timore per il prossimo inverno. Dopo un’estate difficilissima, che ha visto una riduzione dei soggiorni nelle località alpine ed appenniniche italiane soprattutto a causa del meteo, gli operatori turistici delle nostre montagne faticano ad intravvedere segnali positivi per la prossima stagione invernale.

Sono state poche le destinazioni che hanno avuto la forza ed il coraggio di investire in visione dell’imminente stagione invernale: siano esse piccole località o top destination, solo il 14% delle destinazioni montane italiane si presenterà sul “mercato neve” con almeno una novità sostanziale dal punto di vista strutturale o dei servizi: novità in grado di innalzare l'appeal del territorio e, pertanto, di attirare l’interesse di nuova clientela.

In un contesto in cui regna quindi l’incertezza – data soprattutto dalle impossibili previsioni sui tempi della ripresa in Italia e su come si svilupperà la crisi russa – l’inverno 2014/15 sarà caratterizzato, su tutte, da una tendenza primaria: il desiderio di soggiornare in montagna, per leisure. E’ altissima la richiesta di coloro che vogliono vivere la neve ma senza, per questo motivo, essere necessariamente obbligati a praticare una disciplina sportiva. Quindi, più gente sulla neve ma per leisure, per pranzare in un rifugio o trascorrere qualche ora in relax al solarium sulla neve.

La ricercs, condotta da Skipass Panorama Turismo - promosso da ModenaFiere e realizzato da JFC - calcola in ulteriori 780mila gli Italiani che sarebbero disposti – per la prima volta – a trascorrere un soggiorno nella “montagna bianca – gustandone i piaceri (enogastronomici, di shopping, di relazioni sociali, di visita ai rifugi, etc.) senza però mettere mai gli sci ai piedi: questi clienti, definiti Slons (snow lovers no skiers), possono portare il prossimo inverno – solo facendo riferimento al mercato interno – nuovo fatturato per circa 268Milioni di Euro alle località montane italiane che saranno in grado di pensare alla “neve” non solo come “pista di sci”.

Altro fattore di interesse, sempre con riferimento alla prossima stagione invernale, è quello legato alle stazioni sciistiche: da un lato vi è la riscoperta di quelle che potremmo definire le stazioni mignon. Quest’inverno, infatti, vi sarà la riscoperta delle piccole stazioni sciistiche, che hanno un sapore tutto particolare, la mancanza di ressa anche in alta stagione, il buon rapporto prezzo/qualità e la certezza di relazioni umane autentiche e non surrogate; dall’altro lato vi è il rafforzamento della leadership delle stazioni top, che implementano nuove discipline, anche sconosciute, per attirare clientela. La loro forza, però, si sostanzia nel mix esistente tra immagine ed appeal, tra quantità e qualità dei servizi, tra validità del sistema ospitale e garanzia di poter sciare.

Queste le tendenze principali della prossima stagione invernale:

ricerca del risparmio: non è di certo una novità, in quanto trattasi ormai di una componente quotidiana per ogni acquisto degli Italiani. E ciò vale anche per le vacanze in montagna: aumenta quindi non solo la continua ricerca – a volte asfissiante – della migliore offerta, ma la ricerca del risparmio continua anche nella località di vacanza. Ciò non vuol dire che non ci sia interesse a “fare”, ma facendo attenzione – molta attenzione – a “quanto” costa;prenotazione day-time: non più prenotazioni sotto data, ma nello stesso giorno di arrivo. Si tratta di una tendenza in crescita, condizionata dal fattore “vicinanza” e da quello “meteo”. In sostanza, se le previsioni del fine settimana volgono al bello, si parte per un paio di notti, consapevoli che il posto per dormire si riuscirà a trovare. Questo fenomeno esplode tra i nostri connazionali ma si sta espandendo anche in Germania ed Austria;promozioni, promozioni e ancora promozioni: esplode il mercato delle promozioni per le settimane di bassa stagione, con free ski in apertura stagionale, sconti e agevolazioni per famiglie, offerte per eventi speciali, corso principianti gratuito in bassa stagione, pacchetti con skipass gratuito, etc. Tutti alla conquista di nuova clientela;evoluzione/involuzione: si tratta di un rapporto inverso che sta sorgendo tra il mercato nazionale e quello estero di prossimità. Se, infatti, sul mercato interno si nota una ripresa della domanda per le settimane bianche anche short (5/6 giorni) – con un’evoluzione verso l’incremento del soggiorno medio, sui mercati esteri vicini si sta invece assistendo all’esatto contrario, cioè all’incremento degli short break – con un’involuzione verso la riduzione del soggiorno medio;soggiorno free:cadono definitivamente le regole e le restrizioni temporali che hanno caratterizzato per decenni l’offerta della montagna bianca italiana. Il mercato non accetta più né giorno né ora di arrivo o partenza obbligati; non accetta orari poco flessibili per usufruire dei servizi; non accetta regole di pagamento. Il soggiorno è sempre più destrutturato.

Questi gli altri fenomeni interessanti che si rilevano per l’inverno 2014/15:

lo sviluppo delle family snow land: altitudini non eccessive, località di medie/piccole dimensioni, spazi vivibili e, soprattutto, una declinazione “sociale” verso le famiglie con bambini: questo può essere l’identikit di una serie di località dove tutto è declinato su questo target, ma dove l’aspetto principale è quello di essere – o di diventare – un territorio “child friendly” in tutti i suoi aspetti: dall’hotel alle piste, dai ristoranti ai negozi, dall’animazione alle discipline sportive, ogni elemento è studiato appositamente per deliziare i piccoli ospiti. Complessivamente, in Italia le family snow land non raggiungono quota 70, e molte di queste non hanno ancora terminato il percorso completo di tematizzazione: si tratta, comunque, di ambiti territoriali che sentiranno in misura minore le difficoltà del mercato nazionale. La maggiore concentrazione si ha in Trentino (23,9%), poi in Alto Adige (17,9%) ed in Lombardia (14,9%);sciare a “km 0”: sarà perché il treno è tornato di moda non solo per gli spostamenti veloci (Alta Velocità) ma anche per andare in vacanza, sarà per il piacere di non aver voglia (o non essere capaci) di guidare in strade ghiacciate, sarà anche perché viaggiare in treno è eco-sostenibile, per questi primari motivi emerge, nell’inverno 2014/15 la riscoperta del treno come mezzo per raggiungere la località di vacanza in montagna. Il massimo è, di certo, poter scendere dal treno e salire sulla cabinovia, e questo è possibile solo in quattro casi: in Val di Sole, a Plan de Corones, a Pila e dal 14 dicembre a Versciaco;località “disabled welcoming:le destinazioni stanno cercando nuovi mercati e target, e si sono accorte che i clienti diversamente abili possono rappresentare un’opzione molto promettente: nascono così servizi e sistemi di accoglienza, nonché facilitazioni per accoglierli nella maniera migliore. Si stima che in Italia il mercato potenziale dei diversamente abili che potrebbero avere un interesse ad avvicinarsi alla pratica dello sci siano circa 122.000, praticamente il 3,5% della popolazione disabile italiana. Se a questo dato si aggiunge il potenziale dei turisti/sciatori disabili dei Paesi dell’Europa occidentale, Germania ed Austria in primis, si giunge ad oltre 1Milione 100mila nuovi clienti, con un valore economico pari a 2Miliardi 197Milioni di Euro.

Per quanto riguarda le discipline sportive, nell’inverno 2014/15 si manifesta nuovamente la forza delle disciplinefree”, quindi economiche, che garantiscono la pratica sportiva in contatto con la natura: ciaspole e nordic walking, ma anche sci di fondo. Si tratta di discipline che non richiedono costi eccessivi per essere praticate, proprio perché non necessitano di alcun acquisto di skipass né del maestro di sci: basta l’attrezzatura. Si tratta inoltre di discipline praticabili con la famiglia e con gruppi di amici e conoscenti, che permettono un contatto diretto e lento con la natura e l’ambiente circostante. All’opposto, ciò che garantisce esplosione adrenalinica, vale a dire il free ride, passa dall’essere una moda ad affermarsi come un vero e proprio segmento di mercato, verso il quale un numero sempre maggiore di destinazioni stanno guardando con attenzione, ed investendo.

Queste, invece, le new entry tra le discipline sportive sulla neve:

balloon ski: ci si innalza in mongolfiera con sci e scarponi e poi si scivola lunga le piste. Ancora poco praticato ma molto stimolante per i freerider esperti; snowscoot: una via di mezzo tra monopattino e BMX, che permette di sciare con i piedi liberi. Ideale per chi vuole correre ed effettuare slalom, è oggi consentito in poche piste. Difficilmente noleggiabile, sta attirando l’attenzione dei giovani; ski running: è la corsa in montagna sulla neve, che dalla Francia sta passando il confine e “contagiando” gli sportivi con lo spirito più libero, che non accettano luoghi delimitati: le piste;ice kart:il go kart sul ghiaccio sta trovando estimatori perché garantisce divertimento e valorizza il concetto di sfida personale. Alcune località stanno approntando questo nuovo servizio, e grande interesse viene manifestato per la pratica in notturna.

Si conferma l’interesse crescente anche per l’arrampicata sul ghiaccio e per l’eliski – nelle località dove questa disciplina viene permessa – mentre l’ultima tendenza in fatto di piste guarda oltralpe: piste alla francese. Alcune località, per differenziarsi e per offrire nuove sensazioni agli sciatori, scelgono di proporre una pista alla francese, quindi senza innevamento artificiale e senza battitura. Il risultato è la sensazione di sciare su una pista mentre sta nevicando: morbida, con gobbe.

Vi è poi un fenomeno sociale che nell’inverno 2014/15 sarà identificativo delle principali destinazioni montane italiane: quello delle glamlady: signore di un’età compresa tra i 43 ed i 65 anni, soprattutto residenti nelle grandi città del centro-sud Italia. Da almeno un decennio nella stessa destinazione. L’importante è che il soggiorno sia “narrabile”, vale a dire che crei un po’ di invidia al ritorno a casa. Gli sci ai piedi si mettono ogni tanto, ma la passione non è quella. Il tempo si trascorre tra un aperitivo nel locale storico della località ed una sauna seguita da un massaggio nella Spa più in del luogo. Lo shopping è l’altro fattore determinante: non tanto per acquistare – anche se si acquista sempre qualcosa – quanto per farsi vedere e farsi riconoscere di anno in anno. Soggiorni lunghi per le “feste comandate”, e qualche week end per non perdere l’abitudine. Le località che frequentano, pertanto, non possono che essere quelle più famose: da Cortina d’Ampezzo a Courmayeur, da Ortisei a Bormio, sino a Madonna di Campiglio e Cervinia.

Il comparto della Montagna Bianca rappresenta oggi, a livello nazionale, l’11,3% del complessivo sistema del turismo italiano. Per la stagione invernale 2014/15 le previsioni e gli indicatori segnano un fatturato pari a circa 9,9 miliardi di Euro, con un incremento del +3,2% (arrivi) e +3,8% (presenze), mentre il fatturato subirà un incremento minore, di poco inferiore a 2 punti percentuali.

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