Il campione olimpico e vincitore della Coppa del Mondo di gigante, dopo aver fatto la storia del Brasile ha trascorso tanto tempo nella patria della madre. Sarà lui a raccogliere l'eredità di Odermatt in chiave classifica generale? E' ancora presto per dirlo, di certo la continuità nelle due discipline tecniche è stata strepitosa nel 2025/26 culminato con due trionfi eccezionali. E a Soelden i ricordi dolceamari sono davvero parecchi, il 25 ottobre sul Rettenbach non potrà che puntare subito al successo.
Lucas Pinheiro Braathen ha trascorso l’intero mese di luglio a Rio de Janeiro, vivendo l’inverno brasiliano (con temperature decisamente favorevoli) tra allenamenti a secco e la voglia di staccare completamente, nel paese che ha scelto di rappresentare dal 2024 e per il quale ha fatto la storia vincendo l’oro olimpico di gigante a Bormio battendo l’armata svizzera e poi di nuovo, un mese più tardi, beffando ancora Marco Odermatt per la conquista della Coppa del Mondo sempre nella disciplina regina.
A breve il classe 2000 ex norge tornerà sugli sci, la preparazione la svolgerà principalmente in Argentina ma bisognerà capire quanto tempo verrà dedicato alla velocità. Sì, perché a questo punto della carriera pensare alla generale è d’obbligo, dopo aver concluso al 2° posto, seppur distante quasi 600 pt da Odermatt, al termine del 2025/26; è chiaro, finchè il fenomeno di Buochs (di due anni e mezzo più “esperto” del brasiliano) sarà così competitivo sulle tre discipline sarà difficilissimo batterlo, ma in ogni caso “Pinheiro” dovrà farsi trovare pronto e il super-g, messo quasi totalmente da parte dopo gli infortuni e poi l’anno sabbatico 2023/24, sarà una chiave di volta.
Lo scorso inverno, l’ha disputato solo a Copper Mountain finendo lontanissimo dai migliori.
Al contempo, su entrambe le discipline tecniche il rendimento di Lucas è stato buonissimo: eppure, la sua stagione era partita male e nella gara alla quale forse teneva maggiormente, sbagliando nella 1^ manche del gigante nell’Oetztal. Il rapporto con Soelden, diventato pure partner come località sciistica del futuro campione olimpico, parte dal primo trionfo in CdM nel 2020, regolando sua maestà Odermatt sul Rettenbach, all’annuncio del ritiro avvenuto proprio a 48 ore dall’opening del 2023, fino al “comeback” strepitoso del 2024, con il 4° posto ottenuto partendo col pettorale 41, al debutto con i colori del Brasile.
Il pronto riscatto di quella uscita a Soelden era arrivato immediatamente con la perla del ritorno al successo in slalom, a Levi conquistando subito il pettorale rosso, ma nel corso dell’annata Pinheiro Braathen ha poi avuto maggiore continuità in gigante, tanto da mettere assieme tre piazze d’onore in serie fra Alta Badia, Adelboden e Schladming (nel mezzo un altro 2° posto, nello slalom di Wengen), appena prima del capolavoro ai Giochi Olimpici.
E dopo la sua seconda rassegna a cinque cerchi (l’esordio nel 2022 a Pechino con la Norvegia), ecco la vittoria chiave tra le porte larghe a Kranjska Gora, chiudendo 3° il giorno dopo in slalom per poi perdere quella coppa di specialità nel duello alle finali con il “gemello” McGrath, ma con la sfera di cristallo di gigante messa in bacheca poche ore prima trionfando nella gara di Hafjell. Quello è stato il terzo centro stagionale nel massimo circuito, l’ottavo complessivo e che gli ha consegnato, con la contemporanea uscita di Odermatt, la prima sfera di cristallo della carriera.
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