Ci ha lasciati Alex Zanardi: un campione indimenticabile e grande appassionato anche dello sci

Alex Zanardi racconta la sua passione per lo sci e per gli sport invernali
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Ci ha lasciati Alex Zanardi: un campione indimenticabile e grande appassionato anche dello sci

A quasi 6 anni dal terribile incidente in handbike del giugno 2020, l'ex pilota bolognese è scomparso: resterà il ricordo di un simbolo di rinascita che, dopo l'amputazione di entrambe le gambe nel 2001, ha fatto la storia del movimento paralimpico.

Ci ha lasciati, qualche mese prima di compiere 60 anni (il prossimo 23 ottobre).

Alex Zanardi non c’è più, ma resterà vivo quale indimenticabile campione e uomo di sport e simbolo di vita, per quanto ha saputo realizzare in un’esistenza davvero straordinaria e unica.

Bolognese di Castel Maggiore, con i motori ha vissuto tantissime avventure, dalle serie minori al debutto in Formula 1 nei primi anni ’90 partendo dalla Jordan per sostituire un certo Michael Schumacher, diventando due volte (1997 e 1998) campione CART, prima di subire il 15 settembre 2001 un devastante incidente sul circuito del Lausitzring, quando perse entrambe le gambe.

La sua seconda vita cominciò da lì, dopo sette arresti cardiaci e sedici interventi chirurgici: negli anni successivi, Alex diventerà il simbolo del movimento paralimpico, e non certo e solo per il poker d’oro tra i Giochi di Londra 2012 e di nuovo a Rio de Janeiro 2016. Ha cambiato la percezione di questi fantastici atleti, lui che anche con gli arti inferiori amputati andava a divertirsi sugli sci, altra sua grande passione.

Poi quel maledetto 19 giugno 2020, durante la staffetta tricolore con la sua amatissima handbike, sulle strade toscane attorno a Pienza quando, perdendo il controllo, finì contro un camion per cominciare un lungo calvario fatto di un lungo periodo in coma, di una durissima riabilitazione dovendo rimanere, purtroppo, lontano dal suo mondo. Quello dello sport.

La famiglia ne ha annunciato il decesso questa mattina, Alessandro è spirato nella serata di ieri: quella del 1° maggio, 32 anni esatti dopo Ayrton Senna.

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