Alla scoperta di Salomon Adaptive: l'innovazione che trasforma gli scarti degli aerei in protesi paralimpiche

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Alla scoperta di Salomon Adaptive: l'innovazione che trasforma gli scarti degli aerei in protesi paralimpiche

Nel corso dei recenti Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Salomon ha presentato Adaptive Project. Un progetto che nasce dall’innovazione ma guarda soprattutto al futuro dell’inclusione nello sport.

L’Adaptive Project prende forma dallo sviluppo di una running blade, frutto della collaborazione tra Salomon e Hopper, azienda francese con sede a Tolosa specializzata nell’ingegneria del carbonio. Fin dall’inizio, Salomon ha messo a disposizione la propria esperienza nella biomeccanica della corsa e nelle suole in gomma, trasformando un esperimento iniziale in un vero e proprio ecosistema di soluzioni protesiche ad alte prestazioni.

Oggi il programma Adaptive supporta oltre venti paraatleti in cinque discipline – dal trail running allo sci alpino, dallo sci alpinismo allo snowboard – molti dei quali qualificati per i Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026. Alla base del progetto c’è una convinzione chiara: performance e inclusione non sono obiettivi separati, ma avanzano insieme.

“Shaping New Futures, per noi, significa ampliare i confini di ciò che lo sport può diventare”, afferma Guillaume Meyzenq, President & CEO di Salomon. “L’Adaptive Project dimostra che la massima performance è ancora più significativa quando si traduce in nuove opportunità e maggiore accessibilità. Il nostro obiettivo è rimuovere le barriere e aprire gli sport di montagna ad atleti di ogni livello e abilità”.

Al centro della presentazione ci sono quattro protesi sviluppate secondo gli stessi standard dei prodotti élite del brand. Blade, progettata per il running e il trail running, garantisce propulsione e stabilità dinamica; Pioneer è pensata per sci alpino e sci alpinismo, adattandosi alle condizioni tecniche dei terreni alpini; Vanguard, dedicata allo snowboard, punta su controllo e precisione; mentre Outsider rappresenta un prototipo ibrido di nuova generazione, ancora in fase di sviluppo, che anticipa il futuro del design protesico.

“Fin dall’inizio, Adaptive è stato progettato sul campo, dagli atleti e per gli atleti”, spiega Patric Leick, ideatore del progetto e manager del Para-Team. “La loro resilienza e i loro feedback quotidiani sono una fonte continua di ispirazione. Non si tratta solo di ingegneria, ma di un percorso umano fatto di fiducia e ambizione condivisa”.

Tra gli atleti coinvolti c’è anche il parasciatore norvegese Bernt Marius Rørstad, che dopo un grave incidente ha scelto di tornare alle competizioni con l’obiettivo di competere ai massimi livelli. In collaborazione con Salomon, ha contribuito allo sviluppo di soluzioni protesiche specifiche per gli sport alpini.

“La resilienza non significa essere percepiti come forti, ma continuare a inseguire ciò che conta davvero”, racconta Rørstad. “Non volevo essere definito dalla mia amputazione, ma da come scio. Avevo bisogno di un’attrezzatura che mi permettesse di esprimere chi sono come atleta”.

Per il team di design, Adaptive rappresenta anche una sfida culturale oltre che tecnica, dove funzionalità ed estetica convivono. “Il design cambia il nostro modo di vedere le cose”, spiega Sylvain Merlin, designer della protesi da snowboard Vanguard. “Quando un oggetto è progettato con cura, non vedi più un limite, ma movimento e performance. La bellezza può cambiare la narrazione”.

La collaborazione con Hopper continua ad ampliare le prospettive del progetto, andando oltre la performance pura per ridefinire il concetto di accessibilità negli sport di montagna. L’obiettivo è chiaro: usare l’innovazione per permettere a sempre più persone di vivere la montagna in modo nuovo.

Con l’Adaptive Project, Salomon ribadisce così il proprio impegno nel creare attrezzature capaci di superare le barriere e offrire agli atleti la possibilità di esprimersi liberamente, portando avanti una visione in cui inclusione e performance si rafforzano a vicenda.

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