Scomparsa la campionessa iraniana che ha arrampicato senza velo per protesta?

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Arrampicatail caso

Scomparsa la campionessa iraniana che ha arrampicato senza velo per protesta?

Elnaz Rekabi ha compiuto un gesto che in patria sui social hanno definito storico, coraggioso, potente.

La 33enne iraniana è fra le prime donne del suo paese, dalla Rivoluzione Islamica del 1979, ad aver gareggiato senza hijab. È successo a Seoul, in Corea del Sud, domenica scorsa ai campionati asiatici di arrampicata. Il suo atto di disobbedienza alle leggi dello Stato, che impongono alle donne di coprirsi il corpo anche in eventi sportivi internazionali, è in solidarietà al movimento di protesta nato dopo la morte di Mahsa Amini, studentessa di origini curde di 22 anni, arrestata il 13 settembre dalla polizia morale per non aver indossato il velo in modo corretto e deceduta dopo 3 giorni.

Adesso si teme per l'incolumità anche della medaglia di bronzo nella combinata ai Mondiali di Mosca 2021. La persiana originaria di Zanjan, dove è presente la parete di arrampicata più grande di tutto il Medio Oriente, sarebbe scomparsa. La Bbc afferma che le sarebbero stati sequestrati passaporto e cellulare. La sua prossima destinazione sarebbe il carcere di Evin, a Teheran.

L'ambasciata iraniana in Corea afferma che Rekabi sarebbe già in volo con la squadra. In un mese, secondo fonti di organizzazioni non governative, sarebbero oltre 8000 gli arrestati in Iran e 240 i morti, di cui 32 bambini. Sarebbe auspicabile, da parte del mondo dello sport e non solo, che ci sia la stessa risposta internazionale avuta nel caso della tennista cinese Shuai Peng.

Nel 2017 la scacchista iraniana Dorsa Derakhshani era stata esclusa dalla nazionale (adesso rappresenta gli Stati Uniti) per aver giocato una partita senza chador a Gibilterra. Nella boxe, Sadaf Khadem ha vinto un match all'estero in pantaloncini, che l'ha costretta a trasferirsi in Francia. Se fosse tornata a casa l'avrebbero arrestata.

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