NOAA: torna El Niño, come potrebbe influenzare l'inverno 2026-2027 sulle Alpi?

NOAA: torna El Niño, come potrebbe influenzare l'inverno 2026-2027 sulle Alpi?
Meteo Neve PrevisioniInverno 2026/2027

NOAA: torna El Niño, come potrebbe influenzare l'inverno 2026-2027 sulle Alpi?

La NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) ha pubblicato il 9 luglio il nuovo aggiornamento sul fenomeno climatico ENSO (El Niño-Southern Oscillation), confermando che El Niño è ormai in pieno sviluppo e che continuerà a rafforzarsi nei prossimi mesi. Secondo i climatologi statunitensi, il fenomeno dovrebbe raggiungere il proprio massimo proprio durante l'inverno boreale 2026-2027, con una probabilità del 97% di persistere fino alla primavera 2027 e con possibilità sempre più elevate di raggiungere un'intensità tra le più elevate osservate dal 1950.

Per gli appassionati di neve la domanda nasce spontanea: cosa potrebbe significare tutto questo per il prossimo inverno sulle Alpi?

La risposta, però, è meno semplice di quanto possa sembrare.

Cos'è El Niño

El Niño è una fase naturale del sistema climatico terrestre caratterizzata da un marcato riscaldamento delle acque superficiali dell'Oceano Pacifico equatoriale.

Questo enorme serbatoio di calore modifica la circolazione atmosferica su scala globale, influenzando il percorso delle correnti in quota e alterando la distribuzione di precipitazioni e temperature in molte aree del pianeta.

Negli Stati Uniti, in Sud America e in Australia gli effetti di El Niño sono ben documentati e spesso piuttosto prevedibili. In Europa, invece, il collegamento è decisamente più debole e soprattutto molto meno lineare.

Cosa potrebbe cambiare sulle Alpi?

È importante chiarire un aspetto: El Niño non permette di prevedere direttamente l'inverno italiano.

Per il nostro continente il fenomeno rappresenta piuttosto un "fattore di fondo" che può aumentare la probabilità di alcune configurazioni atmosferiche, senza determinarle in modo automatico.

Secondo la climatologia, durante gli inverni caratterizzati da El Niño si osserva con una certa frequenza:

  • una maggiore probabilità di una NAO (North Atlantic Oscillation) positiva, soprattutto nella prima parte dell'inverno;
  • correnti atlantiche più vivaci e occidentali;
  • temperature mediamente superiori alla norma in parte dell'Europa.

Per quanto riguarda le precipitazioni e la neve sulle Alpi, invece, non emerge un segnale statisticamente robusto. Alcuni inverni sono risultati molto nevosi, altri decisamente avari di precipitazioni.

In altre parole, El Niño da solo non basta per stabilire se l'inverno sarà favorevole o meno agli appassionati di sci.

Servirà osservare anche Atlantico e stratosfera

Per capire come evolverà realmente la stagione invernale sarà necessario seguire nei prossimi mesi anche altri indicatori climatici molto influenti per l'Europa, tra cui:

  • l'evoluzione della North Atlantic Oscillation (NAO);
  • lo stato del vortice polare e della stratosfera;
  • le anomalie della temperatura superficiale dell'Atlantico.

Sono infatti questi elementi che, nella maggior parte dei casi, determinano l'arrivo di irruzioni fredde o di lunghe fasi perturbate sulle Alpi.

I grandi El Niño degli ultimi 40 anni: com'è andata sulle Alpi?

Negli ultimi quarant'anni si sono verificati alcuni episodi di El Niño particolarmente intensi, ma il loro impatto sull'inverno alpino è stato tutt'altro che uniforme.

1982-1983

Uno degli eventi più intensi del secolo scorso. L'inverno fu complessivamente mite su gran parte dell'Europa, ma le Alpi registrarono fasi nevose significative alternate a lunghi periodi anticiclonici.

1997-1998

Considerato uno dei più forti El Niño mai osservati. Sulle Alpi fu ricordato soprattutto per un inverno molto mite, con quota neve spesso elevata e un innevamento inferiore alla media in molte località.

2015-2016

Anche questo fu un El Niño eccezionale. L'avvio della stagione sciistica risultò molto difficile per numerose stazioni alpine a causa delle alte temperature e della scarsità di neve naturale. La situazione migliorò nella seconda parte dell'inverno grazie ad alcune perturbazioni che permisero un recupero dell'innevamento.

La lezione è chiara: anche gli episodi di El Niño più intensi non hanno prodotto sempre gli stessi effetti sulle Alpi. Il fenomeno influenza il clima globale, ma non determina da solo il destino dell'inverno europeo.

La stagione è ancora tutta da scrivere

L'aggiornamento della NOAA rappresenta un tassello importante per comprendere il quadro climatico globale dei prossimi mesi, ma è ancora troppo presto per trarre conclusioni sull'inverno 2026-2027 sulle Alpi.

Le prime indicazioni stagionali diventeranno più affidabili tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, quando sarà possibile valutare anche il comportamento dell'Atlantico, della circolazione atmosferica europea e del vortice polare.

Per gli sciatori e gli appassionati della montagna, quindi, il messaggio è semplice: El Niño merita attenzione, ma non è ancora una sentenza sul prossimo inverno.

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