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Orsi...e dintorni... (o nei dintorni)

Baloo
Lombardia

Orsi...e dintorni... (o nei dintorni)

Gli orsi...
fin da piccoli entrano nell'immaginario collettivo tramite i cartoni animati. Chi non si ricorda di Yoghi & bubu, di Baloo nel libro della giungla, di Little John in Robin Hood della walt disney...piuttosto che Winnie the Pooh, Teddy bear...
e sono tutti rappresentati come buoni, burloni, coccolosi e pacifici "amici" dell'uomo (o del bambino, a seconda dei casi :) )....
beh.. le cose non sono proprio così diverse, anche se non sono mancate occasioni "cinematrografiche" nelle quali sono stati presentati con un ruolo...di feroce predatore!!
Facciamo un passo indietro e vediamo di conoscerlo un po' meglio, e quale migliore occasione dell'arrivo di un esemplare in una zona che non è il lontano canada!

L’orso è un animale imponente e massiccio,dotato di una folta pelliccia bruna, a volte con riflessi nerastri in contrasto con zone più chiare. I piccoli hanno generalmente un collare di peli biancastri che scompare verso il secondo anno d’età.
L’orso è un plantigrado cioè un animale che si muove appoggiando l’intera pianta della zampa, dotata di ampi cuscinetti digitali e di robusti unghioni non retrattili.
La sua vista è mediocre, mentre l’olfatto e l’udito sono molto sviluppati.
Dimensioni: lunghezza da 130 a 250 cm, altezza al garrese da 75 a 120 cm.
Peso: da 50 a 150 kg per le femmine; da 70 a 300 per i maschi. I piccoli alla nascita pesano 200-300 grammi.
In natura l’orso può vivere fino a circa 20-25 anni (max 30). In cattività può vivere più a lungo, tanto che in rari casi può superare i 50 anni.
Nonostante appartenga all’ordine dei Carnivori i vegetali costituiscono la percentuale maggiore degli alimenti consumati. La parte restante della dieta è costituita da insetti (principalmente formiche e api) e da resti di animali trovati morti e solo molto raramente predati

L’orso trascorre solitamente la stagione invernale (novembre-marzo) in stato di semi-letargo, all’interno di una tana invernale
Generalmente le tane sono ricavate in piccole grotte naturali, a volte allargate ed adattate dall’orso, più raramente vengono direttamente scavate nel terreno. L’ingresso è spesso poco visibile e di dimensioni ridotte rispetto alla mole dell’animale. All’interno l’orso si prepara solitamente un confortevole giaciglio a forma di nido, utilizzando foglie, erba, sterpaglie e ramoscelli.
Durante lo svernamento il plantigrado cade in un profondo torpore, la temperatura corporea si abbassa, il metabolismo rallenta e l’animale consuma lentamente le scorte di grasso che ha accumulato nel corso dell’autunno. Il letargo non è però assoluto, a volte l’orso può uscire dalla tana per brevi periodi, nelle ore più calde della giornata. Se disturbato l’animale abbandona il ricovero ed è costretto a reperirne uno d’emergenza. 

 

Negli ultimi anni si è parlato tanto della loro scomparsa e del fatto che sono sempre in pericolo di estinzione sul territorio italiano, fa quindi molto piacere quando ci viene data notizia dell'arrivo di un plantigrado nel nostro territorio, in particolare, l'ultimo in ordine temporale è proprio dell'agosto di questo anno , in zona Aprica, alpi Orobie.
Intorno alla metà di agosto l'orso bruno è arrivato e si è rapidamente ambientato nell'Osservatorio eco-faunistico alpino di Aprica, porta est del Parco delle Alpi Orobie Valtellinesi, ente che ha contribuito non poco allo sviluppo dell'area faunistica.
Si tratta d'uno splendido esemplare maschio 15enne di circa 200 kg, alto e massiccio, proveniente da San Romedio (provincia di Trento), donato all'Osservatorio dal Parco Naturale Adamello-Brenta.

Il simpatico animale si è ambientato nella sua nuova casa di circa diecimila metri quadri (contro i mille della precedente sistemazione nella provincia autonoma trentina). A sua disposizione vi sono un laghetto, un'ampia area boschiva e una grotta, che sarà anche la sua dimora invernale durante il semi-letargo, uno stato di sonno nel quale l'orso, nonostante si abbassino pulsazioni e temperatura corporea, rimane in qualche modo vigile.
Attualmente gli vengono "serviti" dei pasti a preferenza vegetariana. Nella fattispecie, l'orso mangia mele, finocchi, insalata, pane raffermo, oltre a bacche, radici, insetti ed erba. Carne o pesce due volte la settimana. I visitatori possono ammirarlo in totale sicurezza da una terrazza d'osservazione sopraelevata e da un sentiero che si snoda lungo il perimetro dell'area faunistica.
A fine Agosto il magnifico esemplare di plantigrado, è stato raggiunto dalla sua compagna, una femmina di un paio d'anni più giovane, dalla quale ha avuto in passato alcuni piccoli. A breve, guidati da personale specializzato, i visitatori potranno vederli insieme nella nuova "lussuosa" dimora sotto le pendici del Monte Palabione.

L'inaugurazione ufficiale dell'area faunistica degli orsi è avvenuta giovedì 6 settembre. In tale occasione è stato anche premiato il vincitore del Conc-orso "Battezza l'orso".
L’Orso bruno beniamino dell’Area faunistica attigua all’Osservatorio di Aprica, è stato battezzato dal Conc-Orso “Battezza l’orso” con il nome di Orfeo. La scelta è stata fatta da una parte per richiamare il mito ellenico del cantore che piegava con il suono della lira gli animali e tutta la natura, dall’altra perché Orfeo è l’acronimo di ORobie Faunistico Eco Osservatorio. L’esemplare femmina verrà chiamata Euridice, come la sposa che l’eroe greco riuscì a salvare dagli inferi.

Ora non rimane altro che andare a conoscerli di persona...

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