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Falez per una nuova FISI: "Roda ha fatto un grande lavoro, ma ora serve una squadra alla guida"

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Eventielezioni federali

Falez per una nuova FISI: "Roda ha fatto un grande lavoro, ma ora serve una squadra alla guida"

Nella sua Roma, la presentazione ufficiale del candidato alla poltrona di numero 1 della Federazione: "La condivisione sarà fondamentale, così come il lavoro per la base che è la nostra struttura importante. Ci sono tantissime persone con passione e risorse, ma non sfruttate al meglio".

Nella serata di mercoledì, sono state ufficializzate dalla commissione dedicata della FISI le candidature per le prossime elezioni federali del 15 ottobre.

Cinque uomini a confronto per la presidenza della Federazione Italiana Sport Invernali nel prossimo quadriennio, quello che ci porterà ai Giochi Olimpici Invernali di casa, Milano Cortina 2026. Tra questi, il primo a presentarsi con un programma già nel cuore dell'estate è stato Alessandro Falez, 67enne imprenditore romano, maestro di sci e atleta a livello Master.

Poche ore fa, Falez ha vissuto il primo evento pubblico legato alla sua candidatura, nella sua città natale presso il Crowne Plaza alla presenza dei comitati del Centro e Sud Italia (ma non solo), i tanti rappresentanti degli Sci Club che hanno deciso di partecipare oltre a sponsor e appassionati.

Un incontro, quello moderato da un giornalista del calibro di Giovanni Bruno, nel quale si è partiti dalla base di una scelta, quella di Falez, di scendere in pista per una FISI differente. “Mi sono accorto che ci sarebbe stata un'opportunità di cambiamento, ma non è stato facile scegliere di provarci – le parole del candidato presidente – Per la passione che nutro per il mondo della neve, ho pensato di poter portare come contributo la mia esperienza personale e professionale. Abbiamo tante persone con grande passione e con grandi risorse all'interno della FISI, ma non sono sfruttate al meglio pur rappresentando la struttura fondante del nostro sistema.

Una base importante per una Federazione fatta di passione e con prospettive ancora più importanti, pensando a Milano Cortina, è semplicemente fondamentale”.

Al fianco di Falez, era presente a Roma anche un consigliere candidato come il friulano Enzo Sima, reduce dagli ultimi due mandati nella FISI di Flavio Roda. “L'elemento che mi ha colpito nello scambio di idee con Alessandro è la condivisione, che non è stato certo un elemento caratterizzante degli ultimi 4 anni in Federazione. E' un concetto fondamentale, nessuno può avere conoscenze in tutti gli aspetti e serve delegare in base alle esperienze e alle competenze di ognuno. Il mondo dello sci e della neve è strettamente legato all'economia della montagna e serve un rapporto forte con le istituzioni”.

Ancora Falez: “Vorrei una Federazione che si rivolga alla base, che è la nostra struttura portante, per una FISI moderna, aperta, forte e poi vincente. Per fare tutto ciò, serve l'investimento di risorse e la realizzazione di servizi, basti pensare ai ghiacciai chiusi per quasi tutta l'estate, costringendo gli atleti a trasferirsi negli impianti indoor in Olanda e Belgio. Perchè non li realizziamo noi quegli skidome, da mettere a disposizione dei nostri sci club?

Al tempo stesso, servono strutture per il lavoro sulla parte fisica e tecnica, naturalmente rivolto a tutti gli atleti: lo dico perchè molti di noi sono legati allo sci alpino, ma serve dare supporto a tutte le 15 discipline che formano la FISI”.

L'imprenditore romano ha lanciato anche l'idea della “Fondazione FISI for Charity”, con “soci sostenitori per rappresentare la dotazione iniziale di una fondazione che faccia attività di volontariato, perchè nei nostri programmi vogliamo una FISI inclusiva e attenta alle esigenze sociali e del territorio. Per supportare la base serve incrementare il numero di tesserati, dando sostegno agli sci club perchè stiamo perdendo tanti giovani che non trovano sbocchi; abbiamo un caso emblematico nella figlia di Daniela Ceccarelli, Lara Colturi, bisogna capire quanto noi possiamo scovare e accompagnare i talenti nel loro percorso, in un sistema come il nostro che attualmente è ingessato”.

Tra i consiglieri in rappresentanza dei tecnici, Luca Bertagnolli è stato definito da Falez il punto di riferimento individuato per questa area, con il candidato presidente che ha parlato anche della necessità di “creare un'area di ricerca e sviluppo sulla quale investire fortemente, ma con una necessità alla quale torno sempre, la base. Serve un rapporto più continuo con i comitati territoriali per capire esigenze e problemi di ognuno”.

C'è stato anche l'intervento del generale Vincenzo Parrinello, che lo scorso giugno ha lasciato dopo 40 anni di servizio attivo la Guardia di Finanza, e ha sollevato a suo tempo la problematica legata alla candidatura di Flavio Roda, verso un quarto mandato avverso alle norme federali. “E' una battaglia di legalità che dovrebbe essere fatta da ogni tesserato e ogni cittadino”.

Alessandro Falez ha parlato dell'obiettivo olimpico. “Il 2026 è già alle porte, ma noi potremo fare solo qualche correttivo, molti aspetti sono già stati definiti e il nostro ruolo come FISI, all'interno di Milano Cortina, sarà quello di vincere medaglie, perchè ad occuparsi della situazione legata alle strutture non può che essere la Fondazione. Vogliamo però lavorare per lasciare un'eredità, qualcosa che abbia il riconoscimento delle istituzioni e che porti la FISI a diventare ente promotore di un sistema che sia utile per avere un ruolo credibile e autorevole”.

La chiusura del candidato presidente rivolta proprio a colui che ha guidato la Federazione nell'ultimo decennio: “Considerio Flavio Roda una persona intellettualmente onesta, che si è dedicata giorno e notte a questo impegno, prendendo in mano una FISI allo sbando. L'ha riordinata come sapeva fare lui, ovvero come un uomo di competenze personali ma non in grado di lavorare in un sistema; ciò che ha fatto, però, l'ha fatto bene risolvendo le problematiche finanziarie della Federazione.

Chapeau per ciò che ha fatto, ma è arrivato il momento di cambiare perchè non è più sufficiente quel che può fare un uomo da solo, serve una squadra”.

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