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Javier Fernandez si conferma campione mondiale battendo a sorpresa Yuzuru Hanyu

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Flavio Valle

Figure skating - World Championships 2016

Javier Fernandez si conferma campione mondiale battendo a sorpresa Yuzuru Hanyu

Il TD Garden di Boston, sede della rassegna iridata di pattinaggio di figura, è stato teatro di una delle principali sorprese della stagione sportiva. Lo spagnolo Javier Fernandez è stato capace di sovvertire ogni pronostico della vigilia e si è laureato campione mondiale per il secondo anno consecutivo riuscendo a sconfiggere l’indiscusso favorito Yuzuru Hanyu.

Alla luce dei dodici punti abbondanti guadagnati nel programma corto, il successo del campione olimpico veniva dato ormai per acquisito, ma Il bello dello sport consiste anche nel fatto che non esista alcunchè di scontato e sovente non manchi lo spazio per realizzare imprese difficilmente preventivabili.

Fernandez, dopo avere assistito ad un corto circuito difficilmente spiegabile che ha colpito l’abituale compagno di allenamento, non ha lasciato nulla di intentato per difendere il titolo sfoderando una prestazione già entrata a pieno titolo nella storia della disciplina. Il quasi venticinquenne madrileno, sceso in pista sulle note del successo di Frank Sinatra “Guys & Dolls”, ha egregiamente completato tre salti quadrupli e sette tripli, compresi due axel, ed ha inflitto distacchi abissali all’intera concorrenza nettamente surclassata sul versante tecnico e su ciascuna voce delle componenti del programma. Il gradimento assoluto dei giudici è stato testimoniato dai ventisei "10" ottenuti sui quarantacinque a disposizione con un quasi plebiscito su coreografia e interpretazione. Sempre sulla nota musicale con grande dinamismo e personalità da vendere, l’allievo di Brian Orser ha totalizzato nel segmento più lungo di gara la bellezza di 216,41 punti, riscontro secondo solamente al 219.48 realizzato da Hanyu nella finale del Grand Prix.

L’atteso giapponese ha affrontato la prova odierna estremamente teso e contratto dando da subito l’impresssione di essere concentrato solamente sui singoli elementi e non sull’insieme del programma. I problemi maggiori hanno riguardato il quadruplo salchow, salto che in allenamento aveva fornito certezze assolute. Il primo tentativo è stato completato con l’appoggio di una mano sul ghiaccio, mentre il secondo si è concluso con una rovinosa caduta contro la balaustra. Inoltre, la combinazione a tre salti non è stata completata così come era stata pianificata e anche il triplo lutz, ultimo elemento di salto, è stato atterrato con enorme affanno. Nell’occasione, il ventunenne di Sendai ha dimostrato di essere umano e vulnerabile così come qualunque avversario, ma il passaggio a vuoto resta difficilmente spiegabile in quanto in allenamento l'intero programma era stato eseguito senza particolari patemi in più di un'occasione. Con il senno di poi, il fatto di essere rimasto lontano dalle gare per oltre tre mesi non ha pagato i dividendi e la desuetudine alla competizione potrebbe essere stata fatale. L’unica magra consolazione è stata rappresentata dal raggiungimento del tanto agognato livello quattro nella sequenza di passi.

Nonostante gli errori ed una prestazione chiaramente sotto tono, Hanyu ha ottenuto il secondo punteggio nel programma libero totalizzando un riscontro finale superiore a quota 295, che in tutte le edizioni del passato gli avrebbe garantito una netta affermazione.

Uno dei piatti forti della gara si è rivelato l’acceso confronto con in palio la medaglia di bronzo che ha coinvolto cinque atleti racchiusi in poco più di cinque punti. Sfruttando una chiara superiorità sugli elementi di salto l’ha spuntata il debuttante Boyang Jin, diventato a soli diciotto anni il primo cinese a salire sul podio in un Campionato mondiale e il primo uomo nella storia ad atterrare quattro salti quadrupli in un programma libero di una rassegna iridata..

Il quarto posto è stato conquistato dall’emergente russo Mikhail Kolyada, autore di due programmi senza alcuna sbavatura che gli hanno consentito di strappare a Evgeni Plushenko il primato nazionale datato 2012. Il ventunenne di San Pietroburgo, al debutto in un mondiale, si è distinto per il pacchetto completo e la qualità di ciascun elemento tra cui spicca un sontuoso quadruplo toeloop.

Il canadese Patrick Chan, terzo al termine del programma corto, è stato penalizzato da qualche salto di troppo privo delle rotazioni pianificate e si è dovuto accontentare della quinta posizione subito davanti allo statunitense Adam Rippon, non andato lontano dal completare il quadruplo lutz (giudicato sotto ruotato dal pannello) e capace di strappare a Jason Brown il primato nazionale grazie ad una prova di personalità e soprattutto di indiscusso spessore tecnico. In settima posizione si è piazzato il diciottenne nipponico Shoma Uno, che ha perso la possibilità di salire sul podio cadendo in maniera rovinosa sul secondo tentativo di quadruplo toeloop.

La giornata di grazia per gli atleti a stelle e strisce ha coinvolto anche Max Aaron, in grado così come Rippon di sfondare quel muro dei novanta punti sul versante tecnico fino ad oggi tabù per qualsiasi connazionale, e Grant Hochstein, autore del nuovo primato personale. Ironia della sorte, la sesta posizione di Rippon, l’ottava di Aaron e la decima di Hochstein non saranno sufficienti per garantire agli Stati Uniti tre posti per i prossimi campionati mondiali.

Ivan Righini, unico azzurro presente, ha migliorato il risultato ottenuto a Saitama nel 2014 chiudendo la prova in dodicesima posizione. Il campione nazionale ha atterrato un buon quadruplo toeloop all’inizio del programma libero, ma dopo avere archiviato una caduta sul secondo tentativo di triplo axel, ha perso il filo nella seconda parte della musica cadendo su un doppio axel ed eseguendo nel finale un paio di salti doppi anziché tripli. Errori a parte,il ventiquattrenne allenato da Michael Huth ha acquisito la consapevolezza di poter ambire ad un piazzamento tra i migliori dieci, motivo per cui non mancherè un po' di rammarico per come è scaturito il risultato finale.

Analizzando i freddi numeri, si evince come l’intero settore maschile stia effettuando notevoli passi in avanti. Nella gara di Boston, ben ventuno atleti hanno ottenuto almeno duecentodue punti, fatto mai accaduto nelle edizioni passate in cui il ventunesimo classificato non si era mai spinto oltre quota centonovantatrè.

In virtù della graduatoria finale, il solo Giappone potrà schierare tre pattinatori nella prossima edizione, che avrà valenza di qualificazione olimpica. Spagna, Canada, Stati Uniti, Cina, Repubblica Ceca e Russia avranno a disposizione due posti.

 

CLASSIFICA FINALE

1) ESP - Javier FERNANDEZ    
314.93 (2|1) ER
2) JPN - Yuzuru HANYU    
295.17 (1|2)
3) CHN - Boyang JIN    
270.99 (5|3)
4) RUS - Mikhail KOLYADA    
267.97 (6|5) NR
5) CAN - Patrick CHAN    
266.75 (3|8)
6) USA - Adam RIPPON    
264.44 (7|4) NR
7) JPN - Shoma UNO    
264.25 (4|6)
8) USA - Max AARON    
254.14 (8|7)
9) CZE - Michal BREZINA    
237.99 (11|10)
10) USA - Grant HOCHSTEIN    
237.25 (16|9) PB
11) KAZ - Denis TEN    
230.13 (12|12)
12) ITA - Ivan RIGHINI    
228.52 (9|13)
13) ISR - Alexei BYCHENKO    
226.07 (19|11)
14) LAT - Deniss VASILJEVS    
224.54 (10|16) NR
15) UZB - Misha GE    
223.53 (15|14)
16) BEL - Jorik HENDRICKX    
221.43 (14|15)
17) AUS - Brendan KERRY    
210.56 (17|17) OR
18) RUS - Maxim KOVTUN    
210.14 (13|21)
19) PHI - Michael Christian MARTINEZ    
204.10 (23|18)
20) FRA - Chafik BESSEGHIER    
203.20 (20|20)
21) MAS - Julian Zhi Jie YEE    
202.94 (22|19) NR
22) GBR - Phillip HARRIS    
190.42 (21|22) NR
23) UKR - Ivan PAVLOV    
178.89 (24|23)
24) KOR - June Hyoung LEE    
174.88 (18|24)

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