"Pogacar un mito, vado in bici grazie a lui": Marta Lo Deserto ci svela la storia dietro all'incontro con l'asso sloveno

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"Pogacar un mito, vado in bici grazie a lui": Marta Lo Deserto ci svela la storia dietro all'incontro con l'asso sloveno

Abbiamo fatto due chiacchiere con uno dei pilastri dell'Italcurling, ora pronta alla nuova avventura nel Team Zardini Lacedelli; nella giornata di martedì, la giocatrice cortinese ha incontrato per la prima volta il campione del mondo in occasione dello start del Tour de Suisse a Sondrio. "Ignoravo il ciclismo, anzi dicevo al mio ragazzo di cambiare canale mentre si guardava le tappe dei grandi giri in TV. Poi con la serie Netflix mi sono appassionata e di Tadej adoro la grinta e il carattere: il 2 agosto andrò a Komenda per la Pogi Challenge". Sulla prossima stagione (allargando il raggio sino all'obiettivo Giochi 2030), dopo la rivoluzione in seno al movimento, Marta ci ha detto che...

Un post su instagram, le compagne di avventura di tanti anni nel mondo del curling che ci scherzano sopra e, naturalmente, sono felici tanto quanto lei per il sogno realizzato da un’amica e collega.

Quello di Marta Lo Deserto che incontra… Tadej Pogacar. E allora, ci viene l’idea di intervistare la giocatrice cortinese, uno dei punti di riferimento del movimento tricolore ormai da anni, pur trattandosi di una classe 2002, cresciuta da sempre (“ho iniziato a giocare con loro a 9 anni”) nel Curling Club Dolomiti della conca ampezzana.

Cosa c’è dietro a questa storia di grande passione sportiva? Ce lo racconta Marta, il giorno dopo il trionfo, l’ennesimo di un’altra stagione già stratosferica da parte del numero 1 del ciclismo mondiale, che “Pogi” si è regalato e ha regalato agli appassionati valtellinese, con l’assolo di 70 km nella tappa di Sondrio che ha aperto l’89esimo Tour de Suisse (mantenendo oggi la maglia gialla nella frazione ticinese di Locarno).

La prima storica partenza della corsa WT elvetica dall’Italia ha visto anche una delle giocatrici azzurre protagoniste dell’ultima Olimpiade di Milano Cortina a bordo strada. Non solo… “Ero già lì martedì (quando le squadre si allenavano in zona Sondrio) e, grazie ad una conoscenza nella sua squadra, sapevo in quale hotel alloggiava la UAE – entra nel racconto Lo Deserto – Grazie all’ufficio stampa, sono riuscita a fare la foto con Tadej il giorno prima della gara, chiaramente quando c’è un po’ più di tranquillità per lui.

Poi mercoledì mattina sono andata in zona bus, al villaggio di partenza, è stato davvero bello in generale trovare una disponibilità del genere anche nel team numero 1 al mondo. Era la mia prima volta ad una corsa, anche perché la maggior parte si disputano quando noi siamo impegnate negli allenamenti”.

L’ammirazione totale per Pogacar nasce dalla passione per il ciclismo? Tutt’altro! “Quando il mio ragazzo guardava le tappe del Giro e del Tour, gli dicevo sempre di spegnere o cambiare canale. Poi nel 2023 è uscita la serie Netflix (ideata con il dietro le quinte dei team in ottica Tour de France), l’ho guardata per caso e mi è piaciuta talmente tanto che poi ho seguito tutta la Grande Boucle di quella estate”.

Il Tour 2023 del nuovo duello con Vingegaard, perso da colui che il Tour l’aveva già vinto nel 2020 e 2021, prima di tornare a battere il danese nella corsa alla maglia gialla in occasione delle ultime due edizioni: “In sostanza – continua Marta – ho cominciato ad andare in bicicletta grazie a Tadej. Ho iniziato a pedalare solo nel 2025, appena tre volte, poi quest’anno ho fatto la messa in sella per potermi allenare senza problemi, anche se in ottica curling può aiutarmi, principalmente, solo per la concentrazione che richiede per parecchie ore.

E ora mi sono iscritta alla Pogi Challenge, il 2 agosto (la domenica dopo la conclusione del Tour de France, dove lo sloveno cercherà di raggiungere a quota 5 trionfi in giallo Merckx, Anquetil, Hinault e Indurain) andrò a Komenda per quella che è la sua grande festa”.

C’è un altro sportivo che ha segnato e ispirato la giocatrice di Cortina: è Rafa Nadal. “L’ho sempre stimato per la sua forza di volontà, tutto quello che ha fatto nonostante gli infortuni è incredibile, un’ispirazione a non mollare mai. Tadej è un’altra persona venuta fuori dal nulla, e poi ha un bellissimo carattere, sempre con il sorriso”. “Sì, Giovanni (il fidanzato di Marta, ndr) ora è un po’ geloso, c’è più Tadej di lui sui miei social!”, ci risponde Marta sul tema.

In questa primavera 2026, il curling italiano ha vissuto un’autentica rivoluzione con l’avventura dello storico Team Constantini terminata, dopo l’inverno della prima avventura olimpica per la stessa Lo Deserto. E Marta ha deciso di ripartire con la squadra capitanata da Giulia Zardini Lacedelli e che conterà su un altro pilastro della nazionale, Elena Antonia Mathis, oltre alla giovane Rachele Scalesse. “Siamo in una fase di riposo se parliamo di allenamenti sul ghiaccio, lavoriamo a secco e dal 1° luglio faremo qualcosa a Cortina, ma sarà dalla fine di quel mese che andremo in raduno in Svizzera (a Baden, ndr).

Il primo torneo sarà ad agosto in Scozia e posso dirti che sono davvero contentissima della squadra formata. Il fatto di tornare a giocare per il C.C. Dolomiti, che abbiamo dovuto lasciare lo scorso anno, è una spinta in più perché anche per me è casa.

Sono convinta che ci sia un potenziale per fare grandi cose: servirà un po’ di rodaggio all’inizio, col tempo arriveremo con i risultati e l’obiettivo è chiaro, quello di rappresentare l’Italia nei grandi eventi anche se ancora non conosciamo i criteri di selezione. A lungo termine, guardiamo alle Olimpiadi del 2030”.

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