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L'analisi di Lele Buzzi: "Stagione strana e altalenante, cerco la gara perfetta"

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L'analisi di Lele Buzzi: "Stagione strana e altalenante, cerco la gara perfetta"

Il velocista sappadino, al rientro dopo il grave infortunio di Wengen, ha ottenuto due piazzamenti nella top ten. "Non sono pienamente soddisfatto...".

Era la stagione del rientro dopo il grave infortunio del gennaio 2019 a Wengen, proprio nel giorno del miglior risultato in carriera ottenuto con la sesta piazza nella mitica discesa sul Lauberhorn.

E se dopo un avvio buono a Lake Louise, le cose non erano andate benissimo tra dicembre e gennaio, Emanuele Buzzi ha colto nell'ultimo mese di gare due piazzamenti da top ten, con il 10° posto nella discesa di Garmisch e il 9° nel super-g di Hinterstoder, che non possono che dare fiducia pensando all'annata 2020/21 del velocista di Sappada.

Ventisei anni da compiere il prossimo 27 ottobre, Lele è atteso alla definitiva esplosione perchè, infortuni a parte, il potenziale da podio è riconosciuto: “La prima parola che mi viene in mente per sintetizzare l'inverno è... strano – confida Buzzi, affidando i suoi pensieri al sito personale – Strano perchè mai decollato realmente, tra meteo e Covid-19, cancellando un appuntamento atteso come le finali di Cortina. Un altro aggettivo per il sottoscritto è altalenante: la mia è stata una stagione di alti e bassi, come del resto c'era da aspettarsi dopo il lungo stop. Altalenante ma anche positiva, alla fine la mia migliore in Coppa del Mondo con due top 10 e cinque top 15”.

Buzzi ha sentito a tratti le sensazioni migliori: “In alcune gare, ho sciato al livello dei top al mondo per alcuni settori. Ho chiuso 19° nella classifica di super-g, 33° in discesa e 62° nella generale, ma la gara che mi ha dato la soddisfazione più grande è stata senza dubbio Garmisch; lì ho capito di potermela giocare con i più forti, sciando come volevo fare da tempo e come fino ad allora non ero riuscito a fare. Il momento peggiore invece è stato Wengen, perchè ci tenevo a fare bene per prendermi la rivincita contro la malasorte di un anno prima, ma la mia prova è finita dopo appena due porte, spigolando e rimanendo in piedi per miracolo”.

Al di là dei risultati, però, Buzzi spiega che “tecnicamente mi sono piaciuto, la mia sciata in questa stagione è migliorata e la strada è quella giusta per acquisire sempre maggior sicurezza. Un aspetto che mi ha penalizzato è stato il meteo: in diverse gare abbiamo gareggiato in condizioni complicate e ho patito questo fattore. Dovrò migliorare anche su questo profilo.

Quarantena? Mi riposo e mi tengo in forma per quanto possibile – conclude il sappadino – con esercizi a corpo libero e pesi. In attesa di avere certezze, con animo grato nei confronti di chi sta operando per arginare l'emergenza Coronavirus, la mente corre già alla prossima stagione: nell'inverno 2020/21 voglio essere più competitivo e avvicinarmi al top, trovando almeno una volta la gara perfetta”.

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