"Mi sono sempre rialzato dopo esclusioni e cadute, lo sci è scuola di vita": Hannes Zingerle annuncia il ritiro

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Gabriele Facciotti

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"Mi sono sempre rialzato dopo esclusioni e cadute, lo sci è scuola di vita": Hannes Zingerle annuncia il ritiro

Trentuno anni da compiere il prossimo 11 aprile, il gigantista altoatesino ha deciso di chiudere con l'agonismo; 51 le presenze in Coppa del Mondo, le notti di Schladming le più belle (nel 2024 e nel 2023) con doppia top 15, ma anche un percorso travagliato dentro e fuori la nazionale, trovando il supporto del Global Racing Team che, proprio quest'anno, ha terminato la sua avventura.

Dopo Simon Maurberger, suo coetaneo e compagno di nazionale, anche Hannes Zingerle si ferma.

Il classe 1995 badiota ha annunciato oggi il suo ritiro dall’agonismo con la conclusione di questa annata agonistica, che ha visto il gigantista altoatesino ancora protagonista in Coppa Europa (circuito nel quale ha ottenuto tre successi e sei podi complessivi) sino all’ultima gara delle finali a Schladming con un 16° posto.

Proprio la “Planai” è stata la pista preferita da Hannes, 13° e 14° nelle edizioni della night race di Coppa del Mondo tra le porte larghe del 2024 e 2023, migliori risultati nel massimo circuito per un atleta di gran talento, mai espresso al 100% anche per tutte le problematiche e mancanza di continuità, con tante dolorose esclusioni dai quadri della nazionale azzurra, che ha collezionato 51 presenze al vertice.

Nell’ultimo inverno, in CdM ha avuto solo l’opportunità di Beaver Creek, tra l’altro in condizioni fisiche precarie procurandosi una frattura al polso tre giorni prima della sfida sulla Birds of Prey. “E così è arrivato anche per me il momento di aprire le porte a una nuova fase della mia vita – ha scritto Hannes sui social svelando la scelta del ritiro, lui che spegnerà 31 candeline il prossimo 11 aprile – Sin da quando, alle elementari, guardavo le gare di sci in TV, ho sognato di poter vivere quelle emozioni.

Tagliare il traguardo con la luce verde, gareggiare sulle piste più iconiche del mondo e poterlo fare rappresentando l’Italia è stato, per me, la realizzazione del sogno di Hannes bambino. Chi conosce la mia storia sa che in tutti questi anni ho potuto apprezzare i lati più belli ed emozionanti dello sport, le emozioni delle vittorie, l’adrenalina nel mettersi in gioco ogni giorno da capo, la forza nel sapersi rialzare dopo ogni caduta ed esclusione.

Ho imparato che con l’impegno e la dedizione si possono raggiungere grandi risultati, che i sogni e le gocce di sudore sono le fondamenta di ogni podio; che la resilienza è un valore e non un difetto, e che, anche se qualcuno ti dice “per noi hai raggiunto il tuo limite, non crediamo più in te”, puoi sempre raggiungerne di nuovi. Perché finché senti il fuoco dentro di te, è giusto continuare a lottare. Ma, ahimè, ho conosciuto anche i lati meno belli dello sport… la solitudine delle sconfitte, le notti insonni passate a cercare spiegazioni che non ho mai ricevuto, l’essere confrontato con scelte molto discutibili e poco trasparenti.

Tutte cose che, purtroppo, esistono anche nel mondo dello sport. Nonostante tutto questo, vorrei dire una cosa a tutti quegli atleti che sono in bilico, che forse saranno esclusi da una squadra o che stanno per finire le categorie… continuate. Non fatevi dire dagli altri quando è finita. Lottate per i vostri sogni, perché non conta quanti colpi incassi, ma quante volte ti rialzi e ne vale davvero la pena. Lo sci è anzitutto scuola di vita. E anche quelle che, agli occhi degli altri, possono sembrare sconfitte, per noi sognatori sono state piccole vittorie”.

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