Dopo aver rinunciato alla prima parte del camp sudamericano, rinviando almeno di una settimana lo start a causa di una lesione muscolare, il fuoriclasse nidvaldese è confidente di potercela fare per lavorare con Monney, von Allmen, Rogentin e gli altri colleghi della nazionale.
Ore decisive, anche se mancano 50 giorni allo start della stagione a Soelden e molto di più alle prime gare veloci (oltre un mese, arrivando a fine novembre in quel di Copper Mountain), per capire se Marco Odermatt volerà in Cile per affrontare il camp che, specialmente per lavorare sulla discesa che in estate è stata “azzerata” viste le condizioni del ghiacciaio di casa per gli svizzeri, quello del Teodulo a Zermatt-Cervinia, è comunque molto importante.
Non c’è apprensione attorno alle condizioni del fuoriclasse di Buochs, anche se la lieve lesione muscolare svelata sei giorni fa da Swiss-Ski ha costretto “Odi” a rinunciare almeno alla prima settimana della preparazione su nevi sudamericane, visto che sarebbe dovuto partire lunedì scorso.
La possibilità di viaggiare dal 7 settembre direzione El Colorado e La Parva è concreta (dopo l’anticipazione del “Blick”, che abbiamo riportato QUI), allenandosi così per tre settimane assieme al team dei velocisti, da von Allmen a Monney, da Rogentin a Miggiano, nel comprensorio dove sono in arrivo anche gli azzurri.
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