Jacquelin, l'avventura ciclistica diventa sempre più interessante: top 15 nella gara regina dei Giochi del Mediterraneo

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Jacquelin, l'avventura ciclistica diventa sempre più interessante: top 15 nella gara regina dei Giochi del Mediterraneo

Il campione olimpico di biathlon, che nei giorni scorsi ha sottolineato come il ritorno alla "sua" disciplina non sia poi così scontato in vista dei Giochi del 2030 in Francia, oggi a Taranto è stato protagonista della corsa su strada (pur correndo da solo nella nazionale transalpina) che ha visto trionfare l'Italia con Tommaso Dati. E pochi giorni fa, al Tour du Limousin, il 31enne savoiardo ha ottenuto risultati tutt'altro che da sottovalutare, pur correndo da gregario.

L’avventura ciclistica di Emilien Jacquelin sta risultando decisamente interessante.

Oggi pomeriggio, uno degli assi del biathlon internazionale, che ha messo in “pausa” subito dopo la conclusione della stagione olimpica, per lui ricca di soddisfazioni dalla prima medaglia individuale nell’Inseguimento al trionfo con la staffetta maschile, si è presentato al via, unico corridore della nazionale francese (quindi con uno svantaggio non indifferente sul piano della gestione tattica della corsa), della gara regina dei Giochi del Mediterraneo.

La prova su strada terminata sul lungomare di Taranto ha visto dominare l’Italia, come da pronostico visto il livello non altissimo della competizione e col fatto che la squadra padrona di casa presentasse invece un nome di peso come quello di Tommaso Dati (vice campione d’Italia in carica e una delle rivelazioni della stagione 2026), tanto che il toscano si è preso il titolo regolando in uno sprint a tre il portoghese Tiago Antunes e il compagno di squadra Federico Iacomoni.

Jacquelin è andato all’attacco dopo metà corsa, ripreso dal gruppo ad una settantina di km dal traguardo, prima di subire l’attacco degli azzurri e concludere comunque in 14^ posizione.

La scorsa settimana, l’olimpionico nativo dell’Alta Savoia, che ricordiamo ha intrapreso questa avventura a pedali essendo un suo grande sogno, sulla scia del suo mito sportivo che è sempre stato Marco Pantani, ha concluso la quattro giorni della sua seconda corsa professionistica, il Tour du Limousin (categoria 2.1, ma con team World Tour al via e una startlist di peso), e si è messo in mostra lavorando molto bene per i compagni della sua Decathlon CMA, in primis il talento Noa Isidore che ha portato a casa due tappe.

Jacquelin ha colto pure un 26° posto nella terza frazione e ha dimostrato di poter tenere il ritmo dei migliori anche su percorsi abbastanza impegnativi, seppur non durissimi. Il suo futuro nel biathlon? Nei giorni scorsi, “Ski Chrono” ha riportato le parole di Emilien che non danno certezze sul ritorno con sci ai piedi e carabina in spalla, in vista del grande obiettivo dei Giochi Olimpici di casa, quelli di Alpes 2030.

Difficile pensare che a 31 anni possa diventare un corridore di primo piano nel panorama mondiale, ma ora la sua priorità è solo la bicicletta.

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