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Roberta Rodeghiero e Kevin Reynolds dettano legge nello Sportland Trophy

Roberta Rodeghiero e Kevin Reynolds dettano legge nello Sportland Trophy
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Figure skating - Sportland Trophy 2016

Roberta Rodeghiero e Kevin Reynolds dettano legge nello Sportland Trophy

La Tuske Hall di Budapest è stata teatro della ventisettesima edizione dello Sportland Trophy, una delle ultime competizioni di livello B della stagione.

Nella capitale ungherese, si sono fronteggiati una serie di atleti in cerca dei limiti tecnici per prendere parte ai Mondiali contrapposti ad avversari alle prese con le prove generali in vista della rassegna iridata.

Ciò premesso, uno dei principali motivi di interesse dell’evento è inopinatamente venuto meno prima dell’inizio delle gare. La detentrice del titolo mondiale Elizaveta Tuktamysheva è stata, infatti, costretta alla rinuncia per via di problemi fisici, che l’hanno obbligata ad un periodo di riposo forzato.


In contumacia della diciannovenne russa, la competizione femminile (venti partecipanti) è stata dominata dall’azzurra Roberta Rodeghiero (166.29), che, seppure in periodo di carico, ha evidenziato un’incoraggiante condizione di forma pattinando un programma corto senza sbavature aperto da una pregevole combinazione triplo toeloop/triplo toeloop. Le indicazioni più interessanti sono, però, arrivate dal segmento più lungo di gara, in cui la venticinquenne veneta ha completato due doppi axel e cinque salti tripli. Peraltro, in vista dei Mondiali, non è escluso che si possa tentare di alzare il livello dell’asticella con l’inserimento della combinazione triplo lutz/triplo toeloop. Rodeghiero, migliore del lotto in entrambi i programmi, ha archiviato il secondo successo stagionale in una competizione di livello B nonché settimo in carriera.

In seconda posizione, grazie al migliore punteggio tecnico nel segmento più lungo di gara, si è piazzata la rediviva brasiliana Isadora Williams (149.58), che ha però mancato il minimo tecnico per i mondiali nel programma corto. Il podio è stato completato dalla progredita elvetica Yasmine Kimiko Yamada (149.11). La diciottenne di Zurigo ha sfoderato le combinazioni triplo toeloop/triplo toeloop e doppio axel/triplo toeloop guadagnando l’eleggibilità iridata.

A Budapest c’è stato il debutto stagionale di Micol Cristini (119.84), al rientro dopo una lunga pausa per infortunio. La diciottenne bergamasca si è piazzata in undicesima posizione.

 

In campo maschile (nove partecipanti), il successo è andato al canadese Kevin Reynolds (216.04), che nel programma libero, aperto da un quadruplo salchow, ha guadagnato terreno sul sedicenne Alexander Petrov (210,84). A seguire, si è piazzato l’elvetico Stephane Walker (190,69), scollinato ampiamente oltre il minimo tecnico per i mondiali nel programma libero, ma rimasto al di sotto della soglia richiesta nello short-program. Adrien Bannister (144.95), unico pattinatore italiano presente, si è piazzato in settima posizione. Il sedicenne di Sesto San Giovanni è riuscito a completare il triplo axel nel programma corto, ma si è poi smarrito nel segmento più lungo di gara collezionando qualche caduta di troppo.

 

La prova juniores maschile (tre partecipanti) è stata vinta dal promettente russo Petr Gumennik (183.94), che, a conti fatti, non ha palesato progressi rilevanti nel corso della stagione non riuscendo ad aggiungere al suo arsenale il fondamentale triplo axel, peraltro non tentato a Budapest. Nel settore femminile, convincente successo per la tredicenne russa Alisa Lozko (181.32), capace di eseguire due doppi axel e sette tripli nel segmento più lungo di gara, compreso un triplo rittberger sotto-ruotato. La migliore delle italiane in gara è stata Matilde Battagin (103.36), terza con la soddisfazione di avere completato una combinazione triplo rittberger/doppio toeloop nel programma corto. Ilaria Stroppa (97.26) ha concluso la prova in decima posizione, mentre Chiara Paganin (80,52) si è piazzata ventunesima.

 

Va, infine, rimarcato il terzo posto di Gaia Maiorano (82.98) in categoria adavanced novice (trenta partecipanti). Resta  però il rammarico di avere mancato la vittoria per poco più di un punto.

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