La prossima settimana l'intervento, poi il recupero. Le parole di Lara pensando a Matilde e Matteo, un vero esempio

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La prossima settimana l'intervento, poi il recupero. Le parole di Lara pensando a Matilde e Matteo, un vero esempio

Gut-Behrami e una carriera che si definirà solo nei prossimi mesi, con la possibilità che il ritiro, già definito tanto da trasferirsi in primavera a Londra per vivere al fianco del marito, possa anche tornare in discussione. "Abbiamo assistito a eventi drammatici nel nostro sport, un infortunio al ginocchio non può essere considerato una tragedia".

Mercoledì sera, Lara Gut-Behrami ha avuto la risposta definitiva a quello che aveva capito subito, dopo quella caduta nell’allenamento di super-g dello scorso 20 novembre a Copper Mountain, ovvero che il crociato aveva ceduto e il ginocchio sinistro, rotto già nel febbraio 2017 ai Mondiali di Sankt Moritz, aveva rimediato pure la lesione del collaterale mediale e del menisco.

La prossima settimana ci sarà l’intervento chirurgico, poi comincerà una riabilitazione che sarà particolare per la campionissima ticinese, perché proprio nell’arco di questo percorso lungo mesi, Lara deciderà se confermare o meno il ritiro già annunciato in maniera definitiva da tempo.

Quella olimpica sarebbe dovuta essere l’ultima stagione di una carriera già meravigliosa, nella “sua” Cortina per cercare un secondo titolo ai Giochi dopo il super-g capolavoro di Pechino 2022: ora è tutto in discussione, perché dalle prime parole rilasciate tramite l’ufficio stampa federale (QUI puoi leggere il report completo, ndr), la due volte vincitrice della coppa generale ha tenuto una porta aperta.

In realtà, Gut-Behrami aveva già definito tutto, in primis il trasferimento a Londra per curare i suoi affari potendo vivere di nuovo assieme al marito Valon, trasferitosi per il suo nuovo ruolo dirigenziale calcistico nel Watford.

Al di là di quello che sceglierà Lara per il suo futuro agonistico e di conseguenza di vita, le parole che la stella di Comano ha espresso su quanto accaduto nell’ultimo anno abbondante, dalla scomparsa di Matilde Lorenzi ad un altro incidente mortale in pista come quello del 13 settembre scorso di Matteo Franzoso in Cile (senza dimenticare Marco Degli Uomini e Margot Simond), sono davvero un esempio di campionessa a tutto tondo. “Recentemente abbiamo assistito a eventi drammatici nel nostro sport, incidenti mortali che hanno coinvolto giovani atleti – ha detto Lara Gut-Behrami ieri - Credo che un infortunio al ginocchio, per quanto complesso possa essere, non vada considerata una tragedia”.

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