Lunedì 17 Dicembre, 10:25
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Dario Puppo
Dario Puppo
Giornalista e commentatore sportivo

foto di facebook

Simone Moro in vetta al Nanga Parbat: è la quarta prima invernale sugli 8000

Simone Moro e Tamar Lunger firmano la prima invernale sul Nanga Parbat

In base alle informazioni diffuse dal campo base il 48enne bergamasco ha condiviso con il pakistano Ali Sadpara e il basco Alex Txikon una delle più grandi imprese nella storia dell'alpinismo. La 29enne altoatesina Tamara Lunger, compagna di spedizione di Moro, avvrebbe rinunciato a pochi metri dalla vetta posta a 8126.

Il Nanga Parbat, considerato con l'Annapurna, l'8000 con il più alto indice di mortalità se si rapporta il numero di vittime rispetto ai tentativi di ascensione, era una dei due ultimi giganti ancora inviolati (l'altro è il K2) nella stagione più fredda per le scalate.

 

Gli alpinisti sono saliti lungo la via Kinshofer, sul versante Diamir, lasciando il campo 4, a quota 7.200 metri, alle 5 e 30 di mattina. Dopo oltre un dislivello di 900 metri alle 15.37 locali (le 11 e 37 italiane) hanno raggiunto l'obiettivo inseguito da oltre 30 spedizioni dagli anni '80 in avanti.

Conosciuta anche come Killer Mountain, la cima pakistana permette a Simone Moro di salire a quota quattro prime invernali, unico nella storia, dopo le spedizioni riuscite allo Shisha Pangma nel 2005 con Piotr Morawski, al Makalu nel 2009 con Denis Urubko, con il quale è arivato sulla vetta del Gasherbrum II nel 2011 in compagnia di Richard Cory.

Moro nella classifica delle prime invernali himalayane stacca i polacchi Krzysztof Wielicki, Jerzy Kukuczka e Marciej Berbeka, tutti con 3 Ottomila. I quattro alpinisti hanno approfittato di una finestra meteo favorevole, con alta pressione, temperature comunque tra i -35/40 gradi e venti intorno ai 45 km/h che rende più sopportabile gli effetti del cosiddetto wind chill.

Simone Moro con questa ennesima impresa diventa il maestro delle invernali e può a pieno diritto affincare i più grandi dell'alpinismo come Walter Bonatti e Reinhold Messner, ai quali sono attribuite alcune delle pagine più importanti scritte sull'Everest, il K2 e in generale in Himalaya.

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