Rulfi rassicura sulla situazione di Goggia: "Non sentiva di potersi allenare, ma non c'è stato nulla di traumatico"

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Rulfi rassicura sulla situazione di Goggia: "Non sentiva di potersi allenare, ma non c'è stato nulla di traumatico"

Alla Gazzetta dello Sport, il direttore tecnico della nazionale femminile ha aggiunto qualche dettaglio sui motivi del rientro anticipato di Sofia dal Sudamerica, rinunciando al blocco in Cile che era previsto dopo quanto di buono fatto per due settimane abbondanti a Ushuaia specialmente sul gigante. Nelle prossime ore gli accertamenti medici: "Non li abbiamo fatti in Argentina perchè non c'era la possibilità di approfondire al meglio".

Sabato sera la notizia, arrivata direttamente dalla FISI, sul rientro anticipato di Sofia Goggia da Ushuaia, dopo neppure una ventina di giorni di un camp che, dalla fine della prossima settimana e per le successive due, sarebbe proseguito a La Parva per lavorare sulla velocità.

Niente Cile per la campionissima azzurra, che aveva già messo assieme un bel blocco in gigante, per un “malore accusato da Sofia, di rientro in Italia per gli accertamenti del caso”. E’ subito scattato l’allarme per capire cosa nello specifico abbia avuto la stella bergamasca, e una prima risposta è arrivata direttamente dalla persona più vicina a Goggia, colui che da questa stagione la segue in prima persona tecnicamente, pur rimanendo dt e faro dell’intera nazionale femminile, dopo l’addio a coach Agazzi.

Gianluca Rulfi, infatti, ha parlato a “La Gazzetta dello Sport” di quanto accaduto in realtà già da metà settimana laggiù, nella Terra del Fuoco. “Sofia non stava bene, era stanca e si è fermata negli ultimi giorni. Non c’è stato nulla di traumatico, ma non se la sentiva di potersi allenare. In Argentina non c’era la possibilità di effettuare esami più approfonditi, ecco perché abbiamo deciso per il rientro in Italia così da verificare tutto al meglio”.

Sarà il dottor Andrea Panzeri, che ha condiviso la scelta con l’olimpionica e lo staff azzurro, a guidare nelle prossime ore il percorso di lavoro clinico da svolgere per capire a cosa possa essere riconducibile questo stato di malessere.

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