Franzoni, la prima "Maratona" non si può scordare: "Bellissimo, tornerò sugli sci in Sudamerica". Casse: "Amo la bici"

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Franzoni, la prima "Maratona" non si può scordare: "Bellissimo, tornerò sugli sci in Sudamerica". Casse: "Amo la bici"

I due velocisti dell'Italjet (con il vice campione olimpico che conferma il ritorno in pista direttamente a Ushuaia dopo una pausa più lunga del solito) protagonisti della 39esima Maratona dles Dolomites, affrontando il Sellaronda come Chicco Pellegrino che chiude... decimo! Nella granfondo più iconica, al via Pietro Sighel ("faccio 4-5mila km in meno di 6 mesi, allenamento utilissimo e una grande passione"), ma pure Moelgg, Wierer, Ghiotto, Tabanelli...

All’alba c’erano anche loro, nel cuore della Badia, tra gli oltre 8mila protagonisti della granfondo più bella, tra l’altro corsa in condizioni semplicemente splendide, la Maratona dles Dolomites.

I campioni azzurri della neve e del ghiaccio non hanno mancato l’appuntamento con l’edizione n° 39 che ha proposto i soliti tre iconici percorsi, prima dell’arrivo a Corvara, con il lungo da 138 km e 4200 mt di dislivello (per la vittoria del grande favorito, Luca Cavallo, e tra le donne di Janine Meyer) affrontando Passo Campolongo, Pordoi, Sella, Gardena, il durissimo Giau, Falzarego e Valparola, il “medio” per 106 km e oltre 3100 mt di dislivello sino al Sellaronda, dove tra l’altro è andato fortissimo “Chicco” Pellegrino, un fedelissimo della Maratona che ha chiuso al 10° posto sul “classico”, appunto 55 km con i quattro passi simbolo, Campolongo-Pordoi-Sella-Gardena prima della picchiata finale.

A proposito di discesa, hanno affrontato il tracciato più breve i due assi dell’Italjet presenti in questo week-end dolomitico (ma c’era come sempre anche il padrone di casa Manni Moelgg, che ha pedalato a lungo al fianco di un certo Vincenzo Nibali, Davide Ghiotto, Dorothea Wierer, Miro Tabanelli…), ovvero Giovanni Franzoni per il suo debutto in bici sulle montagne più belle del mondo, e Mattia Casse che invece conosce molto bene la sfida a pedali della prima domenica di luglio.

Li ha intercettati Ettore Giovannelli, inviato di Rai Sport che solitamente ha a che fare con loro nel corso dell’inverno di Coppa del Mondo sulla neve: “La mia prestazione è stata… mediocre – sorride il vice campione olimpico e re della Streif 2026 – Ho tribulato sulle pendenze più ripide del Sella, in discesa me la sono cavata bene.

Mi hanno consegnato da poco la bici nuova, quale occasione migliore per utilizzarla e poi c’è Riccardo Coriani, il mio skiman, che è un grande appassionato quindi siamo venuti qui assieme. Un’occasione anche per ritrovare gli amici dello sci, dopo una pausa estiva un po’ più lunga rispetto al solito e ci voleva per me in seguito ad una stagione così intensa; sì, tornerò sulla neve direttamente in Sudamerica (dal 12 agosto, il bresciano sarà il primo a partire direzione Ushuaia, ndr), ma tra corsa, bici e palestra ci sto dando dentro.

Aspettative per il prossimo anno? Non ne ho idea, davvero: ci sono tanti altri atleti che stanno lavorando bene e io non so se sono la speranza dello sci italiano come dicono, penso ad allenarmi e dare il 100% ogni giorno. Tutto ciò che arriva è di guadagnato, ma sono fiducioso e sereno”.

Mattia Casse, già protagonista della 24 ore di Feltre per aiutare in termini di beneficenza come fa spessissimo il velocista piemontese, grande appassionato di ciclismo, ha raccontato: “Oggi abbiamo fatto un po’ di public relations, ma ci siamo divertiti anche in discesa. Tra l’altro, l’asfalto era impeccabile, strade bellissime come tutto il contesto, perfetto. Per un vecchietto come me, la bici è importante ma vorrei usarla di più, di sicuro ci dedicherò tanto tempo quando appenderò gli sci al chiodo.

Ho fatto quattro giorni di sci questa settimana, domani tornerò di nuovo allo Stelvio”.

Ecco poi Pietro Sighel, il faro della nazionale maschile di short track che ha trascinato ad una storica medaglia d’oro olimpica a Milano Cortina 2026 in quella leggendaria staffetta mista inaugurale: “Ci alleniamo abbastanza in bici – le parole a Rai 2 del campione trentino – Puntavo a fare medio o lungo, ma non sono stato bene in settimana e mi sono controllato facendo il Sellaronda.

Il ciclismo è anche una passione e in estate un lavoro molto utile: affronto 4-5mila km in 6 mesi e poi utilizzo i rulli nel periodo invernale. Essere qui, pedalando su uno dei giri più belli del mondo, è semplicemente fantastico. La prossima stagione? Ho vissuto una pausa più lunga dopo il ciclo olimpico, era importante staccare per prepararmi poi al meglio per i prossimi anni in generale”.

"Oggi ho vissuto in pieno il tema di questa edizione della Maratona, la Pace - ha dichiarato Federico Pellegrino, sempre al microfono di Ettore Giovannelli - Mi sono diviso un po' tra l'anima che negli ultimi 3 mesi mi diceva di non allenarmi tanto e quella che invece mi impone di trattare bene il fisico. Come sto vivendo il ritiro? E' un periodo di transizione, le motivazioni per cui ho smesso erano forti, in primis per la famiglia che ti dà momenti impagabili.

Ci sono ora tanti progetti e dovrò chiudere qualche porta prima di lanciarmi a testa bassa, spero nel mondo dello sci di fondo".

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