A 11 anni scala Cervino e Monviso nell'arco di un mese

A 11 anni scala Monviso e Cervino nell'arco di un mese
Info foto

pg fb Fabio Tomasi

Alpinismol'impresa

A 11 anni scala Cervino e Monviso nell'arco di un mese

Il baby alpinista Federico Tomasi ha compiuto l'impresa tra settembre e ottobre. L'emozione di papà Fabio: "Abbracciare mio figlio in cima al Monviso resta un momento indimenticabile".

Da oltre un paio d'anni sognava quelle due cime. Federico Tomasi di Beinasco, comune alla periferia di Torino, dopo aver salito a metà settembre i 4.478 metri del Cervino, settima vetta e terza montagna italiana, accompagnato dalla guida alpina trentina Matteo Faletti, per la sua seconda conquista sulle Alpi Cozie, il Monviso, si è aggregato anche papà Fabio.

Un escursionista della domenica, come si definisce lui stesso, che ha rallentato la salita della spedizione, divisa in 2 giorni. “Abbracciare mio figlio in cima al Monviso resta uno dei momenti più belli della mia vita”. Dopo aver dormito al rifugio Quintino Sella, domenica hanno raggiunto i 3.841 metri del “Re di Pietra”, dal versante est, che la neve caduta nei giorni scorsi ha reso ancor più difficile.

Prima d'ora, non solo in Italia, nessuno all'età di Federico, che frequenta la seconda media, aveva mai salito due montagne di tale importanza. Nel 2022 l'obiettivo sono le Tre Cime di Lavaredo, sulle Dolomiti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
190
Consensi sui social

Ultimi in Sport invernali

Cancellati dalla FISI, il silenzio del mondo dello sci ci ha ucciso due volte: Olga e Marcello Franzoso non si nascondono

Cancellati dalla FISI, il silenzio del mondo dello sci ci ha ucciso due volte: Olga e Marcello Franzoso non si nascondono

Il collega Matteo Macor de La Repubblica ha intervistato i genitori di Matteo Franzoso, scomparso esattamente un anno fa dopo 48 ore di agonia in seguito all'incidente di La Parva. Durissime le loro parole nei confronti della Federazione e in generale dell'ambiente, solo la Guardia di Finanza ci è stata vicina. Oggi il corpo militare del quale faceva parte il velocista ligure gli ha intitolato una sala del museo a Predazzo.