"I biglietti per Ushuaia erano fatti, ma Fede ha sentito certi dolori e abbiamo cambiato tutto": parola a Davide Brignone

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"I biglietti per Ushuaia erano fatti, ma Fede ha sentito certi dolori e abbiamo cambiato tutto": parola a Davide Brignone

Il fratello e coach della due volte regina olimpica e di Coppa del Mondo ha parlato a "La Gazzetta dello Sport" dopo l'intervento subito ieri per rimuovere la placca. Svelando che il dubbio sul menisco "era legato ad un dolore patito in atterraggio da un salto nella prova della discesa a Cortina, non l'ha più abbandonata. Ora capiremo sugli sci, dipende soltanto da lei: vi assicuro che quello ai Giochi è stato più un miracolo che una cosa sensata".

Nessuno la conosce meglio di lui, il fratello di una vita tra pista e le mille attività che praticano assieme in un rapporto bellissimo, e da qualche anno suo tecnico personale.

Davide Brignone ha parlato di Federica poche ore dopo che la bi campionessa olimpica si è ritrovata nuovamente sotto i ferri, martedì pomeriggio alla clinica La Madonnina di Milano per rimuovere placca e viti dal ginocchio sinistro, poco meno di 17 mesi dopo l’incidente nel gigante tricolore del 3 aprile 2025.

Alla Gazzetta dello Sport, il coach della donna più vincente nella storia dello sci azzurro ha approfondito tanti mesi, svelando innanzitutto che la partenza per Ushuaia, una settimana dopo le compagne del team élite, era cosa fatta. “Avevamo i biglietti per il 30 agosto, poi quando abbiamo rimesso gli sci a Cervinia (nel test del 30 luglio, ndr) abbiamo trovato condizioni non molto buone, anche se non hanno influito più di tanto, e Federica doveva soltanto “provare” la gamba con gli sci da turismo e quelli da gigante.

Anche se il quadro generale è piuttosto buono, ha sentito nuovamente certi dolori, così siamo tornati dai medici che dopo alcuni esami approfonditi hanno aperto all’ipotesi dell’operazione per rimuovere la placca e le viti.

Come abbiamo sempre ripetuto, Fede vuol stare bene nella vita, prima ancora che sugli sci, e tornare a fare tutte le cose che le piacciono, non solo alcune. È una sportiva a tutto tondo che in questo momento non può correre né giocare a tennis, due attività che comportano troppo stress e troppi cambi di direzione. Il dubbio legato al menisco? Pochi sanno che durante la prova della discesa ai Giochi ha provato un dolore molto forte al ginocchio all’atterraggio da un salto, problema che da allora non l’ha più abbandonata.

Se il dottor Panzeri ha ritenuto di non dover intervenire, voglio pensare che non ci sia stato un peggioramento”.

Quel doppio titolo a Cortina, dopo aver rischiato di rinunciare al super-g proprio per il dolore che provava dopo le giornate di discesa, Davide lo spiega ancora così. “E’ stato più un miracolo che una cosa sensata, a distanza di mesi ne sono sempre più convinto. Due giorni prima del super-g non è neanche riuscita a fare ricognizione e poi è arrivato il successo. Nessuno sa esattamente come ci sia riuscita, però la testa alle volte ci permette di fare cose che sembrano quasi soprannaturali”.

Soelden da escludere, un rientro verosimile a dicembre? Il fratello e coach di Federica lascia aperta ogni opportunità, non vi è alcuna certezza che la due volte vincitrice della Coppa del Mondo assoluta si presenti ancora al cancelletto: “Siamo pronti a tutto, dipende soltanto da lei. Per quanto mi riguarda non posso che attendere e magari aiutarla sotto altri aspetti, come quello mentale.

Dovremo capire come sta sugli sci, se può starci e sciare, se può spingere e se può farlo in una sola disciplina, in due o in tre. Ma anche se le fa male di più in discesa, in super-g oppure in gigante, fare i salti e le curve veloci.

Il suo tono muscolare e i suoi tessuti sono migliorati, spero davvero che possa riprendere gli allenamenti in poche settimane. L’anno scorso si era messa in testa di andare all’Olimpiade a qualsiasi costo e alla fine ha pagato, ma non credo che sarebbe disposta a sopportare nuovamente quel dolore”.

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