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E' una Brignone con la fame da... tigre: "Non mi sento arrivata e ora ho capito la discesa..."

Sci Alpinol'intervista

E' una Brignone con la fame da... tigre: "Non mi sento arrivata e ora ho capito la discesa..."

Ospite del "Puppo&Ambesi Live by Night", la fuoriclasse valdostana si è raccontata a 360°. Potete rivedere l'intera puntata in video.

Una Federica Brignone ancora tanto affamata, come una vera “tigre” quale viene definita. E' quella che è apparsa nel corso della trasmissione di Dario Puppo e Massimiliano Ambesi ospitata da NEVEITALIA, che ne ha voluto celebrare la magica stagione coronata con lo storico trionfo nella Coppa del Mondo assoluta, condito da numeri che l'hanno portata vicinissima a battere presto vari record nella storia dello sci femminile italiano, a partire da quello delle 16 vittorie di Deborah Compagnoni nel massimo circuito (Fede è a -1, ndr). “Confesso che, avendo in casa una giornalista come mia mamma (Ninna Quario, vincitrice 4 volte in coppa), spesso ci piace parlare di statistiche nell'ambito di vari sport, anche se mi fanno un po' paura quelli che mi riguardano – ha raccontato la valdostana – E' bello sentirselo dire per valutare dover poter arrivare nel corso di una carriera, ma è bene non pensarci troppo”.

Ragionando sul futuro, Brignone non ha proprio voglia di accontentarsi: “Sono cresciuta tanto nelle ultime stagioni e a 30 anni vedo una carriera ancora con un trend in salita, pur sapendo benissimo che sarà difficile ripetere un anno del genere. Intanto, il mio sogno l'ho coronato...”. Nell'ultima stagione si è vista una Federica ultra competitiva soprattutto nella velocità rispetto al passato: segreti? “Quando abbiamo fatto la programmazione con Rulfi, mio fratello Davide e lo staff, avevamo escluso le discese di Lake Louise perchè l'obiettivo principale era la coppa di giga e fare tutte le discipline non ti permette di essere al livello di avversarie che si dedicano solo a quella specialità. In discesa ho sempre sentito meno le sensazioni giuste che servono per andar forte, come invece mi viene naturale in gigante e super-g; non sapevo come spingere lo sci, scendevo e basta, ma facendo allenamento e non solo prove ho imparato ad usare l'attrezzo da 2,20 mt e il salto di qualità è stato completato dall'esperienza sulle stesse piste”.

C'è stato un momento di svolta nella stagione, seppur la continuità non sia mai mancata alla classe '90 di La Salle: “Diciamo che tra Sestriere e Bansko mi sono resa conto di poter rappresentare un disturbo anche per Shiffrin, visto che se avessi continuato così, anche lei non avrebbe potuto permettersi di saltare troppe gare. Chiaro, era ancora la grande favorita avendo anche lo slalom a disposizione, io ho continuato per la mia strada senza pensarci troppo ma... l'idea a quel punto c'era”.

A proposito della fuoriclasse statunitense, la programmazione futura di Fede sarà la stessa, sacrificando quindi una decina di gare sul piatto in una Coppa del Mondo col calendario “classico”? “Sì, perchè con questo sistema di punti conta vincere e con i quarti posti non vinci le coppe. Non puoi fare tutto, ma battere Mikaela è difficilissimo e a me piacerebbe provare a fare quasi tutto appena c'è uno spiraglio, come nel caso di qualche slalom. Di base, però, continuerò sull'onda di quanto fatto quest'anno”.

E poi un monito importante per i giovani (“io ho avuto la fortuna di non avere alcun tipo di pressione dai miei genitori, penso che negli sci club sia fondamentale crescere con calma perchè vincere da giovani non conta nulla, se hai dato tutto fino ai 15 anni e a 20 sei stufo, allora hai sbagliato tutto”), ma anche il ricordo di quanto sia stato difficile pure per lei affermarsi con solidità ad alto livello. “Come sapete, nel 2015 pensavo di aver perso il treno e non poter più essere una delle migliori. A quel punto mi sono affidata a persone che potessero aiutarmi, ma l'ho scelto da sola e questa motivazione interiore probabilmente mi ha permesso di vincere ora qualcosa di importante”.

Infine l'attualità, con gli attesi allenamenti sullo Stelvio a partire da giugno per la ripresa sulla neve: “Non sono ancora in quali giorni partiremo, in questo momento è ancora difficile organizzare il tutto”, e il classico sogno per tutti coloro che avrebbero l'età per giocarsela anche a Milano-Cortina 2026. “E' chiaro, le Olimpiadi in casa mi fanno gola e, considerato che sono arrivata tra le senior solo dopo Torino 2006, sarebbe un peccato non esserci. E' altrettanto vero che sono in coppa da tanti anni, è difficile mantenersi a questi livelli per così tanto tempo e, sinceramente, in questo momento non penso di potercela fare per un obiettivo così lontano. Se starò bene e avrò ancora questa fame, però, sarebbe bello essere al cancelletto di partenza...”.

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