Medagliere mondiale: Svizzera ferma a 7 con la beffa Holdener, il Canada è la vera sorpresa

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Sci Alpinocourchevel méribel 2023

Medagliere mondiale: Svizzera ferma a 7 con la beffa Holdener, il Canada è la vera sorpresa

Alla vigilia dell'ultima gara di Courchevel Méribel 2023, ovvero lo slalom maschile, la nazione con più medaglie è ancora la Norvegia a quota 8, ma sempre alle spalle dei rossocrociati (3 titoli) e dei team nordamericani e dell'Italia.

Trentasette medaglie assegnate, altre tre (o forse di più in caso di ex-aequo come accaduto nel super-g femminile) in palio domenica, con i campionati del mondo 2023 che si avviano alla conclusione e vedono la Svizzera di fatto certa del successo finale, anche se oggi gli elvetici sono rimasti a secco con l'amarissimo finale dello slalom femminile per Wendy Holdener.

Sono sempre otto le nazioni salite sul podio in questa rassegna sulle nevi transalpine: come detto, guidano Odermatt e compagni con tre titoli (due del fenomeno nidvaldese, uno di Jasmine Flury in discesa), tre argenti e un bronzo, con gli Stati Uniti al secondo posto grazie a due ori e due argenti (tre medaglie su quattro portate da Mikaela Shiffrin, l'altra è il titolo del team event), l'Italia al terzo con i due trionfi di Brignone e Bassino tra combinata e super-g e l'argento di Federica in gigante, ma la grande sorpresa è il Canada.

Due medaglie d'oro e due bronzi per la realtà nordamericana, con la sorpresissima Laurence St-Germain campionessa del mondo come il compagno di squadra James Crawford, mentre la squadra che ha ancora il maggior numero di medaglie è la Norvegia, a quota otto con un solo titolo, quello conquistato da Maria Therese Tviberg in parallelo, tre argenti e quattro bronzi (ne ha sfiorato un altro Holtmann, 4^ nello slalom odierno a 2 centesimi dal podio).

La Francia è sempre ferma all'oro e al bronzo di Pinturault, aggrappandosi al campione olimpico Clément Noel nello slalom conclusivo, la Germania ha agguantato i transalpini padroni di casa con il terzo posto di quest'oggi a firma Lena Duerr (dopo il titolo di Schmid in parallelo), infine c'è l'Austria con i suoi tre argenti e quattro bronzi. La maledizione dell'oro potrà essere cancellata solo da un capolavoro in slalom da parte di Feller o Schwarz; altrimenti, come abbiamo ricordato più volte, sarà “zeru tituli” come in casa Wunderteam non accade dal Mondiale 1987.

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