El Niño si rafforza ancora: la NOAA prevede un possibile evento storico nell’inverno 2026/2027

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El Niño si rafforza ancora: la NOAA prevede un possibile evento storico nell’inverno 2026/2027

L’ultimo aggiornamento del Climate Prediction Center americano conferma il rapido rafforzamento di El Niño. La probabilità che raggiunga un’intensità molto elevata durante l’autunno e l’inverno supera il 90%, mentre sale al 69% la possibilità di un evento senza precedenti nelle rilevazioni iniziate nel 1950. Ma quali potrebbero essere gli effetti sull’inverno europeo e sulle Alpi?

El Niño continua a rafforzarsi nel Pacifico equatoriale e potrebbe raggiungere durante i prossimi mesi un’intensità eccezionale. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento pubblicato il 24 agosto 2026 dal Climate Prediction Center della NOAA, l’agenzia statunitense che monitora l’evoluzione del fenomeno ENSO.

Le nuove analisi confermano la presenza di El Niño e mostrano temperature superficiali del mare superiori alla media in gran parte del Pacifico equatoriale centro-orientale e orientale. Anche la circolazione atmosferica presenta ormai caratteristiche pienamente coerenti con lo sviluppo del fenomeno.

Secondo la previsione ufficiale della NOAA, esiste una probabilità superiore al 90% che El Niño raggiunga un’intensità molto forte tra l’autunno 2026 e l’inverno 2026/2027. Il fenomeno dovrebbe inoltre persistere almeno fino alla primavera del 2027.

Il 69% di probabilità di un El Niño storico

Il dato più rilevante dell’ultimo aggiornamento riguarda la possibile intensità dell’evento. Per il trimestre compreso tra ottobre e dicembre 2026, la NOAA assegna una probabilità del 69% al superamento della forza di tutti gli episodi di El Niño registrati dal 1950.

Per rientrare in questa categoria, il valore trimestrale del Relative Oceanic Niño Index, indicato con l’acronimo RONI, dovrebbe raggiungere o superare i +2,5 °C.

La definizione di evento “storico” riguarda dunque l’intensità dell’anomalia termica nel Pacifico e non implica automaticamente effetti meteorologici senza precedenti in ogni parte del mondo. La stessa NOAA sottolinea che un El Niño molto intenso aumenta la probabilità di conseguenze tipiche del fenomeno, senza tuttavia renderle certe.

Il Pacifico orientale è sempre più caldo

I dati osservati nelle ultime settimane mostrano un riscaldamento particolarmente evidente nelle regioni orientali del Pacifico equatoriale. Le più recenti anomalie settimanali della temperatura superficiale del mare hanno raggiunto:

  • 0,0 °C nella regione Niño 4;
  • +1,8 °C nella regione Niño 3.4;
  • +2,5 °C nella regione Niño 3;
  • +3,2 °C nella regione Niño 1+2, situata più vicino alle coste del Sud America.

Anche sotto la superficie oceanica sono presenti estese anomalie termiche positive nel Pacifico centro-orientale e orientale. Il contenuto di calore dei primi 300 metri dell’oceano rimane superiore alla media, indicando la presenza di una consistente riserva di acqua calda capace di sostenere ulteriormente il fenomeno.

Alla componente oceanica si accompagna ormai una risposta ben definita dell’atmosfera. Le precipitazioni e l’attività convettiva sono aumentate sul Pacifico centrale e orientale, mentre risultano ridotte sull’Indonesia. Le anomalie dei venti alle basse e alle alte quote confermano che oceano e atmosfera stanno interagendo secondo lo schema caratteristico di El Niño.

Un passaggio molto rapido dalla Niña a El Niño

L’evoluzione osservata nel corso del 2026 è stata particolarmente rapida. Fino a febbraio le temperature erano inferiori alla media su gran parte del Pacifico equatoriale, come conseguenza della precedente fase di La Niña.

Le prime anomalie positive sono comparse all’inizio di febbraio nell’estremo settore orientale del bacino. Da metà aprile il riscaldamento si è progressivamente esteso verso il Pacifico centro-orientale, accelerando ulteriormente durante l’estate.

Il valore medio del RONI è passato da -0,9 °C nel trimestre dicembre 2025-febbraio 2026 a +1,0 °C nel periodo maggio-luglio 2026. Un cambiamento molto netto, destinato secondo i modelli a proseguire almeno fino alla fine dell’anno.

Quali conseguenze per l’inverno europeo?

Gli effetti più riconoscibili e statisticamente affidabili di El Niño interessano soprattutto il Pacifico tropicale, le Americhe, l’Asia e l’Oceania. Il collegamento con il clima europeo è invece più indiretto e presenta una variabilità molto maggiore da un evento all’altro.

In Europa, l’andamento dell’inverno dipende anche da numerosi altri fattori, tra i quali la North Atlantic Oscillation, la posizione del vortice polare, le condizioni della stratosfera, le temperature dell’Atlantico e la distribuzione delle alte e basse pressioni sul continente.

Alcuni studi e le analisi degli eventi passati suggeriscono che un El Niño intenso possa favorire un indebolimento del vortice polare stratosferico nella seconda parte dell’inverno. Questo potrebbe aumentare la possibilità di irruzioni fredde verso le medie latitudini, ma non consente di stabilire con mesi di anticipo dove queste masse d’aria si dirigeranno.

Non è quindi corretto concludere (come abbiamo letto su altri siti) che un El Niño molto forte porterà necessariamente un inverno più freddo o più nevoso sulle Alpi. Il fenomeno rappresenta però un importante elemento del sistema climatico globale e potrà influenzare la circolazione atmosferica anche alle nostre latitudini.

Monitoriaggio inverno 2026/2027. Serviranno ancora diversi aggiornamenti

Le proiezioni pubblicate in agosto descrivono uno scenario ormai piuttosto solido per quanto riguarda la prosecuzione e il rafforzamento di El Niño. Rimane invece prematuro tradurre questa previsione in indicazioni precise sull’inverno italiano e sull’andamento delle nevicate nelle località sciistiche.

I prossimi mesi permetteranno di valutare l’effettiva intensità raggiunta dal fenomeno e, soprattutto, la sua interazione con gli altri principali indici atmosferici dell’emisfero settentrionale.

Il prossimo aggiornamento mensile della NOAA sull’evoluzione di El Niño è previsto per il 10 settembre 2026.

Il precedente aggiornamento di inzio luglio 2026

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