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Salviamo la pista del Clot

Marco Donna
3 Aprile 2007
Giudizio:
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Questa stagione sciistica ha riservato le migliori sorprese per il finale. E così, una piccola stazione come Pragelato, ha aperto i suoi impianti soltanto a fine marzo.
Questo ci ha permesso di sciare ancora una volta su una delle piste più belle del Piemonte che purtroppo, per la cecità di certi amministratori, rischia di essere perduta per sempre.
Sto parlando della pista Clot che dal Clot della Soma scende al paese all’altezza dei trampolini.


Leggende di quelle valli dicono che la pista fu creata da Sestriere con l’idea di ospitare un giorno la Libera. Di certo non ha mai ospitato gare di un certo livello ma come pendenza e lunghezza sarebbe stata sempre un’ottima candidata.
La partenza è da brivido. Si arriva sui bordi del ripido pendio e la pista si inizia ad intuirla soltanto quando ormai è troppo tardi per tornare indietro.
Si segue il pendio leggermente verso destra e poi un ripido curvone verso sinistra e si attraversa la seggiovia, per poi curvare verso destra ed affrontare la diagonale.
Al termine della diagonale si può scegliere se affrontare i due ripidi ed impegnativi muri della Nera, oppure la variante Rossa con un paio di muri meno difficili.
Quindi le due piste si incontrano e si affronta il muro delle gobbe. Si tratta di una ripida discesa piena di gobbe (appunto) evitabile con una stradina nel bosco, poco consigliabile in quanto spesso ghiacciata e piena di pietre.
Passato questo muro si attraversa il bosco con una lunga diagonale e si affronta il canalone delle pietre (spero non siate affezionati al fondo dei vostri sci, vero?) e si arriva alla stazione intermedia.
Da qui, scatenandoci in perpendicolare a tutta velocità per un ripido muro, si può salire in cima ad un enorme roccia e sentirsi i re del mondo.
Siamo pronti ad attraversare il bosco con un lungo percorso senza particolari ripidità ed affrontare l’ultimo brivido del muro che porta alla partenza della seggiovia. In realtà quest’ultimo muro si limita ormai alla semplice strada dei trampolini da cui si gode però l’impressionante vista sulle strutture olimpiche.


Abituati ad impianti ultra moderni, fa sorridere la seggiovia monoposto tutta in metallo che porta al piccolo ma prezioso comprensorio sciistico di Pragelato. Da anni si parla di sostituirla. Le ultime voci davano per certo l’ammodernamento per i prossimi anni. Ma sembra che parte della popolazione sia contraria ed io mi chiedo... perchè? Ma pragelatesi, vi rendete conto della potenzialità di un impianto che parte dal centro del paese e porta a delle piste stupende che se no andrebbero a morire. Vogliamo escludere la possibilità di raggiungere la decentrata funivia per l’Anfiteatro in piena Via Lattea. Senza dover prendere la macchina o la navetta fino a Plan? Ma volete proprio uccidere il paese?





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