Piero Gros e i 50 anni del trionfo olimpico festeggiati proprio sulla neve di Innsbruck: che perla quello slalom

Foto di Redazione
Info foto

GMBH / Jakub Sichelski

Sci Alpinoil ricordo

Piero Gros e i 50 anni del trionfo olimpico festeggiati proprio sulla neve di Innsbruck: che perla quello slalom

Il 14 febbraio 1976, il valsusino coronava già una carriera conquistando il titolo ai Giochi: in occasione del cinquantenario, "Pierino" è tornato su quelle montagne. Oggi, invece, ricorrono i 38 anni dal primo oro olimpico di Alberto Tomba in gigante a Calgary, nonchè il bis dell'asso bolognese nel Mondiale di Sierra Nevada 1996.

Tempi di ricorrenze, in queste giornate post olimpiche che riportano ai Giochi che furono, come quelli di Calgary quando Alberto Tomba (che poi interruppe anche il Festival di Sanremo, a proposito del periodo, in occasione del bis in slalom) conquistò il suo primo oro in gigante, il 25 febbraio 1988.

Oggi sono 38 anni da quel giorno, ma anche trenta dal secondo titolo mondiale consecutivo nella rassegna di Sierra Nevada 1996, portato a casa in slalom a 48 ore dal gigante capolavoro sulle nevi spagnole.

Lo scorso 14 febbraio, invece, si festeggiava il cinquantenario dalla magia d’oro a livello olimpico di Piero Gros: Innsbruck 1976 e lo slalom sul ghiaccio dell’Axamer Lizum fu tutto del ventunenne di Sauxe d’Oulx, che aveva già vinto la Coppa del Mondo generale ed era stato di bronzo ai Mondiali di St. Moritz 1974 in gigante (prima di sfiorare il titolo iridato in slalom, a Garmisch 1978).

A cinquant’anni esatti da quel trionfo che consegnò all’Italia una storica doppietta olimpica, visto che Gustavo Thoeni si tinse d’argento, Gros è tornato nel cuore pulsante del Tirolo per riabbracciare le “sue” montagne. Un ritorno che non è stato solo una celebrazione, ma un ponte teso tra le vette di ieri e l’eccellenza turistica di oggi nel comprensorio sciistico più grande del distretto di Innsbruck.

La cronaca di quel sabato del ‘76 parla di una visibilità ridotta al minimo e di una neve incessante che copriva le sessantadue porte del tracciato Birgitzkoepfel. “Pierino” scese con una furia agonistica che gli permise di infliggere distacchi abissali agli avversari nella seconda manche, superando Thoeni e con Ingemar Stenmark, ormai astro nascente dello sci mondiale, che deragliò nella prova decisiva, mentre Willi Frommelt si prese il bronzo pagando quasi un secondo dal piemontese.

Fu l’ultima grande vittoria della carriera di Gros, e l’evento dei giorni scorsi ha visto il fuoriclasse azzurro scivolare nuovamente lungo i pendii dell’Axamer Lizum, oggi dotata di nove impianti di risalita e quaranta chilometri di piste. Accanto a lui, un’altra protagonista di quell’edizione, la canadese Kathy Kreiner, oro in gigante, a testimonianza di come Innsbruck sappia custodire e valorizzare il proprio Dna olimpico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Consensi sui social

Approfondimenti

Video

Piero Gros - Il vertice della carriera Innsbruck 1976

Lo sport a 360 gradi, Lunedì 21 Ottobre 2024

Più letti in scialpino