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foto di Flavio Valle

L'analisi a caldo di Javier Fernandez, Yuzuru Hanyu e un battagliero Boyang Jin

L'analisi a caldo di Javier Fernandez, Yuzuru Hanyu e un battagliero Boyang Jin

Al termine del programma libero maschile dei Campionati mondiali di pattinaggio di figura, gli atleti medagliati hanno incontrato i media presso la sala stampa del TD Garden di Boston. Tra una chiacchiera e l'altra, si è venuti a conoscenza dei problemi fisici di Javier Fernandez, ma è parso evidente come anche Yuzuru Hanyu e Boyang Jin siano stati alle prese con difficoltà analoghe, seppure in tempi diversi.


Javier FERNANDEZ
- Non è stata una giornata facile e il mese è stato anche peggiore per via di un paio di infortuni. Non ho potuto allenarmi nè ieri, nè in mattinata. Oggi ho fatto ricorso all'infermeria e devo dire che mi ha dato una grossa mano consentendomi di pattinare. Sapevo che l'unica possibilità per battere Yuzuru era quella di realizzare il migliore programma della mia vita, senza sbagliare nulla. Certo che affrontare una gara sapendo di avere avuto tanti problemi non è semplice. Ho cercato di mantenene la mia mente libera da brutti pensieri e mi sono detto: "Questa è l'ultima gara della stagione e quello che sarà sarà".

Non ho una risposta sul come sia riuscito a vincere nonostante l'infortunio. A volte ci sentiamo forti ugualmente e passano in secondo piano i problemi avuti in precedenza perchè la voglia di pattinare è ancora più forte. Mi sono autoconvinto di poter scendere in pista senza provare dolore e senza avvertire stanchezza. Non sapevo per davvero che cosa avesse fatto Hanyu prima di me. Prima di gareggiare ciascuno è concentrato su sè stesso. Noi lavoriamo ogni giorno per essere pronti a disputare al meglio le gare e dobbiamo avere la capacità di affrontare ogni prova cercando di esprimerci al top del potenziale. Sono entrato in pista sapendo di avere assoluto bisogno di pattinare un programma pulito ed alla fine ci sono riuscito.

Riguardo il mio infortunio, posso dire che sono alle prese con un'infiammazione al tallone, ma nulla di cui preoccuparsi. Ho utilizzato una sorta di imbottitura per proteggere la zona dolorante ed ho fatto ricorso ad una terapia con ultrasuoni. Vorrei ringraziare pubblicamente Brian Orser. Lui è al nostro fianco ogni singolo giorno. E' sempre pronto ad aiutarci e non importa se siamo di buon umore o di cattivo umore o se abbiamo fatto un buon allenamento piuttosto che pessimo. Lui per noi vuole il meglio e ci spinge sempre a progredire giorno dopo giorno. Essere qui al fianco di Yuzuru è qualcosa di speciale. Ci alleniamo insieme al Cricket Club di Toronto e non importa chi sia primo o secondo. Con Brian abbiamo costruito qualcosa di importante ed è fantastico essere qui tutti insieme.

Se qualcuno mi avesse detto qualche anno fa che avrei vinto quattro Europei di fila e due Mondiali gli avrei semplicemente risposto: "Sei completamente fuori di testa".


Yuzuru HANYU - Ho qualche difficoltà nello spiegare il mio stato d'animo. Provo un po' di rammarico per come è andato il programma libero, ma sono veramente contento per quanto fatto da Javi. Da un lato, so di essere felice, ma dall'altro mi dispiace per la mia prestazione. Vorrei avere la possibilità di pattinare nuovamente il mio programma. Prima di scendere in pista ero decisamente tranquillo, ma non è il fatto di sentirsi tranquilli a garantire in automatico una buona prestazione. Naturalmente, è importante avere la migliore condizione fisica nonchè mentale e penso che sia il bilanciamento tra le due componenti a fare la differenza. Penso di non avere trovato questo equilibrio e l'ho percepito chiaramente per come ha pattinato. Durante la prova ho avvertito grande nervosismo. Non ho eseguito come avrei dovuto il quadruplo salchow nella seconda metà ed ho anche commesso un errore sul triplo axel, uno dei miei salti migliori. Per questo sono molto dispiaciuto. Lasciando da parte il programma libero, posso dire di essere stato autore di una buona prestazione nel programma corto e perciò mi sento orgoglioso almeno per questo motivo.


Boyang JIN
- Riguardo la prestazione odierna, posso dire che non sia stata così male. L'atterraggio del quadruplo lutz non è stato ottimale, ma ho avuto la lucidità di ritrovare da subito la concentrazione e di realizzare senza particolari problemi gli altri elementi difficili che avevo pianificato. Nel periodo che ha preceduto i Mondiali non ho potuto allenarmi come avrei voluto. Solamente da quando sono arrivato negli Stati Uniti sono tornato a lavorare a pieno regime. Per questo, mi ritengo abbastanza soddisfatto per la prestazione nel programma libero. So bene di avere molto da imparare dal campione mondiale e da chi è arrivato secondo. Affrontandoli nel corso della stagione ho capito tante cose e penso che in futuro ci sia la possibilità di imparare ancora qualcosa in più. Gli atleti che mi hanno battuto hanno molta più esperienza di me e sanno come esprimersi al meglio nelle occasioni che contano. Nel futuro lavorerò per acquisire la loro consistenza.

Il fatto di eseguire i quattro salti quadrupli l'ho vissuto fin dall'inizio come una sfida. Ho iniziato ad affrontare il primo, ho acquisito buona padronanza e sono passato al secondo, per poi concentrarmi sul terzo. E' stata una sfida tra me e i quadrupli, sapevo che sarebbe stato molto rischioso, ma mi piace sperimentare e amo la competizione.

Sono molto felice di essere diventato il primo pattinatore cinese a conquistare una medaglia iridata. Il risultato di oggi ha per me un peso specifico enorme e mi ha consentito di capire che cosa fare in vista della prossima stagione. Mi allenerò, infatti, ancora più duramente per realizzare prestazioni migliori e crescere in termini di risultati.

 

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