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Voci dal ghiaccio, gli Assoluti di short track visti dai protagonisti

Voci dal ghiaccio, gli Assoluti di short track visti dai protagonisti
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Voci dal ghiaccio, gli Assoluti di short track visti dai protagonisti

Di seguito riportiamo le dichiarazioni rilasciate a Neveitalia dai protagonisti al termine dei Campionati Italiani disputatisi al PalaTazzoli di Torino. Dai campioni overall Elena Viviani e Yuri Confortola al bilancio del tecnico della Nazionale Kenan Gouadec.

Dopo l’ultima e decisiva giornata dei Campionati Italiani Assoluti di short track, tra le voci dei protagonisti s’impone il timbro della gioia evidente che emerge dal commento di Elena Viviani, pattinatrice classe 1992, che al PalaTazzoli ha conquistato il primo titolo individuale in carriera su una singola distanza, i 500 metri, e soprattutto l’oro in classifica generale dopo la decisiva vittoria nei 3000 metri della Super Final: «L’obiettivo era quello di provare a fare delle belle gare qua a Torino - esordisce la valtellinese tesserata per le Fiamme Gialle -, sinceramente non puntavo a vincere il titolo overall. Mi serviva per trovare un po’ di continuità che nella prima parte di stagione stentava ad arrivare. Poi ho iniziato male nei 1500 – distanza nella quale si è piazzata sesta, dopo una penalty subìta in Finale A, ndr – e mi ha costretto a rincorrere. Sono stata molto soddisfatta della mia vittoria nei 500, la mia distanza, e poi soprattutto della chiusura nei 3000. Oggettivamente mi ha sorpreso la mia gara, visto che per me è sempre stata una distanza ostica rispetto alle mie caratteristiche. Di solito faccio molta fatica con le distanze lunghe, invece stavolta mi sono comportata. L’assenza di Arianna Fontana? Sicuramente gareggiare senza di lei ti fa partire con la consapevolezza che è sempre lei la favorita numero uno ed è stato sicuramente strano un Assoluto senza la favorita numero uno. Così per ognuna di noi c’erano la speranza e le possibilità di giocare per l’oro. Poi facciamo le nostre gare e ce la siamo giocata. Non a caso sono venute fuori delle gare combattute e belle che sicuramente si è divertito chi le ha viste. Ringrazio anche il mio fan club per il tifo. Ora ci concentreremo sugli Europei di Sochi – 22-24 gennaio 2016, ndr – e ripartiremo con la preparazione da Courmayeur con la Nazionale. Proverò a usare la testa e a impostare le gare al meglio, dosando al meglio le energie e trovando i momenti migliori per muovermi. La condizione, anche dopo questi bei Campionati Italiani, direi che c’è».

Per il secondo anno consecutivo Torino si conferma ghiaccio d’oro per il portacolori della Forestale Yuri Confortola. Queste le sue impressioni al termine del Campionato italiano: «Sono ovviamente contento per questo successo e per la mia riconferma come campione nazionale in una gara a cui tengo sempre molto. È stata una tre giorni abbastanza impegnativa per me – ammette il 29enne di Bormio - vista la condizione sicuramente non ottimale dopo le feste dei giorni scorsi. Ho gareggiato in maniera intelligente, pensando anche ai prossimi Campionati Europei tra poco meno di 20 giorni. Il livello dei miei avversari qua a Torino? Sicuramente si è visto qualche giovane in crescita e posso dire che era anche ora che arrivasse qualche giovane a impensierire noi pattinatori più esperti. Per il resto sapevo che Tommaso Dotti – secondo in classifica generale finale, ndr – sarebbe stato il mio avversario principale per il titolo. Mi è andata bene nei primi giorni, visto che è caduto sia nei 1500 che sui 500 metri. Io comunque ho guardato alle mie gare cercando di dare sempre il massimo in ogni batteria e in ogni finale. La condizione è buona, anche se i prossimi appuntamenti internazionali saranno decisamente più impegnativi. Diciamo che l’età – il bormino è nato nel 1986, ndr - non è dalla mia parte e comincio ad essere “un po’ vecchio”. Col passare di ogni stagione, diciamo che non ho mai la certezza che ve ne sarà un’altra a livello agonistico. Diciamo che non mi faccio programmi a lungo termine, perciò deciderò stagione dopo stagione se proseguire o dire basta, anche se c’è l’Olimpiade nel 2018. Il pensiero c’è sempre, ma preferisco pensare passo dopo passo. Per adesso mi godo i momenti – non ultimo il podio conquistato con la staffetta in Coppa del Mondo a Shanghai, ndr – anche perché mi piace lavorare con i miei compagni e siamo un bel gruppo a livello maschile. Sicuramente gli stimoli, in gara e nell’allenamento, e nel mettersi in gioco ci sono sempre e mi aiutano per trovare la voglia e i risultati. Sono tutti elementi alla base della mia passione per lo short track».

Queste le parole del c.t. della Nazionale maggiore, il canadese Kenan Gouadec: «I Campionati Italiani sono sempre interessanti. Tutti si mettono in gioco sul ghiaccio e provano a fare del loro meglio e inoltre è sempre stata una manifestazione interessante e bella da seguire. Anche quest’anno. Il problema, vista l’assenza di tanti atleti di primissimo livello in Italia, è che gli imprevisti condizionano molto le classifiche. Per esempio, al maschile, la caduta di Nicola Rodigari nella prima gara e il conseguente stop precauzionale, credo che abbia influito sul seguito della manifestazione. Oltre a ciò, anche alcune cadute ed inconvenienti da squalifiche- vedi Lucia Peretti out per doppia falsa partenza nella prima batteria dei 500m - nelle singole distanze condizionano il resto. Poi c’è da pensare al futuro: sempre prendendo come esempio lo stop di Rodigari, ho preferito che si preservasse perché dovrà dare il suo importante contributo ai prossimi Europei per la staffetta della squadra. A Sochi (Russia) dovrò convocare tre donne e due uomini per le gare individuali e l’obiettivo principale era quello di evitare problemi di natura fisica. Per il resto, sono contento per alcune conferme. Da Tommaso Dotti, che ha dimostrato di essersi ripreso dopo l’infortunio d’inizio stagione ed è stato bravo a ritrovarsi gara dopo gara. Confortola è migliorato nettamente quest’anno e stiamo lavorando su alcuni dettagli per migliorare ancora. Non è affatto lontano dai migliori al mondo. Deve solo aumentare la consapevolezza di potersela giocare. Anche a livello femminile, le ragazze della squadra devono aumentare la consapevolezza di poter fare bene anche contro avversarie di rango come le coreane e le canadesi. Le potenzialità le hanno, devono sbloccarsi mentalmente perché possono andare molto veloce. Sono contento per la bella prova di Elena Viviani, che non ha sprecato energie anche in questi Campionati, attaccando nei momenti giusti. Lo dovrà fare anche a livello internazionale. Bene anche Cecilia Maffei, che sarà importante a livello di staffetta. Il tutto in attesa ricominciare a lavorare con Arianna Fontana, dai prossimi giorni a Courmayeur. Il suo ritorno è una cosa davvero ottima per la squadra perché la Nazionale sarà tre volte più forte con il suo aiuto. Con le donne, in questa prima parte di stagione, abbiamo raggiunto già un buon equilibrio e ci siamo attestati attorno al sesto-settimo posto tra le potenze mondiali. Con Arianna sul ghiaccio possiamo decisamente puntare ben oltre quel livello. La aspettiamo e la rivedremo in gara dopo gli Europei per le ultime tappe di Coppa del Mondo. Sicuramente il rientro di Arianna aggiungerà tantissimo a questo gruppo. Avevo consigliato anche a lei di staccare la spina per un po’ di tempo perché nel decennio precedente aveva dato tantissimo allo short track, per abnegazione e impegno assiduo sul ghiaccio. Un po’ di riposo le sarebbe servito e sicuramente riuscirà a tornare forte come prima. Conosciamo tutti il suo valore».

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