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Ucraina, l'oro della speranza, è il secondo nella storia dei Giochi invernali

Ucraina oro nel giorno della speranza, è il secondo nella storia dei Giochi invernali
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Getty Images

BiathlonBiathlon - Sochi 2014

Ucraina, l'oro della speranza, è il secondo nella storia dei Giochi invernali

Nel giorno in cui si apre uno spiraglio per la soluzione della crisi tra governo e insorti che ha portato a oltre un centinaio di morti a Kiev negli ultimi giorni, l'Ucraina può festeggiare anche la seconda medaglia d'oro della sua storia ai Giochi olimpici invernali. Dopo Oksana Baiul, vincitrice nell'artistico femminile a Lillehammer 1994, arriva oggi quella della staffetta (sempre in rosa) nel biathlon.

Dopo un lancio discreto di Vita Semerenko, Juliya Dzhyma ha preso in solitudine il comando delle operazioni al tiro in piedi accumulando un vantaggio di circa 25" sulle avversarie più accreditate per il podio.

Valj Semerenko nonostante un poligono in piedi da brividi dove ha sbagliato 3 volte prima di usare alla perfezione le ricariche, è riuscita a mantenere lo stesso margine grazie a un passo sugli sci superiore alle dirette concorrenti.

In ultima frazione Olena Pidhrushna ha gestito splendidamente le forze nei primi due giri (dove le inseguitrici si sono avvicinate notevolmente) e i suoi poligoni, per poi prendere il largo nella tornata finale.

L'oro va quindi con merito al quartetto di qualità media più alta del campo partenti. Si tratta peraltro del primo successo ucraino in una staffetta femminile di un grande evento. In passato la repubblica ex sovietica si era fermata tre volte alla piazza d'onore e altrettante al gradino più basso del podio, tutte ai Mondiali.

Medaglia d'argento per la Russia che trova altro ossigeno dopo giorni alquanto travagliati. Yana Romanova, Olga Zaitseva, Ekaterina Shumilova e Olga Vilukhina hanno fatto quanto nelle loro possibilità raccogliendo il massimo risultato possibile nella giornata odierna. La staffetta russa sale sul podio a Cinque cerchi per la settima volta in altrettante edizioni, ma va rimarcato come il movimento femminile chiuda per la prima volta nella storia dei Giochi olimpici senza aver vinto neppure un oro.

Medaglia di bronzo per la Norvegia, alla vigilia considerata la rivale più accreditata dell'Ucraina. Le scandinave hanno probabilmente pagato l'assenza per malattia di Synnøve Solemdal, sostituita da Fanny Horn che al lancio ha accumulato un pesante distacco da Russia e ucraine. Tiril Eckhoff si è resa protagonista di un'ottima frazione, così come si è ben comportata Ann Kristin Flatland. A chiudere invece Tora Berger non è riuscita a fare la differenza, in particolare nell'ultimo giro, dove non ha guadagnato nulla su Vilukhina. Per la veterana e per Eckhoff è in ogni caso la terza medaglia di Sochi 2014.

La lotta per il podio di fatto non ha riguardato altre nazioni, se si esclude un sorprendente Canada che, prima di crollare all'ottavo posto a causa di una debacle proprio all'ultimo poligono di Zina Kocher, si era trovato a contatto con russe e norvegesi.

L'Italia ha concluso in sesta piazza ottenendo un risultato in linea con le potenzialità del quartetto schierato. Ottimo il lancio di Dorothea Wierer, capace di chiudere addirittura al comando, e solida prestazione di Karin Oberhofer a chiudere. Nel mezzo tanti bersagli mancati da Nicole Gontier e parecchia fatica sugli sci per Michela Ponza. Tuttavia non si può gettare la croce sulle frazioniste intermedie in quanto la medaglia non era certo un obiettivo semplice da raggiungere e davanti alle azzurre sono arrivate squadre o di qualità media più alta, o dotate di individualità di livello assoluto. 

Sconfitte di giornata Germania, Polonia e Francia, candidate al podio e la cui gara è invece finita di fatto nelle primissime battute del lancio.

Il venerdì nero delle tedesche, rimaste giù dal podio della staffetta olimpica per la prima volta nella storia, era cominciato con la positività al doping di Evi Sachenbacher-Stehle ed è terminata con una caduta, e conseguenti problemi alla carabina, di Franziska Preuß nel primo giro. La teenager bavarese ha cambiato a quasi 3 minuti e le teutoniche hanno concluso undicesime. Quindi nessuna medaglia olimpica al femminile per la Germania. Non era mai capitato.

Le polacche invece hanno pagato oltremodo un disastroso poligono a terra di Krystyna Palka, costretta addirittura a percorrere l'anello di penalità quattro volte, e si sono piazzate decime. Addirittura ritirata la Francia in quanto Marie Laure Brunet, data in condizioni fisiche precarie, è stata vittima di un malore nel secondo giro ed è letteralmente collassata in pista venendo trasportata in barella al medical center. Non ci sono comunicati ufficiali, ma non dovrebbe trattarsi di nulla di grave.

SOCHI - GIOCHI OLIMPICI - STAFFETTA FEMMINILE
1. UCRAINA (UKR) [0+5] 1:10'02"5
2. RUSSIA (RUS) [0+4] a 26"4
3. NORVEGIA (NOR) [0+5] a 37"6
4. REP.CECA (CZE) [0+9] a 1'23"2
5. BIELORUSSIA (BLR) [1+8] a 1'30"9
6. ITALIA (ITA) [1+9] a 1'40"8

Clicca qui per i risultati completi.

Domani si conclude il programma del biathlon con la staffetta maschile dove Ole Einar Bjørndalen andrà alla caccia dell'ennesimo record in ambito Giochi olimpici invernali. 

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Staffetta Femminile Sochi (RUS)