Paolo de Chiesa: "Se Shiffrin rimanesse a lungo fuori dalle gare sarebbe una Coppa triste"

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Paolo de Chiesa: "Se Shiffrin rimanesse a lungo fuori dalle gare sarebbe una Coppa triste"

Nella nuova puntata di "Ghiaccio Verde", Paolo De Chiesa si sofferma assieme a Dario Puppo sulla tragedia familiare che ha colpito Mikaela Shiffrin. Analisi a 360°... tutte nel video che vi proponiamo.

Dal dramma di Mikaela Shiffrin per la perdita di papà Jeff, alla crisi dell'Austria nel gigante maschile e tanti altri temi, nella puntata odierna di Ghiaccio Verde che vede Dario Puppo “interrogare” Paolo De Chiesa sui vari temi della Coppa del Mondo di sci.

“Sono emotivamente molto vicino a questa super campionessa – le parole del campione della Valanga Azzurra riferendosi a Shiffrin - Una donna prima di tutto, che deve affrontare un'altra prova durissima dopo la perdita della nonna; non ricordo un precedente del genere nel corso di una stagione, e non so davvero quanto Mikaela rimarrà fuori. C'è solo il caso di Klammer, che vide il fratello rimanere paralizzato”.

Cosa potrebbe cambiare, con l'assenza di Shiffrin a Garmisch e forse anche per le tappe successive? Brignone potrebbe sentire maggior pressione con la possibilità di lottare davvero per la coppa generale? “Non penso che per Federica possa cambiare molto, anche a livello inconscio. Lei farà le sue gare e credo non penserà alla sfera di cristallo neanche ora. E' presto per capire cosa potrà succedere, quel che è certo bisognerà vedere come Mikaela reagirà dal punto di vista psicologico e, in ogni caso, dovesse saltare molte gare sarebbe una Coppa triste, chiunque dovesse vincerla”.

Per quanto riguarda il settore maschile, uno dei temi caldi è la crisi dell'Austria in gigante e... col rischio di non vincere la Coppa del Mondo per nazioni dopo averla dominata per decenni: “Sono al di sotto dei minimi storici, suona strano dirlo ma è così – l'analisi di De Chiesa – Hirscher ha coperto i problemi per anni, perchè la situazione era comunque simile da anni e credo che i tecnici sapessero che la botta sarebbe arrivata con il ritiro di Marcel. Di certo ci vorrà del tempo per loro, ma è anche questione di cicli che, solitamente, coinvolgono le altre nazioni. Questa volta tocca a loro”.

Gustatevi la video-intervista...

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