Marta Rossetti suda a Formia dopo un recupero che è stato complicato: "Tutto più difficile rispetto al 2021"

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Marta Rossetti suda a Formia dopo un recupero che è stato complicato: "Tutto più difficile rispetto al 2021"

A "Obiettivo Sci", la slalomista bresciana ha raccontato i dettagli di un percorso di riabilitazione molto tosto, dal crac al crociato del ginocchio destro patito lo scorso ottobre costato per la seconda volta le Olimpiadi. A Les Deux Alpes il primo approccio sulla neve, "ma non ho ancora recuperato al 100% la forza e devo stare attenta, questa volta riparto da zero. Contentissima per la crescita di Della Mea e le giovani innalzeranno il livello di tutte".

Di nuovo a terra, quasi 5 anni dopo quel danno al ginocchio sinistro che la costrinse ad una rincorsa verso la potenziale prima avventura olimpica, a Pechino 2022, risultata poi impossibile.

Dal gennaio 2021 all’ottobre 2025, quando in allenamento sulle nevi della Val Senales è saltato il crociato anteriore del ginocchio destro, Marta Rossetti si era completamente ritrovata specialmente nell’ultima stagione pre secondo infortunio, risultando il riferimento dell’Italslalom prima che tutto si fermasse ancora sulla “Leo Gurschler”.

I Giochi, proprio quelli di casa, sono ancora svaniti e la classe 1999 gardesana li ha vissuti a bordo pista, facendo una sorpresa alle compagne di squadra presentandosi a Cortina. Ora, finalmente, il primo approccio in pista a Les deux Alpes, dopo 8 mesi che sono stati decisamente complicati: sì, perché come ha spiegato Marta in una interessante intervista con i ragazzi di “Obiettivo Sci”, questa volta il recupero è stato ancora più duro e per diversi motivi.

Ora la slalomista azzurra si trova con le colleghe di nazionale a Formia, nel centro di preparazione olimpica del CONI per il lungo blocco di lavoro a secco prima di tornare sulla neve allo Stelvio, attorno a metà mese. E poi ci sarà l’Argentina: “A Les deux Alpes sono stati semplici giorni di prova, in campo libero e solo a scopo riabilitativo – racconta la bresciana, capace in CdM di un 5° (a Killington 2023 con quella folle rimonta) e un 8° posto, ovvero ad Are nel marzo 2025 che è ancora la sua ultima gara prima di tornare a Levi il prossimo novembre – Non ho ancora recuperato appieno i valori di forza, dunque è pericoloso andare sui tracciati.

Vengo da un percorso lungo e tortuoso, le sensazioni sono quelle di avere due gambe diverse e ciò non era accaduto quando mi ero infortunata al ginocchio sinistro più di 4 anni prima. Medici e preparatori mi hanno rassicurata, non appena recupererò tutti i miei parametri, allora questa differenza non si sentirà più”.

Come sta ora quel ginocchio destro, lo spiega la stessa Rossetti: “Devo capire fino a che punto posso spingere, perché in palestra faccio tutto senza dolore, ma il ginocchio è ancora un po’ rigido seppur stabile e adesso verranno i giorni delle ripetute in pista e mi renderò conto su quale superficie sarà meglio correre.

E’ come ripartire da zero, serve pazienza e accettare questo lungo stop, stavolta, è stato più difficile rispetto al 2021; stavo sciando bene e al top fisicamente, mi ero creata delle aspettative che ho dovuto subito riporre nel cassetto prima ancora di cominciare.

Il primo periodo è stato tosto e una ferita aperta è rimasta, anche se il ginocchio ha occupato i miei pensieri e in qualche modo mi ha distratta dallo sci, visto che a gennaio mi hanno rioperata perché il menisco, che si è rotto malamente, l’hanno dovuto suturare con cinque punti. Procedendo con la riabilitazione, infatti, non riuscivo a piegare il ginocchio in modo adeguato e, facendo una risonanza e poi l’artroscopia, è apparso chiaro che ero piena di aderenze.

La priorità, a quel punto, era solo quella di tornare in salute”.

Parlando delle prospettive di un team di slalom rinnovato, a partire dall’inserimento di Anna Trocker ma pure con la crescita di atlete come Valleriani, Pazzaglia e Mondinelli, per non parlare dell’esplosione di Lara Della Mea, la 27enne bresciana vede solo vantaggi per tutte con un gruppo salito di livello. “Tutte hanno dimostrato di andare forte, sono felicissima per Lara, se penso che abbiamo la stessa età e siamo cresciute insieme.

Ha fatto un grande salto di qualità e può farne ancora, avendo a disposizione la doppia disciplina. Anna Trocker ha stupito con le due top ten alle finali, in generale le giovani alzeranno il livello in allenamento e ciascuna di noi può essere un riferimento per le altre.

Abbiamo dimostrato di poter ambire a qualcosa di importante già a 20 anni, ci siamo caricate di entusiasmo ma anche di tanta responsabilità. Magari capita che una si fa male e l’altra perde fiducia, al contrario di quello che è successo nella velocità, dove i successi di una o due leader hanno trascinato verso l’alto le altre ragazze.

Io penso che sia solo questione di tempo e di ritrovare convinzione, vedi Della Mea che appena è entrata in top ten non ne è più uscita. E non è che prima di quel filotto andasse piano”.

Personalmente, i prossimi passi per Marta riguardano chiaramente i pali: “Non vedo l’ora di sciare nei tracciati per capire cosa è cambiato di base, come sono e come devo lavorare. L’obiettivo è recuperare al meglio fisicamente per sciare come voglio il più presto possibile, in questo senso sarà fondamentale il “Return to Play” che sosterrò al Centro Mapei il prossimo 31 luglio. Quel giorno spero di poter subito mettere in cima ai pensieri il debutto a Levi”.

Obiettivi a lungo termine? “Si punta in alto e mi piace pensare positivo, dopo aver superato una riabilitazione davvero tosta e nella quale sono andate storte molte cose – spiega ancora l’azzurra – Spero di riprendere il filo con quel miglioramento tanto atteso e di tornare ai livelli di ottobre 2025. In quel momento, stavo lavorando a livello tecnico e tattico per cercare di arrivare sempre in fondo e migliorare nella continuità; questi concetti li ho già ripresi con il nuovo team guidato da Luca Agazzi.

Credo di poter fare tanto soprattutto nel primo periodo, quando le altre magari vorranno subito spingere e io potrò viaggiare a bassa intensità e concentrarmi di più sugli aspetti tecnici; l’anno dopo un infortunio al ginocchio, in ogni caso, è molto delicato per tutti, ma visto che il rientro dopo il 2021 non fu per niente facile dopo una riabilitazione filata liscia, spero che stavolta si inverta il tutto.

Riabilitazione difficile, rientro più agevole”.

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