Macugnaga, quale futuro per gli impianti di risalita? Comune e Società impianti attendono risposte da Roma

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Davide Franchi

PiemonteFinanza Funiviaria

Macugnaga, quale futuro per gli impianti di risalita? Comune e Società impianti attendono risposte da Roma

Mentre la stagione estiva entra nel vivo, a Macugnaga non ci sono ancora certezze sulla possibile riapertura degli impianti di risalita, rimasti chiusi anche durante la scorsa stagione invernale. La funivia del Monte Moro attende il completo dissequestro, dopo l'incidente dello scorso 30 dicembre, al fine di pianificare i lavori per la rimessa in esercizio. Le seggiovie del Belvedere sono chiuse, dopo i lavori di revisione generale, per l'incompletezza del piano di immunità da frane e valanghe. Comune e Società impianti hanno smentito le indiscrezioni riportate dal quotidiano "La Stampa" secondo cui la chiusura sarebbe definitiva, ribadendo di essere in attesa di chiarimenti da Ansfisa, l'organismo nazionale deputato al controllo della sicurezza degli impianti di risalita e al rilascio delle relative autorizzazioni di apertura al pubblico.

"In relazione alle notizie apparse sulla stampa in merito al fermo degli impianti di risalita Pecetto-Belvedere, l’amministrazione comunale di Macugnaga ha di nuovo provveduto a sollecitare un chiarimento sulle procedure e le tempistiche di autorizzazione ad Ansfisa, da cui dipendono, in ultima istanza, le autorizzazioni all’esercizio”. È quanto si legge in una nota del comune di Macugnaga, proprietario degli impianti di risalita, diffusa in seguito alla notizia della possibile chiusura definitiva della seggiovia Pecetto-Belvedere.

Nel corso delle ultime settimane - si legge ancora nella nota - il comune di Macugnaga si è adoperato con determinazione per superare le incertezze riguardo alla compatibilità della seggiovia alla normativa relativamente al rischio frane/valanghe, riscontrando buon senso e collaborazione da parte delle istituzioni sia nazionali che regionali. Per questo risulta necessario che Ansfisa chiarisca la situazione, superando ogni rallentamento e incertezza. Al riguardo è previsto un incontro la prossima settimana con Ansfisa a Roma”.

La situazione è stata confermata dalla società di gestione Macugnaga Trasporti e Servizi che, benché non proprietaria degli impianti di risalita, si è attivata a proprie spese a supporto del Comune ingaggiando consulenti per trovare soluzione alle difficoltà amministrative emerese.
Nel frattempo, l’amministrazione comunale ha accelerato le operazioni per la posa dei nuovi gaz-ex a protezione dell’area sciabile, si tratta dei dispositivi di protezione dalle valanghe che dovrebbero consentire la messa in regola dell'impianto. Tuttavia, secondo La Stampa, Ansfisa starebbe valutando ulteriori elementi che riguarderebbero la legittimità della concessione della seconda proroga per la prosecuzione dell'esercizio degli impianti: le seggiovie avevano infatti ottenuto una prima proroga dal 2019 al 2024 al fine di procedere alla sostituzione dell'impianto con una cabinovia. Nel 2024 è stata concessa un'altra proroga condizionata all'effettuazione della revisione generale delle seggiovie, intervento completato dal Comune nei mesi precedenti la scorsa stagione invernale con un investimento di circa 500.000 euro e che potrebbe consentirne il funzionamento fino al febbraio 2029. 
A margine del Consiglio Comunale di venerdì, il neo eletto sindaco Stefano Candiani ha sottolineato che dal suo insediamento è stato fatto tutto il possibile, per quanto compete al Comune, avviando contatti con la Regione Piemonte e Ansfisa. Ha, tuttavia, precisato che gli aspetti giudiziari non sono pertinenti dell'amministrazione comunale e non si può che auspicare tempi brevi per i relativi chiarimenti.
Per Candiani l'eventuale riapertura delle seggiovie, per quanto auspicabile, sarebbe solo una soluzione temporanea, in quanto comunque prossime alla definitiva scadenza del 2029: "Serviranno anni, ma purtroppo l'unica strada per il futuro è la realizzazione di una nuova telecabina- spiega il Sindaco a La Stampa - I tecnici hanno infatti ribadito che l'installazione di una meno onerosa nuova seggiovia sarebbbe infatti inammissibile per il contesto idrogeologico e nivologico in cui va a inserirsi". La seggiovia con piloni più bassi e numerosi di quelli della cabinovia non darebbe, infatti, sufficienti garanzie a livello di impatto con le valanghe.
La situazione delle seggiovie va a sommarsi a quella della funivia del Monte Moro, ferma dallo scorso 30 dicembre a causa dell'impatto contro la stazione di arrivo per il mancato funzionamento del sistema frenante. La Procura di Verbania ha concesso il dissequestro della parte meccanica, ma non ancora di quella elettronica, impedendo, per il momento, l'avvio degli interventi di ripristino finalizzati alla riapertura al pubblico.
In quota si attendono sviluppi anche per la sciovia San Pietro, la cui richiesta di proroga di funzionamento era stata respinta da Ansfisa lo scorso dicembre, unitamente alle seggiovie del Belvedere.
Anche per il Monte Moro, la soluzione delle problematiche attuali è solo temporanea: nel 2029 il primo tronco della funivia dovrà essere sottoposto a una nuova revisione generale o essere sostituito per proseguire il proprio funzionamento e anche la seggiovia Ruppenstein andrà incontro a un significativo intervento di manutenzione straordinaria. Nel 2032 anche il secondo tronco della funiva Bill-Monte Moro, quello attualmente sotto parziale sequestro, dovrà essere sottoposto ad analoghi interventi. 

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