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Francesco Paone
Francesco Paone

foto di Getty Images

Il Tas stronca Therese Johaug. Non potrà gareggiare alle Olimpiadi di PyeongChang

Il Tas stronca Therese Johaug. Non potrà gareggiare alle Olimpiadi di PyeongChang

È finalmente arrivata la tanto agognata sentenza del Tas di Losanna sul caso di Therese Johaug. Il Tribunale Arbitrale dello Sport ha deciso di inasprire la squalifica alla fondista, al punto tale da non permetterle di prendere parte ai Giochi olimpici di PyeongChang 2018.

La ventinovenne norvegese era stata squalificata fino al 18 novembre 2017 dal proprio comitato olimpico in seguito alla positività al Clostebol, sostanza proibita contenuta nel Trofodermin, una crema per curare le ustioni.

Pur riconoscendo l’assenza di dolo e l’episodicità della violazione, l’atleta era stata ritenuta colpevole di negligenza (seppur non significativa) e bandita dalle competizioni per 13 mesi.

Wada e Cio avevano giudicato congrua la pena. La Fis invece l’ha considerata troppo blanda e ha presentato ricorso al Tas. La federazione internazionale avrebbe chiesto un inasprimento della sanzione tale da impedire a Johaug di partecipare ai Giochi olimpici di PyeongChang.

L'istanza della federazione internazionale è stata accolta dal Tas, che ha deciso di portare la squalifica a 18 mesi, in quanto in casi di negligenza non significativa il codice antidoping prevede uno stop compreso tra i 12 e i 24 mesi.

In base a questa decisione la scandinava è bandita dalle competizioni fino 18 aprile 2018. Pertanto, dopo aver perso tutta l'annata 2016-'17, dovrà rinunciare anche al 2017-'18. Giochi olimpici compresi.

La sentenza è inappellabile.

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Continua, dunque, la maledizione olimpica per Johaug che non ha mai vinto una medaglia d'oro individuale. A Vancouver 2010 arrivò quello con la staffetta, ma in quell'edizione le protagoniste furono altre. A Sochi 2014 invece conquistò il bronzo nella 10 km (dietro a Kowalczyk e Kalla) e l'argento nella 30 km mass start (alle spalle di Bjørgen).

Viene posta definitivamente la parola “fine” alla vicenda, di cui val la pena fare la cronologia essenziale:

13 ottobre 2016
La federazione norvegese di sci di fondo annuncia che Therese Johaug ha fallito un controllo antidoping in data 16 settembre. La sostanza incriminata è il Clostebol, appartenente alla categoria degli steroidi anabolizzanti. Secondo la ricostruzione dell’accaduto, l’atleta ha assunto tale sostanza utilizzando il Trofodermin, una crema usata nel trattamento delle ustioni. Infatti, durante il training camp svolto a Livigno tra agosto e settembre, Johaug aveva riportato una scottatura a un labbro. Per curarla aveva usato appunto il Trofodermin, fornitole dal medico della squadra Fredrik Bendiksen. Quest’ultimo si assume tutta la responsabilità dell’accaduto, affermando di aver acquistato la crema in una farmacia e di averla poi data all'atleta, assicurandole erroneamente che poteva essere utilizzata in quanto priva di sostanze inserite nella lista proibita Wada.


18 ottobre 2016

Johaug viene sospesa in via cautelare per due mesi. Qualunque eventuale squalifica decorrerà, quindi, da questa data.


26 ottobre 2016

Viene reso noto come il passaporto biologico di Johaug confermi la veridicità dell’assunzione causale del Clostebol, escludendo qualsiasi ipotesi di utilizzo sistematico.


15 novembre 2016

Johaug decide di non essere giudicata direttamente dal Tas di Losanna, passando prima dal tribunale nazionale antidoping.


29 novembre 2016
La commissione d’inchiesta dell’agenzia antidoping norvegese chiede 14 mesi di squalifica per Johaug. Si riconoscono la non intenzionalità di violare il regolamento antidoping e il fatto che l'assunzione sia stata occasionale. Tuttavia si accusa l’atleta di negligenza, seppur non significativa.


10 febbraio 2017

Il tribunale nazionale antidoping norvegese giudica Johaug colpevole di negligenza non significativa e la squalifica per 13 mesi, ovvero fino al 19 novembre 2017.


7 marzo 2017

La Wada e il Cio considerano congrua la pena inflitta. La Fis, invece, decide di fare ricorso al Tas di Losanna contro la sentenza, ritenendola troppo blanda.


6 giugno 2017

Udienza di fronte al Tas di Losanna. Stando a voci di corridoio, considerate però estremamente attendibili, la Fis avrebbe chiesto di innalzare la squalifica di Johaug ad almeno 16 mesi,  in maniera tale che l’atleta non possa partecipare ai Giochi olimpici di PyeongChang 2018.

22 agosto 2017
Il Tas di Losanna innalza la squalifica di Johaug a 18 mesi, impedendole di prendere parte a qualsivoglia competizione nella stagione 2017-'18.

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