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Mario Matt campione olimpico di slalom davanti a Marcel Hirscher e Henrik Kristoffersen. Stefano Gross 4° a 5/100 dal bronzo

Mario Matt campione olimpico di slalom davanti a Marcel Hirscher e Henrik Kristoffersen. Stefano Gross 4° a 5/100 dal bronzo
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Sci alpino maschile - Sochi 2014

Mario Matt campione olimpico di slalom davanti a Marcel Hirscher e Henrik Kristoffersen. Stefano Gross 4° a 5/100 dal bronzo

L’ultima gara dello sci alpino delle Olimpiadi di Sochi, lo slalom maschile con la seconda manche in notturna, lascia un grande amaro in bocca all’Italia.

Qui il risultato completo e l'analisi della gara!

Stefano Gross, unico azzurro arrivato al traguardo, si è infatti piazzato quarto a soli 5 centesimi dalla medaglia di bronzo dopo aver chiuso al terzo posto la prima manche. Si può rimproverare al fassano, come già qualcuno sta facendo, un errore sull’ultimo cambio di pendenza della seconda manche e ancora di più un altro prima del piano della parte centrale che gli sono costati la medaglia ma Gross ha esibito in questa gara un rendimento nettamente superiore a quello mostrato durante tutta la stagione che per lui, per usare un eufemismo, era stata decisamente sottotono con come miglior risultato un nono posto ad Adelboden che non era nemmeno la qualificazione minima per i Giochi fissata dalla Fisi che poi ha potuto convocarlo grazie all'aumento del contingente dello sci alpino. Bravo quindi Gross che ha dato il meglio nell’occasione più importante ma ci vuole anche un po’ di fortuna, e l’Italia non ne ha avuta molta a Sochi dato che questo è l’ottavo quarto posto in queste Olimpiadi a fronte di 2 argenti e 6 bronzi, ma non va dimenticato che accomunato a Gross nel rammarico, visto che anche lui è quarto a 5 centesimi dal bronzo, è il tedesco Fritz Dopfer il quale invece ha rimontato ben dieci posizioni rispetto alla prima frazione ma tutto ciò non è bastato nemmeno a lui per festeggiare la conquista di un metallo prezioso.

L’oro, strameritato sigillo a una carriera straordinaria, è andato a Mario Matt, uomo da 14 vittorie in Coppa del Mondo e due titoli mondiali tra i pali stretti al quale mancava solo la medaglia olimpica, lui che non aveva gareggiato a Vancouver 2010 e a Salt Lake City 2002 ma solo a Torino 2006. Per l’austriaco il metallo più bello è arrivato grazie a una prima manche nella quale è stato aiutato dal pettorale basso, il 3, ma è stato anche bravo a sfruttarlo per levarsi di ruota tutti e poi nella seconda ha fatto un capolavoro gestendo alla grande la più grande trappola mai messa su una pista di sci da Ante Kostelić, una doppia strettissima alla nona e decima porta che ha mietuto molte vittime anche tra i grandi, tra cui lo svedese Andre Myhrer, bronzo olimpico uscente e il più vicino a Matt dopo la prima manche a 45 centesimi di distacco. Mario invece è stato bravissimo sia in quel punto sia dopo e ha tagliato il traguardo con 28 centesimi sul connazionale Marcel Hirscher, in rabbiosa rimonta dalla nona posizione di una prima manche disastrosa, il vincitore delle ultime due Coppe del Mondo è riuscito a conquistare l’argento guadagnando un secondo pulito a Matt nella seconda metà gara.

Bronzo per il 19enne prodigio norvegese Henrik Kristoffersen, anch’egli in furibondo recupero dopo una prima manche estremamente negativa nella quale era stato quindicesimo. Tutti e tre i medagliati sono al primo metallo prezioso a cinque cerchi e Matt a 34 anni e 10 mesi diventa il campione olimpico più vecchio di sempre nello sci alpino maschile battendo di circa sei mesi e mezzo il record di Kjetil Andre Aamodt è più in generale anche il più vecchio medagliato di sempre in slalom, per l’Austria è il terzo oro nello sci alpino in questi Giochi e il settimo della storia olimpica nello slalom maschile, Kristoffersen dal canto suo diventa il più giovane medagliato olimpico di sempre nello sci alpino maschile a 19 anni e quasi 8 mesi, poco meno di 2 mesi in meno del vecchio primato stabilito nel 1968 dall'austriaco Alfred Matt. Sesto si è piazzato lo slovacco Adam Zampa che come tra i pali stretti della supercombinata ha rimontato tantissime posizioni, per l’esattezza venti, e ha staccato il miglior tempo parziale davanti a Hirscher e Kristoffersen.

Per dare un’idea di quanto la manche di papà Kostelić fosse più impegnativa della prima tracciata dall’allenatore dei tedeschi basti pensare che Matt nella prima ha fatto segnare il crono di 46”70 e Zampa nella seconda di 53”94, una differenza di oltre 7 secondi che fa capire che anche dopo la trappola iniziale il percorso non è che fosse proprio dritto! Settimi ex-aequo gli svedesi Markus Larsson e Mattias Hargin, quest’ultimo a metà gara era terzo, noni anch’essi ex-aequo il norvegese Sebastian-Foss Solevaag e, guarda un po’, Ivica Kostelić, che è riuscito a limitare i danni grazie alla tracciatura del paparino anche se questa ha nascosto solo in parte le evidenti difficoltà del croato in questa stagione. Il suo piazzamento in zona top ten è stato favorito naturalmente dalle moltissime uscite eccellenti: oltre a quelle di Myhrer, sono finiti fuori il tedesco Felix Neureuther, che probabilmente chiuderà la carriera senza una medaglia olimpica al collo, lo statunitense Ted Ligety, i francesi Jean-Baptiste Grange e Alexis Pinturault. Purtroppo sono usciti anche Manfred Moelgg, vittima della trappola Kostelić, e solo poche porte più avanti Giuliano Razzoli, che rimarrà per sempre il campione olimpico di slalom del 2010 ma che ha dimostrato in pista prima durante questa stagione e poi oggi di non aver meritato la convocazione e di non essere neanche lontanamente in grado di difendere quel titolo.

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