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Valeria Ghezzi: “Il Governo deve rendersi conto che, se non apriamo gli impianti, mandiamo a picco la montagna"

Valeria Ghezzi, Presidente Anef: “ Il Governo deve rendersi conto che, se non apriamo gli impianti, mandiamo a picco la montagn
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Valeria Ghezzi: “Il Governo deve rendersi conto che, se non apriamo gli impianti, mandiamo a picco la montagna"

Mercoledì 30 dicembre la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha approvato il nuovo protocollo sanitario rivisto con i suggerimenti indicati dal Comitato Tecnico Scientifico pochi giorni fa. Le Regioni hanno chiesto di aprire gli impianti di risalita il 18 gennaio. Ora tocca al Governo decidere.

Valeria Ghezzi, Presidente dell’Anef (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari) ha rimarcato la necessità di dover dare il via alla stagione invernale, non per lo sci, ma per far lavorare tutte le persone che si occupano del settore del turismo bianco: “Bisogna rendersi conto che per noi ci sono in ballo 12 mesi, non 4. E poi la questione non è rinunciare allo sci, ma a tutti i posti di lavoro che ci sono in ballo e di gente che non ha nessuna tutela. In questo modo mandiamo a picco la montagna”.

Ormai se riusciremo ad aprire sarà per salvare un po' di occupazione per le famiglie che non hanno niente e sarà per pagare qualche debito – spiega Valeria Ghezzi -.  Non sarà certamente per guadagnare, però è meglio così che aspettare ristori di cui non abbiamo avuto alcun riscontro. Noi come categoria non abbiamo avuto nulla a marzo e nulla fino ad oggi. I maestri di sci, forse, ad aprile avranno preso i 1.000 euro per le partite iva. Secondo me quello che a Roma non è ancora chiaro è che per noi questi quattro mesi di stagione invernale valgono 12. Se per caso arriviamo ad aprile poi se ne riparla nel 2021, perché il maestro di sci non ha più materia prima e noi nemmeno. E la stagione estiva, sul fatturato annuo del settore, rappresenta una cifra che sta tra il 5 ed il 10%. Quindi il 90% lo facciamo l'inverno, fino ad aprile”.

Attualmente fanno capo ad ANEF circa il 90% delle aziende funiviarie italiane, distribuite sia nei territori alpini, sia in quelli appenninici, sia nelle isole. La rappresentatività è assicurata dall’adesione diretta, o tramite sezioni territoriali, di oltre 1.500 impianti, con una forza lavoro stimata di circa 13.000 unità, tra fissi e stagionali, nel periodo di piena attività.

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