Il parallelo di Ortisei nei cuori di Thoeni e Stenmark. Ingo: "Dopo la delusione ho capito il valore di quel duello"

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Il parallelo di Ortisei nei cuori di Thoeni e Stenmark. Ingo: "Dopo la delusione ho capito il valore di quel duello"

Ieri sera, alla Casa di Cultura Luis Trenker, lo speciale evento organizzato per riportare in un luogo simbolo della Coppa del Mondo i due magnifici protagonisti di quel 23 marzo 1975. Re Gustavo: "Ho sempre ammirato Ingemar, felicissimo di averlo qui". E i campioni hanno lanciato il Mondiale del 2031 in Val Gardena.

Gustavo e Ingemar, Thoeni e Stenmark, i simboli dello sci anni ’70.

Il fenomeno svedese che sfida la Valanga Azzurra capitanata dall’asso di Trafoi, inverni indimenticabili che hanno fatto esplodere la passione della gente e che queste due leggende hanno voluto fare rivivere giovedì sera, proprio in quella Ortisei dove, il 23 marzo 1975, diedero vita alla gara più thrilling della Coppa del Mondo.

Il parallelo sulla pista Ronc che portò il fuoriclasse altoatesino alla quarta sfera di cristallo è stato al centro dell’evento organizzato alla Casa di cultura Luis Trenker, dove i giornalisti Leo Senoner e Lorenzo Fabiano hanno intervistato i campionissimi che, tra l’altro, hanno “lanciato” la volata ai campionati del mondo che la Val Gardena tornerà ad ospitare nel 2031, con la stessa Nicol Delago, tra i tanti ospiti, presente in platea.

Poco prima dell’incontro pubblico, Gustavo e Ingemar, assieme alle consorti Ingrid e Tarja, hanno reso omaggio a quel luogo simbolo visitando la zona d’arrivo della vecchia Ronc. “Già da ragazzo lo sci era tutto per me – le parole dolcissime di Thoeni per ricordare i suoi inizi – Era il mio sogno, sfogliavo il libro dedicato a Toni Sailer e cercavo di imitarlo. Quel giorno ad Ortisei? Quando siamo arrivati alla finale con Ingemar avvertivo tanta pressione, ma ho sempre nutrito un rispetto enorme per un avversario come lui, che ammiro profondamente sotto ogni punto di vista”.

E il mitico Ingo e il parallelo di 50 anni fa, che precedette poi i tre trionfi consecutivi nella generale di coppa? “Sì, quella uscita in finale la ricordo come fosse ieri, sul momento ho provato un grande senso di delusione, ma ho presto capito il valore di quel duello per tutti, per il movimento dello sci e gli appassionati. Sono felice di aver fatto parte di questa storia e ancor di più per essere qui oggi, sono stato fortunato a vivere tutto questo: ora è bello ammirare i giovani straordinari atleti che ci sono”.

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