Non c'è neve per fare discesa a Ushuaia, Paris andrà solo in Cile: "I Mondiali? Ho fiducia su quella pista"

Gioco dei Podi 2025/26: è di nuovo allungo in vetta alla generale prima della pausa olimpica
Info foto

Pentaphoto

Sci Alpinol'intervista

Non c'è neve per fare discesa a Ushuaia, Paris andrà solo in Cile: "I Mondiali? Ho fiducia su quella pista"

Mentre Giovanni Franzoni è il primo azzurro atteso al lavoro nella "Terra del Fuoco", sono cambiati i programmi per "Domme" come svela lo stesso asso della Val d'Ultimo al quotidiano Alto Adige. "Farò più palestra rimanendo a casa, per me non ha senso sciare in ghiacciaio con queste condizioni. Mi diverto ancora tanto, a questo punto andrò direttamente con la squadra di velocità a La Parva e Valle Nevado a settembre".

Prime partenze direzione Sudamerica, per un mese abbondante di lavoro un po’ per tutti i gruppi di CdM anche in seno alle nazionali azzurre, ma con qualche variazione sul programma.

A Ushuaia, la località argentina al centro di tutto il blocco di lavoro su neve invernale da metà agosto a fine settembre, non andrà infatti Dominik Paris; come ha spiegato lo stesso fuoriclasse della Val d’Ultimo ai colleghi del quotidiano Alto Adige, c’è troppa poca neve nella “Terra del Fuoco” per potersi allenare al di là di gigante e slalom. Colui che ha vinto 20 discese in CdM, secondo di sempre alle spalle di Franz Klammer, sarebbe dovuto partire domenica prossima per rientrare il 4 settembre e poi ripartire una dozzina di giorni più tardi verso il Cile. Andrà direttamente, da inizio settembre, a La Parva con i compagni dell’Italjet: “Avevo in programma sia Argentina che Cile, ma andrò solo a La Parva e Valle Nevado con la squadra di velocità – conferma Domme – Resterò di più a casa e farò palestra, negli ultimi anni non sono più andato a sciare in ghiacciaio, per me non ha senso con neve sporca e il rischio solo di graffiare gli sci.

Anche se mi mancano alcuni allenamenti in pista, credo di saper sciare…”.

Tornando con la mente al bronzo dei Giochi, “un momento bellissimo, il sogno è sempre stato la medaglia olimpica e sinceramente non me l’aspettavo. C’erano state annate migliori, come nel 2018 quando ho buttato via tutto con un grave errore; Bormio la conosco molto bene, ma dovevo fare i conti con i giovani. Tra la Stelvio e la Streif? Scelgo la seconda”.

Ancora prima di compiere 37 anni a metà aprile, la doppietta alle finali di Kvitfjell ha confermato la massima competitività di Paris, dopo 15 anni ad alto livello: “Mi diverto ancora tanto, ho voglia e parto sempre per vincere. Più Sali con l’età più diventi lento? A me non è ancora successo”.

E sulla prossima stagione con i Mondiali sulla “Piste Nationale” di Crans-Montana dove solo von Allmen l’ha preceduto nella discesa di CdM dello scorso inverno… “E’ una pista che si adatta alle mie caratteristiche, tipo Kvitfjell, non difficilissima ma dove serve fare tutto bene. La nostra squadra è molto forte, Franzoni può crescere ancora e spero che anche Schieder riesca ad avere costanza”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Consensi sui social