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Pagelle mondiali: l'Italia maschile da 7, passando da Paris all'argento di De Aliprandini

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campionati del mondo cortina 2021

Pagelle mondiali: l'Italia maschile da 7, passando da Paris all'argento di De Aliprandini

L'analisi delle prestazioni azzurre nel settore maschile a Cortina 2021: il trentino si prende la scena, Domme avrebbe meritato più di un 4° e un 5° posto. Bene l'esordiente Franzoni, quanta rabbia per Gross...

Pagelle mondiali in casa Italia, questa volta dedicate agli uomini. Quattordici i protagonisti delle gare di Cortina 2021, più Filippo Della Vite rimasto ai box. Complessivamente, una nazionale da 7 considerato che si è andati oltre le aspettative soprattutto nelle gare tecniche, quelle più discusse in un'intera stagione di Coppa del Mondo.

 

Luca De Aliprandini (voto 9): è lui l'uomo copertina dell'Italia in questi campionati del mondo, e non solo per il gigante d'argento che dice tutto della sua impresa, se pensiamo che il trentino non è ancora mai salito su un podio in CdM a 30 anni, pur avendolo annusato più volte e dando la sensazione di potercela fare proprio quando contava maggiormente, come appunto a Cortina. Luca era parso già brillantissimo in parallelo, ripensandoci quell'errore fatale nello scontro dei quarti contro Schmid gli è costato una probabile seconda medaglia, avendo il vantaggio della pista nelle runs decisive, così come aveva trascinato la squadra azzurra nel team event. Spicca ovviamente la “sua” gara, per un 9 sacrosanto.

Dominik Paris (voto 7): direte. Domme è il fuoriclasse della nazionale e dopo aver vinto a Garmisch, proprio a ridosso dei campionati del mondo, una medaglia era l'obiettivo minimo. Vero, ma parliamo pur sempre di un'atleta rientrato dall'infortunio al crociato e già capace di essere competitivo dopo poche gare; con una discesa “normale”, il suo podio era quasi una garanzia, ma nel giorno della verità sulla “Vertigine” è arrivato un errore fatale nel tratto più complicato di una pista che, per tre quarti, ha visto Paris dominare la discesa mondiale con parziali da paura. Il quarto posto è stato davvero amarissimo, seppur a quasi mezzo secondo dal terzo posto, mentre il 5° in super-g ha rappresentato comunque il suo top nella disciplina dove chiaramente ha sofferto di più al rientro. Due piazzamenti ai piedi del podio che ai Mondiali contano zero, è vero, ma che sono tutt'altro che banali.

Christof Innerhofer (voto 6): 23° in super-g, oggettivamente un disastro per lui, poi il riscatto con una gran bella discesa, conclusa al sesto posto. Si era capito subito che sulla Vertigine non ci sarebbero state grandi chances per “Inner”, reduce da quattro gare di alto livello tra Kitz e Garmisch, ma il suo Mondiale non è stato negativo. In combinata un brutto super-g sull'Olympia delle Tofane, per concludere poi 14° dopo lo slalom, ma a quel punto le batterie erano davvero scariche.

Alex Vinatzer (voto 7): abbiamo ritrovato il Vinny di fine dicembre? Sembra proprio di sì, anche se l'occasione era davvero ghiotta per la medaglia. Da Noel a Schwarz, la porta era stata lasciata aperta per cogliere una medaglia, ma la 2^ manche dello slalom iridato ha visto il gardenese in grossa difficoltà sul sale, dopo una prima praticamente perfetta. Peccato perchè il 4° posto fa malissimo in un Mondiale (anche se ad oltre 7 decimi dal podio), ma dopo un gennaio disastroso, il 21enne iridato jr 2019 ha lanciato un segnale importante perchè il futuro dello slalom italiano è davvero nelle sue mani.

Giovanni Franzoni (voto 6.5): un gran bell'esordio mondiale per il classe 2001 già visto nei giganti di Coppa del Mondo. Lo staff tecnico l'ha fatto cominciare con la combinata alpina, dove ha concluso con una gran top 15 in super-g, per poi sbagliare alla prima porta dello slalom, risalire e concludere comunque la sua prova (23°, ma poco conta). Il giorno successivo fuori nelle qualificazioni del parallelo, poi il gigante valso un piazzamento importante anche per i punti nella WCSL. Quattordicesimo in una gara selettiva come non mai su una pista da brividi, la “Labirinti”: un vero e proprio esame di laurea.

Giovanni Borsotti (voto 5): lontano dal pass per gli ottavi in parallelo, lui stesso ha ammesso di aver avvertito solo cattive sensazioni anche nel team event, dove ha perso le due sfide di ottavi e quarti con Finlandia e Germania. Infine, è uscito nella 2^ manche del gigante, dopo aver concluso al 18° posto la prima manche, a quasi 3 secondi da Pinturault. Non è mai entrato nel cuore di questi Mondiali.

Riccardo Tonetti (voto 6): la sua gara era la combinata alpina, dopo il 4° posto di Are 2019 e aver sfiorato più volte il podio in coppa. Buono il super-g, in zona top ten e praticamente a 6 decimi da Pinturault, ma in slalom l'azzurro di punta ha sofferto tantissimo sul ghiaccio, accontentandosi della settima piazza ben distante dal sogno medaglia. Fuori nelle qualificazioni del parallelo, riserva nel team event, il bolzanino si è giocato le ultime cartucce nel gigante; il 12° posto non l'ha soddisfatto, ma è comunque da sufficienza.

Matteo Marsaglia (voto 5.5): 19° in super-g, 24° in discesa, si aspettava molto di più da due gare che potevano essere adatte alle sue caratteristiche. Non ha mai “assorbito” lo spirito della Vertigine, anche se in prova era stato veloce dovendosi giocare il pass per la gara.

Emanuele Buzzi (voto 6): un super-g eccezionale nella seconda parte di gara, per un 13° posto condizionato dal passaggio critico dopo il salto Vertigine, dove ha sbagliato tanto. La prestazione, però, c'era stata e probabilmente avrebbe meritato un posto per la discesa di tre giorni più tardi, anche se i tempi alti in prova sono stati decisivi in negativo per il sappadino, reduce da una stagione già molto complicata.

Stefano Gross (voto 6.5): è forse il vero grande rimpianto del Mondiale azzurro, assieme a Paris, perchè la sensazione è che un pendio come quello della Druscié A potesse adattarsi benissimo al fassano. E così è stato per oltre metà della prima manche, con il miglior crono assoluto prima di quell'inforcata che ha spezzato tutti i sogni. La prestazione, almeno fino a quel punto, va comunque premiata.

Manfred Moelgg (voto 6): capitan Manni ha puntato tutto sullo slalom, rinunciando a disputare anche il gigante, e si era presentato in condizione e con buoni risultati alle spalle. Ha sbagliato subito e non ha centrato l'inversione dei 15, per poi recuperare qualche posizione nella seconda per la 14^ piazza. Lontano da quello che avrebbe potuto fare, ma lui c'è sempre e il ritorno nell'anno post infortunio (e Covid) è stato comunque da applausi.

Mattia Casse (voto 6): ci ha provato, ma era evidente come la forma non potesse essere quella giusta per un evento di questo livello, a neppure tre mesi dalla fratture all'astragalo patita in allenamento. Un peccato, perchè il piemontese avrebbe potuto fare benissimo sulla “Vertigine”: Mattia è stato schierato in super-g, uscendo nel tratto più tecnico di una pista tanto discussa quanto spettacolare nel suo “cuore”, poi ha tentato la carta discesa ma, dopo il primo training concluso lontano dai migliori, ha lasciato spazio ai compagni. Giusto così, lo rivedremo al top nella prossima stagione.

Giuliano Razzoli (voto 5.5): non era partito bene nel suo nuovo assalto iridato, lui che ai Mondiali non ha mai portato a casa nulla. Anche questa volta è andata male uscendo dopo poche porte, dopo aver strappato la convocazione in extremis con il 7° posto di Chamonix.

Florian Schieder (n.g.): si è infortunato nel momento migliore della carriera, 14° a Kitzbuehel e pronto per una gran discesa mondiale, dopo aver stupito in prova. Il ginocchio sinistro ha fatto crac nel “maledetto” tratto dopo il salto Vertigine: tornerà e sarà uno dei giovani da curare maggiormente perchè ha dimostrato di avere potenziale.

Filippo Della Vite (n.g.): inserito nei quindici convocati, avrebbe dovuto partecipare al team event (in ballottaggio poi con Franzoni per il gigante), ma alla fine si è scelto di tenerlo in panchina, facendogli fare solo da apripista. Comunque un'esperienza, lui che si era conquistato un posto con le prestazioni nei giganti di Coppa Europa, in particolare con il podio sfiorato a Folgaria.

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