Ad un mese dai Mondiali in casa, l'hockey svizzero vive la bufera Fischer: è addio con il coach per il caso legato al Covid

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Ad un mese dai Mondiali in casa, l'hockey svizzero vive la bufera Fischer: è addio con il coach per il caso legato al Covid

Due giorni fa, lo storico tecnico del team rossocrociato portato a tre argenti ai campionati del mondo (sfiorando l'impresa contro gli Stati Uniti nel 2025), aveva confessato di aver presentato un certificato medico falso per seguire la squadra ai Giochi di Pechino 2022. La federazione aveva dichiarato il caso chiuso (con l'ex giocatore che era stato condannato come cittadino), ma le pressioni arrivate da più parti e la stessa posizione assunta dall'IIHF hanno portato a chiudere il rapporto prima della rassegna iridata, nella quale lo squadrone elvetico avrà già Jan Cadieux alla guida.

Uno scandalo che ha scosso la nazionale maschile svizzera di hockey su ghiaccio, proprio ad un mese dall’inizio degli attesissimi Mondiali di casa.

Patrick Fischer non è più il tecnico del team rossocrociato, dopo aver guidato i suoi a tre argenti iridati di cui gli ultimi due, strepitosi, nelle edizioni 2024 e 2025. Il caso è esploso nella giornata di lunedì, quando il capo allenatore ha confessato di aver presentato un certificato medico falso per essere presente, pur non essendosi vaccinato (e non avendo un’esenzione medica o una guarigione certificata da Covid-19 nei 90 giorni precedenti all’evento), al fianco della sua squadra ai Giochi Olimpici di Pechino 2022.

“La Federazione non ne sapeva nulla e neppure il mio staff, per quanto mi riguarda ho già pagato come privato cittadino”, aveva detto Fischer, condannato nel 2023 per una situazione che la tv SRF aveva fatto emergere, portando così l’ex giocatore a confessare.

In un primo momento, l’head coach elvetico aveva ricevuto pieno supporto dalla SIHF (la federazione svizzera di hockey), che aveva dichiarato chiusa la vicenda, ma le pressioni mediatiche e la stessa mossa dell’IIHF, la Federazione internazionale che oggi ha comunicato l’apertura di un procedimento interno per verificare la posizione di Fischer anche ai Mondiali in Lettonia nel 2021 e a quelli in Finlandia l’anno successivo, quando vigevano ancora le normative anti Covid, hanno portato i vertici del movimento a comunicare questa sera la separazione immediata dallo storico coach della nazionale.

“La Federazione svizzera di hockey su ghiaccio ha deciso di interrompere con effetto immediato il rapporto di lavoro con Patrick Fischer, a seguito della scoperta di una frode relativa ai certificati – si legge nella nota della SIHF – Il suo successore designato, Jan Cadieux, assumerà l’incarico di allenatore per i prossimi Campionati del Mondo che si terranno in casa”. Il tecnico ginevrino, infatti, avrebbe comunque ereditato la panchina del 50enne di Zug dopo la rassegna iridata in programma in Svizzera nella seconda metà di maggio.

“Il caso è legalmente chiuso, ma ha innescato un dibattito pubblico su valori e fiducia, temi che la federazione prende molto sul serio – le parole del numero 1 federale Urs Kessler – Fiducia e integrità sono fondamentali per il nostro sport e per la nostra federazione. La nostra valutazione iniziale secondo cui la questione era chiusa è stata troppo semplicistica, inutile negarlo. Si tratta di valori e rispetto che sono centrali per l’hockey su ghiaccio svizzero e che Patrick Fischer non ha rispettato nel 2022”.

Fischer, ex attaccante della nazionale, era stato nominato nuovo head coach della Svizzera nel dicembre 2015. In precedenza, aveva ricoperto il ruolo di vice allenatore, festeggiando la medaglia d’argento ai Mondiali del 2013. Nel 2018, Fischer ha portato la Svizzera alla finale dei Mondiali, dove i rossocrociati vennero sconfitti dalla Svezia, poi di nuovo all’atto decisivo per il titolo nel 2024 e nel 2025.

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