Narvik, 2 marzo 1996: la prima tripletta della "Valanga Rosa", riviviamola trent'anni dopo

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Narvik, 2 marzo 1996: la prima tripletta della "Valanga Rosa", riviviamola trent'anni dopo

Il gigante in Norvegia fece la storia dello sci italiano, con Deborah Compagnoni (che non vinceva in CdM da quasi 14 mesi, ma era fresca del trionfo iridato di Sierra Nevada) dominante, con un numero pazzesco nella parte alta della 2^ manche, davanti a Sabina Panzanini e Isolde Kostner, capace di rimontare fuoriclasse come Seizinger, Ertl, Nef, Wachter. Solo dal 2017 al 2020 arrivarono poi gli altri podi tricolori, in tre occasioni grazie a Brignone, Bassino, Goggia, Curtoni e Nadia Fanchini.

Un anniversario davvero dolce, da rivivere a 30 anni di distanza da una pagina di storia della “Valanga Rosa”.

Se la nazionale femminile italiana che fu grande protagonista a cavallo tra fine anni ’70 e inizio anni ’80 non riuscì mai a monopolizzare un podio ai massimi livelli, la prima volta in assoluto di una tripletta in rosa per l’Italia arrivò il 2 marzo 1996, in occasione del gigante di Narvik.

Deborah Compagnoni aveva appena conquistato il suo primo titolo mondiale, con la magia nella sfida tra le porte larghe in Sierra Nevada, ma non si imponeva in Coppa del Mondo da quasi 14 mesi (8 gennaio 1995, sulle nevi austriache di Haus im Ennstal). La fuoriclasse valtellinese decise così di mettere le cose in chiaro, dominando la prima manche con 92 centesimi di vantaggio nei confronti di Sabina Panzanini.

Isolde Kostner era nona al giro di boa, ma si regalò un finale di 2^ clamoroso, tanto da bruciare sul filo di lana le stelle tedesche, Katja Seizinger e Martina Ertl (e pensiamo che conclusero 6^ e 7^ altre due campionesse come Sonja Nef e Anita Wachter…). Panzanini riuscì a resistere alla gardenese, mettendola dietro di 35 centesimi, ma per “Isi” a quel punto era già certo il primo (e rimarrà l’unico) podio in gigante.

Poi toccò a sua maestà Compagnoni, in quel momento campionessa olimpica e mondiale in carica di specialità: Debby si fermò praticamente per aver esagerato tagliando una linea nella parte alta, ma si scatenò alla sua maniera per andare a trionfare con la bellezza di 1”39 di vantaggio su Sabina Panzanini, seconda davanti a Kostner. Uno, due, tre…

Per trovare un altro podio tutto tricolore nella storia dello sci italiano femminile, bisognerà attendere oltre 21 anni: il 19 marzo 2017, alle finali di Aspen e di nuovo in gigante, Federica Brignone dominò “alla Compagnoni” regolando Sofia Goggia e Marta Bassino.

Era un po’ l’inizio della “nuova” Valanga Rosa, quella più vincente di sempre, tanto che a medaglie e coppe in serie, si aggiunsero altre due triplette; il 14 gennaio 2018, nella tostissima discesa di Bad Kleinkirchheim, fu Goggia ad anticipare Brignone, con Nadia Fanchini terza.

La quarta e ultima, il 25 gennaio 2020, sempre nella disciplina regina e su un’altra pista complicatissima come Bansko: prima Elena Curtoni, seconda Marta Bassino, terza ancora lei, Federica Brignone.

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