Coronavirus, in Alto Adige gli impianti di risalita rimangono aperti

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Harald Wisthaler www.wisthaler

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Coronavirus, in Alto Adige gli impianti di risalita rimangono aperti

Nonostante il nuovo Dpcm del 25 ottobre abbia portato alla chiusura degli impianti di risalita sino a quando non saranno approvati nuovi protocolli sanitari, in Alto Adige si continuerà a sciare.

Ieri sera, 25 ottobre, è stata approvata l’ordinanza firmata dal Presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, che prevede l’apertura dei ristoranti fino alle 22, anziché fino alle 18, e il funzionamento degli impianti di risalita con l’adozione di apposite linee guida.  Si potrà quindi continuare a sciare a Solda e in Val Senales.

D’accordo con la decisione presa dal Presidente della Provincia autonoma di Bolzano è Elmar Pichler Rolle, vice presidente di Anef Alto Adige, secondo cui “gli impianti di risalita vanno parificati al trasporto pubblico locale. La loro chiusura rappresenterebbe un duro colpo per molte zone di montagna, che sopravvivono solo grazie al turismo e non hanno altri introiti. Se chiudono gli impianti, chiudono anche gli alberghi e l’economia in questi paesi si ferma. Le sciovie e seggiovie non rappresentano nessun problema perché sono all’aria aperta. Nelle cabinovie e seggiovie il distanziamento, come anche sugli autobus, ovviamente non può essere garantito, ma vige l’assoluto obbligo di mascherina e i tempi di percorrenza sono brevissimi, ben sotto i dieci minuti. La seconda ondata di contagi di certo non può essere attribuita ai centri sciistici perché erano ancora chiusi. Lo sci è uno sport all’aria aperta, che non può essere trattato allo stesso modo di palestre e piscine”.

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