Dolomiti UNESCO, il bilancio di Banca d'Italia: "+9% di pernottamenti senza consumare più territorio"

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Dolomiti UNESCO, il bilancio di Banca d'Italia: "+9% di pernottamenti senza consumare più territorio"

Il paper di Banca d'Italia analizza gli effetti sui flussi turistici e sull'ambiente nei 4 anni successivi all'iscrizione delle Dolomiti nella lista dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità, avvenuta nel 2009. A fronte di un incremento delle presenze, il numero di strutture turistiche non è cresciuto e quello di posti letto si è ridotto. Ai maggiori flussi turistici non si è associato né un aumento del consumo di suolo né una maggiore produzione di rifiuti, dimostrando il potenziale del riconoscimento UNESCO nel generare benefici economici locali senza compromettere la qualità ambientale, a condizione che siano in atto un efficace coordinamento istituzionale e solide garanzie normative.

L'analisi di Banca d'Italia interessa un territorio di 349 comuni dolomitici di cui 176 in Provincia di Trento, 116 in Provincia di Bolzano e 57 in Provincia di Belluno. Il documento attesta che tra il 2009 e il 2013 i pernottamenti sono cresciuti del 9,1%, con un incremento trainato dal turismo italiano e più evidente in Trentino.

L'offerta dal canto suo non mostra un aumento di strutture ricettive registrando, invece, una lieve riduzione dei posti letto disponibili. Ciò suggerisce che l'incremento della domanda è stato assorbito attraverso politiche di prezzo, gestione della capacità ricettiva e una graduale transizione verso alloggi di dimensioni più ridotte e di maggior qualità e valore.

Non si osserva alcun aumento apparente del consumo di suolo nei comuni trattati, nonostante i maggiori flussi turistici. Allo stesso tempo, la quantità totale di rifiuti urbani mostra una diminuzione statisticamente significativa, dovuta principalmente a una riduzione dei rifiuti indifferenziati, il che suggerisce un miglioramento delle pratiche di raccolta differenziata o l'influenza delle politiche ambientali locali.
Nel complesso, i risultati suggeriscono che la designazione UNESCO ha agito da catalizzatore per vantaggi sia in termini di reputazione che economici, promuovendo al contempo una migliore gestione ambientale. Le evidenze dimostrano il potenziale della certificazione culturale nel generare benefici economici locali senza compromettere la qualità ambientale, a condizione che siano in atto un efficace coordinamento istituzionale e solide garanzie normative.

Tuttavia, la validità esterna di questi risultati è limitata dal particolare contesto geografico, istituzionale e sociale delle Dolomiti, caratterizzato da una forte autonomia regionale, un coordinamento amministrativo avanzato e una consolidata consapevolezza ambientale. Lo Studio rimanda a ricerche future che potrebbero valutare se dinamiche simili emergono in contesti di governance diversi o in altre categorie di siti patrimonio culturale. Le analisi potrebbero esplorare le conseguenze economiche ed ecologiche a lungo termine del turismo legato al patrimonio culturale, compresi i suoi effetti sui mercati fondiari, sugli alloggi, sui servizi pubblici e sullo sviluppo locale. Un filone di ricerca complementare potrebbe approfondire la dimensione ambientale integrando indicatori ad alta frequenza, come la qualità dell'aria, il rumore e il traffico, per cogliere le esternalità del sovraffollamento turistico, e collegare le dinamiche dei rifiuti ai flussi stagionali di visitatori, affinando l'identificazione causale dell'impatto dell'UNESCO sui beni pubblici locali.

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