Tamara Lunger: "Sul Nanga Parbat ho temuto di morire"

Tamara Lunger: 'Sul Nanga Parbat ho temuto di morire'
Info foto

facebook

Alpinismoimprese da Ottomila

Tamara Lunger: "Sul Nanga Parbat ho temuto di morire"

La compagna di spedizione di Simone Moro, che a meno di 100 metri ha rinunciato alla vetta, ha rivelato di essere stata protagonista nella scalata di una caduta in un crepaccio scivolando per 200 metri.

La 29enne di San Valentino in Campo ha raccontato al sito Stol.it l'episodio che l'ha vista protagonista appena prima di raggiungere il campo 4. Nel saltare un crepaccio largo poco più di mezzo metro, nell'appoggiare lo scarpone il bordo ha ceduto ed è scivolata per 200 metri prima di fermarsi grazie alla neve fresca che ne ha rallentato la caduta. Quando il caschetto le è finito sulla faccia ha pensato al peggio: "Credevo di essere spacciata".

Tornare sulla via di salita è stato molto impegnativo. Per fortuna non ha riportato conseguenze se non dolori un po' in tutto il corpo e un piccolo trauma. Ciò che ha impedito a Tamara Lunger di diventare la prima donna a firmare una prima invernale sugli 8000 è stato il grande freddo (-33 gradi con venti tra i 45 e i 50 km/h) e i problemi di stomaco.

A circa 70/100 metri dalla cima, quando gli altri pensavano sarebbe riuscita a raggiungerli, ha deciso di abbandonare per tornare indietro da sola, sulle proprie gambe, senza rischiare di mettere in difficoltà la discesa degli altri. "Una decisione - ha commentato Simone Moro a Sky Sport 24 - che in pochi al mondo avrebbero saputo prendere".

© RIPRODUZIONE RISERVATA
2
Consensi sui social

Più letti in Sport invernali

Della Vite, l'esclusione dai Giochi e quell'uscita di Schladming che può costare cara: focus su un talento da salvaguardare

Della Vite, l'esclusione dai Giochi e quell'uscita di Schladming che può costare cara: focus su un talento da salvaguardare

Il gigantista bergamasco si allenerà fino al 6 febbraio all'Oasi Zegna di Bielmonte, con Talacci e Seppi, dopo aver mandato giù il boccone amaro della mancata prima partecipazione olimpica (come Borsotti, a maggior ragione con la top ten di Schladming). Sulla Planai è stato velocissimo sino all'errore sul muro finale nella 1^ manche, un altro zero che può pesare tantissimo in ottica futura visto che per andare alle finali in Norvegia (e rientrare nei 30 della WCSL) servirà come minimo un 7° posto nell'unica gara di CdM rimasta in calendario, il 7 marzo a Kranjska Gora.