La stagione dello sci di fondo italiano si è chiusa con gli Assoluti di Saint-Barthélemy. Un inverno più che positivo per il movimento azzurro, con la ciliegina sulla torta delle due medaglie olimpiche a Lago di Tesero. Ai microfoni di NEVEITALIA diversi protagonisti hanno commentato le loro prestazioni, a partire dai due vincitori del tricolore nella 50 km TC, Davide Graz e Caterina Ganz. Consapevolezza di essere tornato a ottimi livelli per Simone Mocellini, mentre Elia Barp e Iris De Martin Pinter puntano a fare quello step in più nella prossima annata sportiva. Intanto, il veterano "Didi" Noeckler ha confermato il ritiro dall'agonismo.
Gli Assoluti di Saint-Barthélemy hanno messo la parola "fine" sull'inverno 2025/2026 dello sci di fondo azzurro. Nella località valdostana, dove si è reso omaggio al campionissimo di casa, Chicco Pellegrino, che ha salutato l'agonismo dopo una carriera meravigliosa, non sono mancate le emozioni in questi tre giorni di gare.
Due tra i principali protagonisti sono stati gli atleti delle Fiamme Gialle, Davide Graz e Caterina Ganz, vincitori del titolo nella mass start 50 km TC. Il classe 2000 sappadino, al termine della miglior stagione della carriera, si è aperto ai microfoni del nostro inviato Umberto Volpe, presente sulle piste valdostane: "Senza dubbio è stata la miglior stagione della mia carriera. Chiudere così è stato bellissimo, già il 6° posto a Lake Placid mi aveva dato tanta fiducia, essendo il mio best in CdM, però finire con questo successo è stato bello, anche se ho faticato parecchio ma allo stesso tempo mi sono divertito.
Solitamente nel finale di stagione riesco sempre a dare il massimo, per cui sono davvero soddisfatto di aver conquistato il tricolore".
E se dovesse scegliere il miglior momento dell'inverno non avrebbe dubbi su cosa rispondere: "Assolutamente la medaglia olimpica. La prima frazione è sempre importantissima, perchè è difficile fare la differenza ma è facile compromettere la gara, però conquistare un risultato del genere sulle nevi di casa non ha veramente prezzo".
Infine un commento su cosa si aspetta in futuro: "Penso di non aver ancora messo in pista tutto il mio potenziale, ho impiegato qualche stagione per arrivare con costanza a questo livello, ma non intendo assolutamente fermarmi qui".
Per la classe '95 fiemmese, stremata dopo l'arrivo della sfida sulle lunghissime distanze, è stata una stagione positiva, nonostante un finale con qualche piccolo intoppo: "In linea di massima è stata una buona stagione: ho ottenuto diverse top 15 a livello distance, peccato per essermi ammalata prima della team sprint olimpica, cosa che ha compromesso il finale di stagione. Sono comunque felice di aver fatto una bella prestazione in questa gara e di aver vinto il titolo italiano".
Essendo un'atleta capace di performare bene sia sulle lunghe distanze che nelle sprint, le abbiamo chiesto quale sia il suo format preferito: "Se dovessi scegliere una gara secca disputerei una 10 km TC con partenza a intervalli, ma devo dire che su alcuni tracciati mi trovo a mio agio anche nelle sprint".
Con la trentina abbiamo toccato anche il tema riguardante le 50 km femminili, spesso criticate: "Per me è una cosa senza senso, abbiamo sempre gareggiato sui 30 km, non vedo davvero il motivo di questo cambiamento".
Non è stata una 50 km semplice, invece, per Elia Barp, lontano dal podio, ma al termine di un inverno olimpico che gli ha regalato ben due bronzi in quel della Val di Fiemme: "Una stagione sicuramente positiva, l'obiettivo era una medaglia olimpica, ne sono arrivate due, per cui è stato ampiamente raggiunto, Un po' di amarezza per il mancato podio, che ho sfiorato, ma sono contento di essere stato costante nelle zone alte della classifica per tutta la stagione".
"Sono un po' deluso dalle mie prestazioni nelle sprint, lì sono convinto di aver ancora tanto margine, mentre nelle gare distance mi trovo bene in tutti i format, sia in classico che a skating, per cui sono fiducioso per il futuro".
Sul livello degli avversari e su dove si potranno spingere gli azzurri nei prossimi inverni si è detto ottimista: "A parte il fenomeno che tutti conosciamo (Johannes Klaebo), penso che noi giovani italiani avremo le carte in regola per giocarcela con tutti, norge compresi. Dobbiamo ancora migliorare ma siamo sulla strada giusta, e la concorrenza non sarà solo norge, perchè ragazzi come Savelii Korostelev e Mathis Desloges sono già prontissimi per vincere in CdM".
Oltre al ritiro di Chicco Pellegrino, protagonista assoluto del suo "Gran Finale", sono arrivati anche gli addii all'agonismo di Lorenzo Romano, Giandomenico Salvadori e Dietmar Noeckler. Proprio il classe '88 di Brunico, compagno dell'asso di Nus in tantissime team sprint, tra cui quelle di bronzo ai Mondiali di Falun 2015 e argento ai Mondiali di Lahti 2017, si è aperto ai nostri microfoni: "Chiaramente siamo tutti qui per far festa a Chicco, ma anch'io dopo tantissime stagioni saluterò l'agonismo.
Tante volte avevo già avuto questo pensiero, ma ora penso proprio che sarà una scelta definitiva: è stato un viaggio lunghissimo ricco di emozioni e soddisfazione ma anche delusioni".
"Di Pelle non posso che parlare bene, è stato una leggenda per il nostro sport, e sono orgoglioso di essere stato un suo compagno in tante sfide, da lui ho imparato tantissimo, sia in pista che fuori".
"Didi" ha criticato i format di gara attualmente presenti: "Per me ci sono tante cose che non vanno bene: gli inseguimenti dovrebbero tornare in calendario, poi penso che le gare sui 10 km siano totalmente inutili, bisognerebbe tornare a competere sulle vecchie distanze. Infine penso che ci siano davvero troppe sprint in calendario".
A un veterano come lui non potevamo non chiedere un giudizio sul futuro della squadra azzurra: "Secondo me ci dobbiamo aspettare un futuro molto roseo. Già ragazzi come Barp, Graz e Carollo hanno dimostrato di essere fortissimi nonostante la giovane età, ma anche quelli più giovani dietro promettono molto bene. Entro pochi anni secondo me Matli, Negroni, Pedranzini, Pozzi e Pinzani saranno già protagonisti in CdM, perchè hanno veramente tanto talento. Nelle prossime stagioni, per me, ci saranno più bandiere diverse davanti, e non sarà scontato un dominio norvegese".
Questa stagione ha segnato la rinascita per lo sprinter classe '98 Simone Mocellini, che ha raccontato le sue emozioni di questo ritorno ad alto livello: "Sono felice di essere tornato quello di tre anni fa, finalmente libero da infortuni o altri tipi di problemi. La forma è stata ottima per tutta la stagione, e se da un lato dico che avrei firmato per riacquisire questo livello, da un altro lato dico che ho un po' di amarezza per alcune gare un po' sprecate: ai Giochi stavo benissimo, ma sia la rottura del bastone che qualche intoppo con i materiali, oltre la semifinale non mi hanno fatto andare, che rimane comunque un bellissimo risultato, considerando da dove sono partito. A Drammen ho commesso un errore io, ma quel giorno avrei davvero potuto vincere, vedendo poi cosa è successo a Klaebo".
Il "Moce" è uno dei pochi azzurri che predilige le sprint in classico, rispetto alla tecnica libera, ci ha spiegato il perchè: "Sono sempre stato molto predisposto per sport come ciclismo e corsa dove il movimento è continuo e costante. Nello sci di fondo questo gesto atletico riesco a condensarlo in pochi minuti, per cui mi trovo benissimo in questo format, mentre nelle distance mi perdo un po' diciamo. L'obiettivo per il futuro è migliorare nelle gare sulle lunghe distanze e nelle sprint a skating, anche se li penso che sarà molto dura ambire al podio".
Per uno sprinter è fondamentale saper gestire una batteria, oltre all'intelligenza tattica da mettere in pista: "Diciamo che nei momenti pre-partenza sono molto meticoloso e scaramantico, ho sempre bisogno di qualcosa che tenga alta l'adrenalina. Solitamente io in qualifica vado sempre a tutta specialmente in classico. Per quanto riguarda il discorso della batteria da scegliere, cerco di evitare la prima, dove vado solo se ho il serbatoio delle energie quasi vuoto, mentre se posso scelgo la terza, perchè comunque ti dà il tempo per recuperare in caso di passaggio del turno".
Sulla sua pista preferita è arrivata una risposta abbastanza scontata: "Direi assolutamente Lago di Tesero in Val di Fiemme, qui ho colto uno dei miei due podi, e la fisionomia del tracciato mi piace tantissimo, con quella discesa finale perfetta per me".
E su altri atleti difficilissimi da battere oltre a Klaebo: "A skating senza dubbio Lars Heggen, è un piccolo fenomeno, mentre in alternato il più completo è Oskar Vike, ovviamente entrambi norge".
La gara U20 sui 25 km è andata al classe 2007 valtellinese Daniel Pedranzini, che ha impressionato tutti lungo il tracciato valdostano. L'argento iridato jr. nella 10 km TC ha parlato a NEVEITALIA di questa stagione e del suo futuro: "Sono soddisfatto di questa stagione, ho fatto buone cose ma ovviamente devo migliorare sotto tanti aspetti, per questo sarà fondamentale lavorare bene in estate".
E se sogna già l'esordio in CdM: "Onestamente non ci ho ancora pensato, l'obiettivo è fare esperienza e magari il prossimo anno vincere l'oro iridato di categoria".
Partito in contemporanea alla gare Senior, il giovane delle Fiamme Gialle ha staccato tutti, con una facilità di azione pazzesca rispetto anche ai concorrenti ben più esperti: "Devo ammettere che gareggiando sui 25 km sono potuto partire a un ritmo ben più alto rispetto a quello messo in pista da chi ha fatto la 50, per cui sono convinto che se avessi gareggiato con loro, siccome ci sono atleti molto forti ed esperti, avrei fatto più fatica a fare la differenza e non li avrei di certo staccati.
In ogni caso la 50 km è una sfida che mi ispira tantissimo e non vedo l'ora di cimentarmi anche in questa tipologia di prova".
Pedranzini ha concluso confessandoci quale sia, allo stato attuale, il suo format preferito: "La 10 km a skating con partenza a intervalli, ad ora preferisco le gare individuali rispetto alle mass".
L'inverno 2025/2026 ci ha consegnato una piacevole scoperta anche in ambito femminile, con la classe 2004 Iris De Martin Pinter diventata una certezza nelle sprint. Ecco le sue parole, al termine della prima stagione completa tra le grandi: "Ovviamente il giudizio sulla mia stagione è più che positivo, sono migliorata tantissimo su tanti aspetti e ho maturato parecchia esperienza da questi mesi in CdM. Ho fatto anche degli errori, ma mi serviranno per il futuro, per gestire meglio alcune situazioni. Sono partita come sprinter ma ho fatto anche una top 20 a livello distance, per cui vorrei diventare sempre più completa sotto ogni punto di vista".
Avendo ottenuto buoni risultati sia a skating che in alternato, le abbiamo chiesto quale tra le due tecniche predilige maggiormente: "Nonostante il 6° posto di Oberhof sia arrivato in pattinato, preferisco le gare in classico, dove a Drammen sono arrivata ottava, ma comunque mi trovo molto bene in entrambi gli stili, che è positivo".
L'atleta veneta ha chiuso parlandoci degli obiettivi futuri suoi e della squadra azzurra: "Il sogno è riportare l'Italia sul podio a livello individuale, io e le mie compagne siamo giovani (Nicole Monsorno e Federica Cassol) e credo che nelle sprint avremo ottime possibilità nelle prossime stagioni. Se mi spaventa il dominio svedese? Assolutamente no, sono fortissime, ma non sono eterne e soprattutto nessuno è imbattibile. Credo seriamente che potremo giocarcela con tutte in futuro".
BOLLETTINO NEVE
| LOCALITÀ | I.APERTI | H. Min/Max |
|---|---|---|
| Selva di Val Gardena | 34/35 | 60-90 cm |
| Andalo | 18/20 | 40-63 cm |
| Folgarida | 21/23 | 10-95 cm |
| Gabiet | 11/11 | 90-180 cm |
| Carezza al lago | 13/13 | 50-70 cm |
| Bormio 3000 | 11/12 | 35-100 cm |
| Bormio 2000 | 11/12 | 35-100 cm |
| Livigno | 31/31 | 30-100 cm |
FONDO, SCELTI DAI LETTORI
BOTTERO SKI
ARC TEC - squadretta in allumino 88





