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Francesco Paone
Francesco Paone

foto di Getty Images

Anche Stoccolma scalda i motori in vista dei Giochi olimpici invernali 2026

Anche Stoccolma scalda i motori in vista dei Giochi olimpici invernali 2026

Nella corsa ai Giochi olimpici invernali 2026 Sion è già partita, mentre altre città stanno scaldando i motori. Dopo Lillehammer, Calgary e Innsbruck anche l'ipotesi Stoccolma inizia a prendere corpo.

Infatti a gennaio l'amministrazione comunale della città scandinava ha pubblicato un rapporto in cui si sono ipotizzate location e strutture da utilizzare in un'eventuale candidatura. Nella giornata odierna la federazione svedese di sci ha dato parere favorevole al progetto, dichiarando di supportare l'idea di concorrere per ottenere l'evento.

Gli aficionados ricorderanno di come il comitato olimpico della Svezia avesse lanciato la candidatura di Stoccolma per l'edizione 2022, ma questa fosse stata affossata proprio da quella stessa municipalità che ora, invece, spinge per candidarsi. Cosa è cambiato? Semplice, il colore politico dell'amministrazione. Dunque si è passati da un governo locale anti-Giochi a uno pro-Giochi.

Dal rapporto partorito emerge un dato molto significativo, ovvero la volontà di avere un'edizione olimpica molto compatta con la stragrande maggioranza degli eventi a disputarsi proprio a Stoccolma o nel suo hinterland. Si tratta di un concetto completamente opposto rispetto a quello di Sion, il cui progetto è quello di avere Olimpiadi diffuse su tutto il territorio della Svizzera occidentale.

Al contrario nel caso svedese si vuole concentrare quanto più possibile l'appuntamento nella capitale o nelle sue vicinanze. Le uniche eccezioni riguarderebbero Åre e Falun, rispettivamente 615 km e 260 km a nord da Stoccolma.

Ad Åre andrebbero in scena tutte le competizioni di sci alpino, più parte del programma di snowboard e freestyle (slopestyle e cross). A Falun invece si disputerebbero le gare di salto con gli sci e combinata nordica.

Tutto il resto (escluse alcune partite di hockey previste a Södertälje, distanze circa 35 km dal cuore dei Giochi) si terrebbe appunto a Stoccolma, compresi lo sci di fondo e il biathlon che si disputerebbero in un impianto nella città limitrofa di Botkyrka.

Il resto dello snowboard e del freestyle verrebbe diviso tra lo Stadio Olimpico (Aerials, Big Air), la collina di Flottsbro (Moguls, Gigante Parallelo) e quella di Hammarby (Halfpipe), dove peraltro troverebbero spazio anche le discipline del budello (slittino, bob e skeleton).

Gli sport del ghiaccio sarebbero ospitati da 3 differenti impianti: Tele2 Arena (Pattinaggio di Figura, Short Track), Gubbängens Idrottsplats (Speed Skating, Curling) e il Globen (Hockey).

Le cerimonie di apertura e chiusura si svolgerebbero nella Friends Arena, mentre il villaggio olimpico sarebbe situato nel parco Årstafältet (salvo due distaccamenti in loco ad Åre e Falun).

Nei prossimi mesi capiremo cosa sarà del progetto. Anche il governo, che si era dimostrato molto freddo verso la candidatura per l'edizione 2022 poi affossata dal comune, ha nel frattempo cambiato colore, ora analogo a quello dell'amministrazione della capitale.

Pertanto sull'idea di Stoccolma 2026 pende come una spada di Damocle la tornata elettorale del 2018, sia politica che amministrativa. Se dalle urne dovesse uscire una maggioranza diversa da quella attuale, allora la situazione per il sogno dei Giochi olimpici invernali in Svezia cambierebbe in peggio.

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