Klaebo e Norvegia da record nell'inverno olimpico dello sci di fondo. Pellegrino saluta nel migliore dei modi

Klaebo e Norvegia da record nell'inverno olimpico dello sci di fondo. Pellegrino saluta nel migliore dei modi
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Sci Nordicocoppa del mondo 2025/26

Klaebo e Norvegia da record nell'inverno olimpico dello sci di fondo. Pellegrino saluta nel migliore dei modi

Un'altra stagione caratterizzata da un dominio norvegese (purtroppo scontato), con protagonista assoluto Johannes Klaebo, che ha vinto letteralmente tutto, dalla sua sesta sfera di cristallo assoluta al clamoroso en plein a cinque cerchi in quel di Lago di Tesero. Solamente in tre occasioni lo squadrone vichingo non è riuscito a mettere il timbro sulla vittoria, e l'ultima ci piace ricordarla con piacere, visto che ha consegnato un emozionante trionfo finale a Chicco Pellegrino. Inverno più che positivo per l'Italfondo, che insieme alla Francia e a Savelli Korostelev hanno provato in qualche modo a contrastare l'egemonia scandinava.

La Coppa del Mondo 2025/2026 maschile è stato l'ennesimo show norvegese, un po' come accaduto durante tutto l'arco del quadriennio olimpico che ha portato ai Giochi di Milano Cortina 2026. Inutile sottolineare che la prolungata assenza russa ha ancora una volta spianato la strada allo squadrone scandinavo verso questo monopolio, che pare incontrastabile.

Indubbiamente l'MVP è stato Johannes Hoesflot Klaebo, che dopo l'impresa dei sei ori in sei gare raggiunta ai Mondiali di Trondheim del 2025 ha dominato anche le sfide olimpiche sulle nevi di Lago di Tesero, con sei trionfi in altrettante gare. Inoltre, J.H.K. ha spazzato via la concorrenza anche in tutte le tappe del massimo circuito, vincendo coppa generale (sesta della carriera eguagliando il primato di Bjorn Daehlie), coppa sprint (ottava) e distance.

Il tassametro delle vittorie si è fermato a quota quindici, e se non fosse stato per la rovinosa caduta nella sprint di Drammen, con tutta probabilità sarebbe riuscito anche a superare Marit Bjoergen nella classifica all time di successi in CdM negli sport olimpici invernali (Klaebo attualmente conta 113 trionfi, mentre la connazionale 114), già prima della prossima annata che sarà quella, a meno di clamorosi tonfi, di questo nuovo primato.

Nelle sprint, specialità cannibalizzata dal campionissimo norge nell'ultimo decennio o quasi, stonano solo le due "sconfitte" sul campo, arrivate a Davos e Drammen, sempre in seguito a due cadute. Per capire ancora meglio quanto sia stato dominante questo atleta, che ovviamente ha conquistato anche l'edizione del Tour de Ski 2026, basta andare a leggere la statistica del rapporto tra vittorie e gare disputate: Klaebo ha preso parte a 24 prove individuali, vincendo in 15 occasioni, con una percentuale leggermente superiore al 62%, un dato clamoroso.

Ancor più imbarazzante lo strapotere norge in quest'annata, se si tiene in considerazione l'intero calendario: solo tre atleti, al di fuori del dream team scandinavo, sono riusciti a salire sul primo gradino del podio. Il francese Lucas Chanavat nella sprint di Davos, lo statunitense Gus Schumacher nella tanto criticata heat mass start 5 km del Tour de Ski e appunto il leader azzurro Chicco Pellegrino nella sprint di Lake Placid. Su ventotto gare individuali, dunque, venticinque vittorie sono andate ai norge: dopo Klaebo, chiramente in testa con quindici hurrà, troviamo Einar Hedegart, anche lui con rapporto vittorie/disputate da paura, a quota tre, poi due successi per Mattis Stenshagen e Martin Nyenget, un timbro a testa per Harald Amundsen, Lars Heggen e Ansgar Evensen.

Norvegia che non ha monopolizzato soltanto le prime piazze, ma anche tutti gli altri posti sul podio: su ottantaquattro top 3 disponibili, solamente ventuno sono state ottenute da atleti di altre nazioni. L'Italia ha recitato la sua parte in questa speciale classifica grazie ai tre podi (tra cui la straordinaria vittoria di sabato scorso) del classe '90 di Nus, che aveva già sfiorato il successo nelle sprint a skating di Davos e Oberhof. In questa stagione nove diverse nazioni hanno raggiunto almeno una volta le prime tre posizioni in una gara di CdM.

Le uniche squadre che hanno provato a dar fastidio, seppur senza successo, ai norge sono state la Francia (soprattutto ai Giochi con un Mathis Desloges versione deluxe, capace di conquistare tre argenti) e l'Italia. Innegabile il miglioramente del team azzurro nelle prove distance, dove Elia Barp, Davide Graz e Martino Carollo hanno alzato notevolmente il livello delle prestazioni, cogliendo numerose top 10, e sfiorando anche il podio con il classe 2002 bellunese nella 10 km TC di Oberhof.

Nell'inverno dell'addio di Pellegrino, coronato dai due bronzi olimpici nella staffetta e nella team sprint, conquistati insieme ai compagni citati in precedenza, i miglioramenti delle future punte dell'Italfondo non possono che lasciarci ottimisti verso le prossime stagioni. Inoltre, c'è da segnalare anche il ritorno dello sprinter Simone Mocellini a ottimi livelli, andando vicino al ritorno sul podio.

Positiva la stagione degli Stati Uniti, con la vittoria e un podio di Gus Schumacher, oltre alle medaglie olimpiche vinte da Ben Ogden, una delle quali conquistata proprio insieme al classe 2000 dell'Alaska. Nelle sprint abbiamo assistito alle prime top 3 del promettente ceco Jiri Tuz e dell'austriaco Benjamin Moser, sempre più presenti nelle zone alte della classifica. Inverno da dimenticare in casa Svezia, con un William Poromaa inesistente e un Edvin Anger andato in crisi durante le due settimane a cinque cerchi.

Unica nota lieta Anton Grahn, capace di cogliere due podi nelle sprint, mentre Alvar Myhlback, che è diventato il più giovane atleta di sempre a raggiungere il podio nel massimo circuito, si è un po' perso nella seconda parte di stagione, dopo un ottimo avvio.

Discorso a parte per il russo Savelii Korostelev, che ha gareggiato come atleta neutrale, rientrato in campo internazionale dopo l'apertura della FIS a inizio dicembre. Il classe 2003 di Perm è riuscito già a salire sul podio (dopo un 4° e un 5° posto olimpico), con un 3° posto nella 10 km TC di Lahti, e ha dimostrato di potersela giocare tranquillamente con i rivali norge. La carta d'identità è dalla sua parte e considerando la pochissima esperienza a livello internazionale, ha margini di miglioramento esponenziali, che lo porteranno probabilmente ad avvicinare Klaebo nelle prossime stagioni.

Le sue prestazioni dimostrano come sarebbe potuto essere diverso lo sci di fondo, negli ultimi quattro anni, con la presenza della squadra russa. L'auspicio (che con il passare del tempo diventa sempre meno convinto) è che i russi (con Alexander Bolshunov in prima linea) possano tornare in pista nel corso del prossimo inverno, per aumentare lo spettacolo in uno sport, dove purtroppo nelle ultime stagioni abbiamo assistito a dei veri e propri campionati norvegesi (basti vedere la top 8 nella 50 km di Holmenkollen).

Poi certo, anche la FIS dovrà trovare soluzioni allettanti, magari reinserendo qualche inseguimento ed eliminando noiose mass start che si risolvono in modo scontato negli ultimi 2 km, o gare totalmente anonime come l'esperimento della heat mass start. Sicuramente i prossimi mesi, sotto tanti punti di vista, saranno decisivi per il futuro di questa disciplina.

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