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La donna dei record non sbaglia mai: Lee Sang-Hwa è d’oro nei 500

La donna dei record non sbaglia mai: Lee Sang-Hwa è d’oro nei 500
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Getty Images

Speed SkatingSpeed Skating - Sochi

La donna dei record non sbaglia mai: Lee Sang-Hwa è d’oro nei 500

500m donne del pattinaggio di velocità parlano coreanoLee Sang-Hwa si conferma la donna più veloce dello speed skating nella gara riservata alle sprinters pure. La campionessa olimpica non cede lo scettro conquistato quattro anni fa a Vancouver e, all’Adler Arena di Sochi, spezza il dominio olandese che ha caratterizzato i primi giorni olimpici sul ghiaccio russo. La fenomenale atleta allenata dal canadese Kevin Crockett vince l’oro col tempo totale di 74’’70 (coronato 37’’28 che le vale il nuovo record olimpico). Argento alla russa Fatkulina (75’’06), mentre il bronzo va all’olandese Margot Boer (75’’48), dopo un gran recupero nella seconda serie sulla cinese Zheng (75’’58). L’italiana Yvonne Daldossi, ennesima esordiente ai Giochi Olimpici del team azzurro, conclude 30esima a 3’’94 dalla vincitrice.

Il motto dei 500 donne poteva recitare grossomodo così: “tutte contro Lee Sang-Hwa”. La 24enne coreana non solo ha vinto, ma si è confermata la donna dei record. Una pattinatrice che nella stagione in corso ha rifilato, in media, almeno mezzo secondo di distanza a gara, a tutte le altre. Una sprinter di livello assoluto, campionessa olimpica 2010 e imbattuta in tutta la stagione in corso, dove ha toccato l’apice a Salt Lake City in Coppa: 36’’36 il suo pazzesco primato mondiale. Anche lei, nel club nutrito di coloro che hanno rinunciato ai Mondiali Sprint (assieme a Bowe e Wang) per preparare al meglio le gare di Sochi. Missione ampiamente compiuta, vista anche la concorrenza meno folta per via dell’assenza della campionessa del mondo sprint a Nagano 2014: la cinese Yu Jing, costretta al forfeit per un infortunio all’anca.

Già dalla prima serie, la futura vincitrice aveva messo le cose in chiaro. Apertura con un disarmante 37’’42 (record della pista. Ovvero un’abitudine della sua stagione, visto che nel 2013 ne aveva realizzato uno per ogni gara ufficiale in corsa in giro per mezzo mondo). Un crono realizzato con disarmante facilità, aveva permesso alla Lee di issarsi subito in testa alla classifica provvisoria. Ben distanziate, dai 15 centesimi in su, le altre rivali per l’oro. Ci aveva provato strenuamente la padrona di casa Olga Fatkulina, brava a incendiare l’Adler Arena col suo 37’’57. Appena un centesimo meglio della cinese Zhang Hong, che si era fermata a 37’’58. Nonostante il suo fresco argento sprint iridato, è stata lei la vera sorpresa della prima run. Lontane dal vertice e deludenti, invece, le altre papabili a un posto sul podio: quarta Heather Richardson (+0’’31), sesta Beixing Wang (+0’’40). In mezzo a loro, l’oranje Margot Boer (37’’77). Fuori con largo anticipo dalla lotta per le medaglie, la veterana e argento ai Giochi 2010 Jenny Wolf (+ 0’’51).

La Lee azzanna e sotterra la competizione nella seconda serie. L’asiatica concede quasi una passerella al pubblico, mettendo un sigillo di qualità al suo già ipotecato oro. Come? Naturalmente abbassando in un colpo solo due record olimpici con apparente facilità disarmante. Primato eccellente, il parziale (in 37’’28, primato precedente di Catriona Le May Doan, 37’’30 nel 2002) e sulla somma dei due tempi (74’’70 contro il vecchio 74’’75, detenuto sempre della canadese). Niente speranze di vittoria per l’ottima Fatkulina, anche se la 24enne si conferma dispensatrice di emozioni per la Russia. Realizzando un grande, tra le “umane”, 37’’69: secondo miglior tempo della seconda serie. L’olandese Boer completava la sua rimonta grazie al suo 37’’71 e approfitta del run decisamente lento di Hong Zhang. Da segnalare la Wolf ha un sussulto d’orgoglio (quinto tempo di manche in 37’’73). La tedesca chiuderà al sesto posto complessivo, superando nell’ordine le deludenti Wang e Richardson: sono loro le vere sconfitte della gara odierna.

Realisticamente erano poche speranze di gloria per l’unica azzurra alla partenza, Yvonne Daldossi. Così è stato. L’altoatesina conduce una prestazione comunque intorno ai suoi standard abituali. Nella prima serie non riesce a sfruttare appieno una buona reattività allo start (10’’78 ai 100), per poi cedere terreno nel finale. Chiude così la prima manche in 39’’30. Nei successivi 500 metri, la giovane originaria di Lana (Bolzano) non conferma il primo riscontro e peggiora leggermente la sua prova (39’’34). Il totale di 78’’64 vale alla 22enne il 30esimo posto.

Qui la classifica generale completa.

Domani tornano sul ghiaccio gli uomini. Largo agli specialisti dei 1000 metri. E in questa gara l’Italia si gioca la carta migliore a disposizione: Mirko Giacomo Nenzi. Favorito d’obbligo il campionissimo americano Shani Davis, alla ricerca della terza conferma olimpica sulla distanza.

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