Il mondo dello sci teme l'ultima mazzata, uno stop in extremis

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Il mondo dello sci teme l'ultima mazzata, uno stop in extremis

L'Rt medio nazionale sale, pur restando ancora sotto 1, cioè la soglia considerata critica. Questa settimana il dato arriva a 0,95 (la media tra 0,86 e 1,06) contro lo 0,84 della scorsa settimana e pure di quella precedente. Gli esperti temono si tratti del preludio a una nuova ondata dell'epidemia.
E spunta una valutazione del Cts, che avverte: "Pericoloso far ripartire ora lo sci".

Pronti, partenza, forse via, forse no! Siamo nel momento in cui lo stop potrebbe arrivare in qualsiasi momento.   La differenza rispetto al passato è forse la presenza nella squadra di governo di numerosi esponenti policiti vicini al mondo delle montagne.  Le regioni alpine non sono più così lontane, non sono più entità lontane governate dall'opposizione.  Per il momento prevale la cautela, ma una decisione dovrà essere presa entro stasera.

«La riapertura degli impianti di sci presenta diversi rischi epidemiologici, e serve quindi precauzione assoluta a fronte di una situazione complessa anche a causa del dilagare delle varianti virali”. Questè le parole fatte trapelare dal Cts, che sottolinea soprattutto come nuove aperture potrebbero servire da cassa di risonanza dell'aumento in atto dell'indice Rt.

Le principali stazioni invernali d’Italia sono pronte a ripartire lunedì o martedì. Durante l’ultima settimana molti hanno trascorso le notti a programmare le attività, garantire norme di sicurezza secondo il protocollo e nel rispetto dei limiti imposti dalla legge.  Un nuovo stop sarebbe una mazzata che segue tanti colpi ricevuti fino ad oggi, senza che tutto ciò sia mai stato compensato da ristori adeguati.

Le Regioni sono per l’apertura ma vogliono evitare uno scontro con il governo. Tutti sperano in una mediazione che consenta l’apertura aumentando la sicurezza, ma un equilibrio al momento pare molto difficile da trovare.    Una decisione che probabilmente non stravolgerebbe gli economics delle stazioni sciistiche, poiché se l'indice Rt nell'ultima settimana è passato da 0,84 a 0,95, proseguendo su questa strada sarà molto probabile che entro breve gran parte delle regioni alpine diventino arancioni e che quindi gli impiantisi, alle porte del mese di Marzo saranno comunque costretti nel giro di pochi giorni a sancire la fine della stagione.

Quello che stupisce e che viene mantenuto dal precedente governo è questa sorta di "terrore nei confronti dello sci, visto come una agente diffusore del virus, assolutamente incomprensibile trattandosi di un'attività all'aperto".

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