Canton Ticino, Carì ragiona sul futuro: "Trovare partner privati per avviare un processo di destagionalizzazione"

Canton Ticino, Carì ragiona sul futuro: 'Trovare partner privati per avviare un processo di destagionalizzazione'
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Canton Ticino, Carì ragiona sul futuro: "Trovare partner privati per avviare un processo di destagionalizzazione"

Il futuro della stazione sciistica ticinese, protagonista nei giorni scorsi dell'arrivo di tappa del Giro d'Italia, è stata oggetto di analisi in sede di approvazione del bilancio consuntivo del Comune di Faido, che possiede il comprensorio tramite la propria partecipata Nuova Carì Impianti Turistici SA.

"Si ribadisce la necessità imprescindibile di avviare un processo di destagionalizzazione, accompagnato da investimenti da parte di attori privati, senza i quali non sarà possibile garantire il futuro di Carì". Questo uno dei passaggi chiave sulle strategie future per la stazione sciistica dell'Alta Val Leventina che emerge dal consuntivo 2025 del Comune di Faido. 

La stazione sciistica ticinese si compone di due seggiovie ad agganciamento automatico in successione e da due tapis roulant, con un'offerta di piste di tutti i livelli di difficoltà che si sviluppano tra 1650 e 2280 metri, con esposizione prevalentemente meridionale.

Il comprensorio si trova in un momento di transizione dopo il susseguirsi di una serie di stagioni invernali complicate dal punto di vista climatico. Lo sci resta un punto fermo nella strategia di sviluppo futuro: lo scorso anno Gabriele Gendotti, all'epoca Presidente del CdA della Nuova Carì Impianti Turistici SA (a cui è poi succeduto Marco Costi) ha infatti dichiarato alla RSI che non si ritiene attuabile una conversione degli impianti alla sola stagione estiva, ritenendo sostenibile lo sviluppo di un'offerta orientata alle 4 stagioni solo in via complementare al mantenimento e potenziamento dell'attività sciistica. Per questo motivo lo scorso anno sono stati effettuati una serie di importanti interventi di potenziamento dell'impianto di innevamento programmato e di rinnovo del parco mezzi battipista. Grazie a tali investimenti si è registrata una significativa riduzione dei costi straordinari di manutenzione. Non è stato invece raggiunto l’obiettivo di incrementare i primi passaggi tramite un’apertura anticipata: le temperature miti di dicembre e la scarsità di precipitazioni non hanno infatti permesso l’apertura durante le vacanze natalizie. Su 65 giornate previste, 49 sono risultate effettivamente sciabili, di cui 29 con la totalità degli impianti operativi. Questa situazione ha inevitabilmente avuto un impatto negativo sulla gestione finanziaria della stazione, pur confermando l'attrattività della destinazione invernale nei momenti di piena attività.

Come evidenziato dal Corriere del Ticino, il Comune di Faido non ha fatto mancare il proprio sostegno finanziario nel corso degli anni, con il contributo che, nell'ultima stagione invernale è stato di 200.000 franchi. 

L’Esecutivo del Comune di Faido, guidato dal sindaco Corrado Nastasi osserva tuttavia, che anche alla luce dei contributi comunali, l'obiettivo per il Consiglio di Amministrazione della Società di gestione degli impianti sciistici deve essere quello di generare utili derivanti dall'attività ordinaria, un risultato che si ritiene attuabile solamente ampliando l'offerta con una serie di investimenti, da sviluppare con il sostegno di investitori privati, che prevedano l'ampliamento dei percorsi escursionistici, nuovi tracciati per le mountain-bike e un calendario di eventi dalla primavera all'autunno. Tale strategia risponde anche alle linee guida indicate dal Consiglio di Stato cantonale per tutti gli impianti di risalita ticinesi.

Un modello che si ispira a quanto sta avvenendo a San Bernardino con gli investimenti privati del gruppo imprenditoriale guidato da Stefano Artioli. La località grigionese, accanto al rilancio dell'attività sciistica e allo sviluppo immobiliare e ricettivo, sta destagionalizzando significativamente la propria offerta turistica con un modello orientato alle 4 stagioni. Grazie a ciò si sta sempre più affermando come destinazione montana di riferimento del versante svizzero sudalpino.

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